Da questa semplice affermazione, tramite una serie ininterrotta di sinapsi incontrollate, io e degli amici, in una notte senz’altro buia e non so se tempestosa, abbiamo dato vita ad una lunga ed estenuante discussione sui problemi della globalizzazione rapportati ai singoli individui. Detto in parole povere: come il sistema ci vuole trasformare in una massa indistinta di persone tutte uguali.
Da tutto questo potrebbe sembrare che noi siamo un gruppo di giovani intellettualoidi che passano le loro serate a speculare di economia, religione, filosofia. Bisogna peró essere onesti, ed ammettere che non é cosí. O meglio, non é sempre cosí. Serate come questa capitano, non spesso, ma capitano. Il fatto strano é che, guarda caso, discussioni come quella vengono fuori per la maggior parte delle volte in situazioni in cui siamo precedentemente alterati dalle fitte nebbie dell’alcool o da fumi di altro genereâ?¦ L’affermazione incriminata é stata pronunciata da un ragazzo che é il tipico esempio di tutto ció che sosterró qui di seguito. E’ un ragazzo indubbiamente in gamba ed intelligente, ma é un AmericanoMedio. Un prodotto di quella cultura artificial-artificiosa, plastica e standardizzata che dagli USA é partita (purtroppo con successo) alla conquista del mondo.
Il Warner Village dicevamo. Come mai tutto questo casino da un “semplice” cinema? E’ presto detto. Il WV é un uno degli ultimi anelli che sono stati forgiati dal sistema per allungare la catena che ci tiene loro prigionieri. Sono esagerato? Non credo.Il WV é l’esaltazione del nulla, del consumo e della standardizzazione. Un casermone nero costuito nel nulla. Per arrivarci bisogna spendere fortune in benzina (a meno di non abitare alla Magliana), e sostenere lunghi ingorghi nelle stradine che vi arrivano (un poâ?? stile Malpensa 2000). Giuntivi, ecco nuove ed interminabili code per il biglietto, insieme a tutti gli altri microservi che come voi sono stati attirati dal Monolite Nero. Arrivate finalmente a poter comprare il biglietto, maâ?¦ sono finiti i posti per il film che volevate vedere. Che fare, dopo aver perso tutto questo tempo per arrivare lí e per fare la fila? Ovvio, comprate un biglietto da 14000 (quattordicimila!!) lire per l’unico film rimasto, la cazzata che mai avreste voluto vedere, ma che fate, tornate a casa?? Come sei esagerato, mi sento direâ?¦ Lí ci sono ristoranti anche, e negozi di gadget. E’ bello. FREGHETE, rispondo io. Perché, vicino ad ogni cinema di Roma non trovate ristoranti, pizzerie, gelaterie, cornetterie e chi piú ne ha piú ne metta? Lo soâ?¦ quelli sono i ristoranti ufficiali del WV. Che figata!! Spendere un sacco di soldi per un cibo mediocre con Bugs Bunny che vi guarda dalla copertina del menúâ?¦. Poi andare a comprare qualche simpatico gadget per essere ancora piú uguali a tutti gli altri utenti del WV di Roma e di tutti gli altri IDENTICI sparsi per il mondo. E’ síâ?¦ questo é il vero piacere di andare al cinema, vero?? Ma che dici?? Protesta la solita voce che mi contesta. Non capisci che il Warner é fichissimo, perché ha le file larghe, audio spettacolare, le poltrone grandi con il poggia bicchiere e il poggia-cestello-per-i-popcorn?? Giáâ?¦ A Roma cittá non esistono cinema moderni con audio THX, poltrone comode e file larghe, vero? Ma forse non hanno i fondamentali Poggiatoi, nei quali possiamo assicurare coca cole sgasate e popcorn transgenici. Come sopravvivere alla visione di un film senza questi indispensabili optional é per me un mistero.
Cosí, tutti uguali, in fila per un biglietto per l’oblio, tanti americani medi (ma oramai sarebbe meglio dire globali medi) si ammassano nelle sale, gli stessi cappellini, le stesse bevande in mano. Si ammassano, ma non si scontrano, perché il Sistema li ha forniti di biglietti numerati, grazie ai quali non si devono nemmeno disturbare a rivolgere la parola ai loro vicini per sapere se i posti sono liberi o no. Parlare, interagire. No, sarebbe troppo anarchico, troppo umano. Andate al Warner Village. Andate in capo al mondo a prendere quello che vi offre il cinema sotto casa, ma che lí ha il marchio Warner, con tutti i TM e Copiright al punto giusto, e la garanzia della standardizzazione. Lí troverete rifugio dalle vostre paure, lí non sarete piú un singolo individuo, solo e passibile di critiche o derisioni perché le vostre idee possono non essere conformi a quelle della Maggioranza che il Sistema ha creato. Lí sarete sicuri, anonimi, un numero su un biglietto insieme a tanti altri numeri uguali identici a voi. E anche quando andrete all’estero, non correte stupidi rischi di contaminare la vostra CulturaGlobaleStandard andando in locali tipici del luogo, dove le cose sono cosí differenti da voi. No, anche all’estero cercate la sicurezza, ed entrate nei Warner Village, nei Blockbuster, nei McDonalds che ovunque troverete uguali a quelli della vostra cittá, a quelli di tutte le cittá, di tutto il mondo. Uguali. Sicuri. Dove non vi dovete confrontare con il Nuovo, col Diverso. Non dovete pensare. Pensare é inutile in un mondo dove tutto e tutti sono uguali.