nov 23

Da questa sem­plice affer­mazione, tramite una serie inin­ter­rotta di sinapsi incon­trol­late, io e degli amici, in una notte senz’altro buia e non so se tem­pestosa, abbi­amo dato vita ad una lunga ed esten­u­ante dis­cus­sione sui prob­lemi della glob­al­iz­zazione rap­por­tati ai sin­goli indi­vidui. Detto in parole povere: come il sis­tema ci vuole trasfor­mare in una massa indis­tinta di per­sone tutte uguali.

Da tutto questo potrebbe sem­brare che noi siamo un gruppo di gio­vani intel­let­tualoidi che pas­sano le loro ser­ate a spec­u­lare di econo­mia, reli­gione, filosofia. Bisogna peró essere onesti, ed ammet­tere che non é cosí. O meglio, non é sem­pre cosí. Ser­ate come questa cap­i­tano, non spesso, ma cap­i­tano. Il fatto strano é che, guarda caso, dis­cus­sioni come quella ven­gono fuori per la mag­gior parte delle volte in situ­azioni in cui siamo prece­den­te­mente alterati dalle fitte neb­bie dell’alcool o da fumi di altro genereâ?¦ L’affermazione incrim­i­nata é stata pro­nun­ci­ata da un ragazzo che é il tipico esem­pio di tutto ció che sosterró qui di seguito. E’ un ragazzo indub­bi­a­mente in gamba ed intel­li­gente, ma é un Amer­i­canoMe­dio. Un prodotto di quella cul­tura artificial-artificiosa, plas­tica e stan­dard­iz­zata che dagli USA é par­tita (purtroppo con suc­cesso) alla con­quista del mondo.

Il Warner Vil­lage dice­vamo. Come mai tutto questo casino da un “sem­plice” cin­ema? E’ presto detto. Il WV é un uno degli ultimi anelli che sono stati for­giati dal sis­tema per allun­gare la catena che ci tiene loro pri­gion­ieri. Sono esager­ato? Non credo.Il WV é l’esaltazione del nulla, del con­sumo e della stan­dard­iz­zazione. Un caser­mone nero cos­tu­ito nel nulla. Per arrivarci bisogna spendere for­tune in ben­z­ina (a meno di non abitare alla Magliana), e sostenere lunghi ingorghi nelle stra­dine che vi arrivano (un poâ?? stile Malpensa 2000). Giun­tivi, ecco nuove ed inter­minabili code per il bigli­etto, insieme a tutti gli altri microservi che come voi sono stati atti­rati dal Mono­lite Nero. Arrivate final­mente a poter com­prare il bigli­etto, maâ?¦ sono finiti i posti per il film che vol­e­vate vedere. Che fare, dopo aver perso tutto questo tempo per arrivare lí e per fare la fila? Ovvio, com­prate un bigli­etto da 14000 (quat­tordicim­ila!!) lire per l’unico film rimasto, la caz­zata che mai avreste voluto vedere, ma che fate, tor­nate a casa?? Come sei esager­ato, mi sento direâ?¦ Lí ci sono ris­toranti anche, e negozi di gad­get. E’ bello. FREGHETE, rispondo io. Per­ché, vicino ad ogni cin­ema di Roma non trovate ris­toranti, pizzerie, gela­terie, cor­net­terie e chi piú ne ha piú ne metta? Lo soâ?¦ quelli sono i ris­toranti uffi­ciali del WV. Che figata!! Spendere un sacco di soldi per un cibo mediocre con Bugs Bunny che vi guarda dalla cop­er­tina del menúâ?¦. Poi andare a com­prare qualche sim­patico gad­get per essere ancora piú uguali a tutti gli altri utenti del WV di Roma e di tutti gli altri IDENTICI sparsi per il mondo. E’ síâ?¦ questo é il vero piacere di andare al cin­ema, vero?? Ma che dici?? Protesta la solita voce che mi con­testa. Non capisci che il Warner é fichissimo, per­ché ha le file larghe, audio spet­ta­co­lare, le poltrone grandi con il pog­gia bic­chiere e il poggia-cestello-per-i-popcorn?? Giáâ?¦ A Roma cittá non esistono cin­ema mod­erni con audio THX, poltrone comode e file larghe, vero? Ma forse non hanno i fon­da­men­tali Pog­gia­toi, nei quali pos­si­amo assi­cu­rare coca cole sgasate e pop­corn trans­genici. Come soprav­vi­vere alla visione di un film senza questi indis­pens­abili optional é per me un mistero.

Cosí, tutti uguali, in fila per un bigli­etto per l’oblio, tanti amer­i­cani medi (ma ora­mai sarebbe meglio dire glob­ali medi) si ammas­sano nelle sale, gli stessi cap­pellini, le stesse bevande in mano. Si ammas­sano, ma non si scon­trano, per­ché il Sis­tema li ha for­niti di bigli­etti numerati, gra­zie ai quali non si devono nem­meno dis­tur­bare a riv­ol­gere la parola ai loro vicini per sapere se i posti sono liberi o no. Par­lare, inter­a­gire. No, sarebbe troppo anar­chico, troppo umano. Andate al Warner Vil­lage. Andate in capo al mondo a pren­dere quello che vi offre il cin­ema sotto casa, ma che lí ha il mar­chio Warner, con tutti i TM e Copiright al punto giusto, e la garanzia della stan­dard­iz­zazione. Lí tro­verete rifu­gio dalle vostre paure, lí non sarete piú un sin­golo indi­viduo, solo e pas­si­bile di critiche o deri­sioni per­ché le vostre idee pos­sono non essere con­formi a quelle della Mag­gio­ranza che il Sis­tema ha cre­ato. Lí sarete sicuri, anon­imi, un numero su un bigli­etto insieme a tanti altri numeri uguali iden­tici a voi. E anche quando andrete all’estero, non cor­rete stu­pidi rischi di con­t­a­m­inare la vos­tra Cul­tura­Glob­ale­Standard andando in locali tipici del luogo, dove le cose sono cosí dif­fer­enti da voi. No, anche all’estero cer­cate la sicurezza, ed entrate nei Warner Vil­lage, nei Block­buster, nei McDon­alds che ovunque tro­verete uguali a quelli della vos­tra cittá, a quelli di tutte le cittá, di tutto il mondo. Uguali. Sicuri. Dove non vi dovete con­frontare con il Nuovo, col Diverso. Non dovete pen­sare. Pen­sare é inutile in un mondo dove tutto e tutti sono uguali.

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