In molte mailing list dei più importanti movimenti dell’area telematica romana si sta riaprendo il dibattito sull’evoluzione della Rete civica romana, che stava velocemente deteriorandosi a causa di fattori non proprio riconducibili allo specifico tecnologico: la debacle elettorale del centro sinistra (soprattutto PPI e DS) alle recenti elezioni provinciali e la conseguente (?) canditatura del sindaco Rutelli nei Democratici di Prodi ha lacerato la colazione ed ha aperto una serie di processi difficilmente controlloabili e prevedibili negli esisti. Limitando il nostro campo di indagine alla sola Rete Civica romana, si deve rilevare che poco prima di Natale sono cessate le ostilità tra Comune e Associazionismo di sinistra a seguito dell’improvvida censura della Rete di questa estate voluta dalla vicedirettorice Gramaglia. Da quel momento in poi però la nuova architettura andrà sempre più incontro al volontariato telematico, sfruttando l’intesa con Infostrada per la divisione su due server separati del sito istituzionale e del sito civico, aprendo un tavolo di trattative, realizzando un bando di gara semi-pubblico (aperto solo alle associazioni).
Inoltre la prospettiva di una serie di accordi tra associazionismo di sinistra e Vicedirezione propone un periodo fattivo abbastanza roseo nelle previoni, purtroppo quello che non si è ancora visto è un programma che coinvolga in prima persona i cittadini: la lenta agonia dei newsgroup (ormai desolati) sta togliendo anche il più piccolo appiglio per far partecipare i cittadini direttamente alla Rece civica. Il prossimo bando di gara dovrebbe creare un mezzo per costruire questo ponte tra chi pensa e costruisce la Rete Civica e chi, in teoria, la dovrebbe abitare, ma la chiusura ai cittadini rischia di essere un boomerang. Certamente ad oggi è sempre più viva la consapevolezza che una mancanza di impegno diretto verso i cittadini rischi di far affermare una visione tradizionalista della Rete civica: una rete-libro, una fanzine, una bacheca virtuale, specchio amplificante di ciò che fa il Comune in real life, ignorando completamente ciò che potrebbe essere lo specifico della Rete.
A breve termine la strada più percorribile sembra essere quella della rianimazione dei newsgroup unico collegamento oggi esistente (e teoricamente funzionante) tra cittadini e istituzioni rappresentative (che siano associazioni o il Comune). La prospettiva di una rete civica troppo “avanti” rispetto alla popolazione è un rischio che potrebbe travolgere ogni pianificazione o progetto, per cui credo che sarebbe bene coinvolgere sempre più la cittadinanza, queste le strade ipotizzabili nel brevissimo periodo (1 mese):
Inoltrare sui NG della Rete Civica il maggior numero di messaggi provenienti da altri NG o da Mailing list inerenti a Roma e alla sua area metropolitana, in modo da creare degli spazi tematici e non dei calderoni informi.
Problema collegato è quello della riduzione dello Spam sui NGs, che sono letteralmente invasi da annunci commerciali, spesso anche OT.
Riuscire ad ottenere la distribuzione dei NG di Roma anche sulla gerarchia it.* così come avviene già da tempo per Bologna (c’è un impegno del Comune in questo senso)
Creazione di una procedura per la costituzione di nuovi gruppi di discussione: questo per favorire l’avvicinamento dei cittadini al mezzo, che deve sempre più diventare il mezzo.
Se questo avvenisse e avesse un certo successo, si potrebbe anche avviare una seconda fase con lo spostamento di alcuni poteri di iniziativa popolare e di consultazione proprio sui NG, ovviamente coinvolgendo direttamente nella discussione i decisori locali.