nov 23

In molte mail­ing list dei più impor­tanti movi­menti dell’area telem­at­ica romana si sta riaprendo il dibat­tito sull’evoluzione della Rete civica romana, che stava velo­ce­mente dete­ri­o­ran­dosi a causa di fat­tori non pro­prio ricon­ducibili allo speci­fico tec­no­logico: la deba­cle elet­torale del cen­tro sin­is­tra (soprat­tutto PPI e DS) alle recenti elezioni provin­ciali e la con­seguente (?) can­di­tatura del sin­daco Rutelli nei Demo­c­ra­tici di Prodi ha lac­er­ato la colazione ed ha aperto una serie di pro­cessi dif­fi­cil­mente con­trol­loa­bili e preved­i­bili negli esisti. Lim­i­tando il nos­tro campo di indagine alla sola Rete Civica romana, si deve ril­e­vare che poco prima di Natale sono ces­sate le ostil­ità tra Comune e Asso­ci­azion­ismo di sin­is­tra a seguito dell’improvvida cen­sura della Rete di questa estate voluta dalla vicedi­ret­torice Gra­maglia. Da quel momento in poi però la nuova architet­tura andrà sem­pre più incon­tro al volon­tari­ato telem­atico, sfrut­tando l’intesa con Infos­trada per la divi­sione su due server sep­a­rati del sito isti­tuzionale e del sito civico, aprendo un tavolo di trat­ta­tive, real­iz­zando un bando di gara semi-pubblico (aperto solo alle asso­ci­azioni).
Inoltre la prospet­tiva di una serie di accordi tra asso­ci­azion­ismo di sin­is­tra e Vicedi­rezione pro­pone un peri­odo fat­tivo abbas­tanza roseo nelle pre­vioni, purtroppo quello che non si è ancora visto è un pro­gramma che coin­volga in prima per­sona i cit­ta­dini: la lenta ago­nia dei news­group (ormai des­o­lati) sta togliendo anche il più pic­colo appiglio per far parte­ci­pare i cit­ta­dini diret­ta­mente alla Rece civica. Il prossimo bando di gara dovrebbe creare un mezzo per costru­ire questo ponte tra chi pensa e costru­isce la Rete Civica e chi, in teo­ria, la dovrebbe abitare, ma la chiusura ai cit­ta­dini rischia di essere un boomerang. Cer­ta­mente ad oggi è sem­pre più viva la con­sapev­olezza che una man­canza di impegno diretto verso i cit­ta­dini rischi di far affer­mare una visione tradizion­al­ista della Rete civica: una rete-libro, una fanzine, una bacheca vir­tuale, spec­chio ampli­f­i­cante di ciò che fa il Comune in real life, igno­rando com­ple­ta­mente ciò che potrebbe essere lo speci­fico della Rete.
A breve ter­mine la strada più per­cor­ri­bile sem­bra essere quella della rian­i­mazione dei news­group unico col­lega­mento oggi esistente (e teori­ca­mente fun­zio­nante) tra cit­ta­dini e isti­tuzioni rap­p­re­sen­ta­tive (che siano asso­ci­azioni o il Comune). La prospet­tiva di una rete civica troppo “avanti” rispetto alla popo­lazione è un ris­chio che potrebbe travol­gere ogni piani­fi­cazione o prog­etto, per cui credo che sarebbe bene coin­vol­gere sem­pre più la cit­tad­i­nanza, queste le strade ipo­tiz­z­abili nel bre­vis­simo peri­odo (1 mese):

Inoltrare sui NG della Rete Civica il mag­gior numero di mes­saggi prove­ni­enti da altri NG o da Mail­ing list iner­enti a Roma e alla sua area met­ro­pol­i­tana, in modo da creare degli spazi tem­atici e non dei calderoni informi.
Prob­lema col­le­gato è quello della riduzione dello Spam sui NGs, che sono let­teral­mente invasi da annunci com­mer­ciali, spesso anche OT.
Rius­cire ad ottenere la dis­tribuzione dei NG di Roma anche sulla ger­ar­chia it.* così come avviene già da tempo per Bologna (c’è un impegno del Comune in questo senso)
Creazione di una pro­ce­dura per la cos­ti­tuzione di nuovi gruppi di dis­cus­sione: questo per favorire l’avvicinamento dei cit­ta­dini al mezzo, che deve sem­pre più diventare il mezzo.
Se questo avvenisse e avesse un certo suc­cesso, si potrebbe anche avviare una sec­onda fase con lo sposta­mento di alcuni poteri di inizia­tiva popo­lare e di con­sul­tazione pro­prio sui NG, ovvi­a­mente coin­vol­gendo diret­ta­mente nella dis­cus­sione i decisori locali.

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