mag 11

Tre marines con la macchina da presa, loca­tion Iraq. Un doc­u­men­tario intenso, con­tro­verso, illu­mi­nante. Il primo film di guerra girato intera­mente dai sol­dati così Deb­ora Scran­ton reg­ista e ideatrice di the War Tapes parla di questo pic­colo gioiello di 97 minuti che per tutte e tre le sue repliche al Tribeca Film Fes­ti­val si  è guadag­nato la stand­ing ova­tion dell’intero audi­to­rium.
THE WAR TAPES
Regia: Deb­ora Scran­ton
Nazion­alit?: USA
Pro­duzione: Senart­films (www.senartfilms.com)
Ho avuto la for­tuna e l?onore di poter far parte di questo viag­gio, un viag­gio che ha por­tato ?The War Tapes? ad aggiu­di­carsi il pre­mio come Miglior Doc­u­men­tario inter­nazionale all?ultimo Tribeca Film Fes­ti­val di New York. Ho avuto il piacere di par­lare con la reg­ista Deb­ora Scran­ton, con alcuni i pro­dut­tori come Robert May e Chuch Lacy; e ancora l?opportunit? di orga­niz­zare e parte­ci­pare alla pre­mier di questo atteso doc­u­men­tario. Gra­zie senartfilms

The War Tapes, — ?Nas­tri di guerra?, come hanno gi? tradotto in Italia — si pu? dire abbia con­quis­tato imme­di­ata­mente il posto di doc­u­men­tario ?cutting-edge?, all?avanguardia. Alla reg­ista, Deb­ora Scran­ton, era stato inizial­mente pro­posto di parte­ci­pare come ?embed­ded? ad una mis­sione in Iraq, ma l?idea inno­v­a­tiva ? stata invece quella di far par­lare diret­ta­mente i marines.

Tre i protagonisti-operatori: il Ser­gente Zach Bazzi, il volon­tario Mike Mori­arty, e il Ser­gente Steve Pink
Zach, con­trario alla guerra in Iraq ? uno iron­ico stu­dente, Mike, mar­ito e padre di due figli ? invece asso­lu­ta­mente favorev­ole alla mis­sione, e guida le battaglie con onore e ?reden­zione?; infine Steve un car­pen­tiere, con un senso dell?umorismo grottesco e al lim­ite dell?irriverente.
Queste tre fig­ure rac­con­tano, sec­ondo punti di vista diame­tral­mente opposti le stesse scene di guerra, la ten­sione cres­cente prima e durante un bom­bar­da­mento, la paura durante uno scon­tro diretto e l?orgoglio alla fine di una battaglia vinta. Attori e nar­ra­tori della loro sto­ria per­son­ale, i tre marines ci las­ciano entrare furtiva­mente e fru­gare tra le loro vite e i loro affetti pi? cari, ma ci si pre­sen­tano imme­di­ata­mente dopo in tutta la loro gretta umanit?, las­cian­doci ascoltare i com­menti cinici sui corpi dila­niati da una granata (??un arto stac­cato assomiglia pi? ad un ham­burger o un pezzo di arrosto??).

The War Tapes ci pre­senta, in tutta franchezza, i con­flitti con cui l?America si scon­tra ogni giorno riguardo ad una mis­sione, quella in Iraq, che appare a tre anni di dis­tanza ancora molto con­tro­versa. L?opinione pub­blica amer­i­cana ? ancora molto con­fusa su cosa stia acca­dendo e cosa sia accaduto in Iraq, e il film dimostra chiara­mente che non ne sanno abbas­tanza, anche se sono la prima potenza schier­ata a favore della guerra al ter­ror­ismo e all?esportazione della democrazia. Zach, Steve e Mike incar­nano tre idee, forti e diverse tra loro, ma sono cosci­enti di essere allo scuro di troppo dinamiche, anche se pro­tag­o­nisti in prima per­sona di tutta la vicenda.

Per The War tapes si sono spre­cati com­menti quali: ?appas­sio­n­ante, con­tro­verso, crudo?, 800 minuti di girato da cui sono state tratte le scene di mag­giore inten­sit?. I pro­tag­o­nisti non sono stati selezionati n? dalla pro­duzione, n? dalla reg­ista, sono asso­lu­ta­mente volon­tari; altri 10 marines sono stati invece selezionati per aiutare nel trasporto di tutta la stru­men­tazione nec­es­saria. Deb­ora Scran­ton ha for­nito qualche indi­cazione su come rac­con­tare al meglio la sto­ria, su quali argo­menti scegliere, ma ? stata las­ci­ata ogni lib­ert? ai pro­tag­o­nisti di scegliere il modo migliore per ?las­cia­rci guardare? attra­verso i loro occhi questa guerra.
Sono rius­citi a fil­mare in cir­costanze davvero com­pli­cate e ris­chiose, l?unit? aveva, infatti, base nel tri­an­golo mor­tale Sun­nita, sotto la minac­cia costante degli attac­chi degli IED. Hanno viag­giato per 1.4 mila miglia rima­nendo oper­a­tivi per 1200 mis­sioni e com­bat­tendo in oltre 250 scon­tri diretti.
Coma qual­si­asi sto­ria sulla guerra, anche qui i pro­tag­o­nisti las­ciano a casa mogli, figli, affetti diversi e forti, questo fa di War Tapes, un doc­u­men­tario appas­sion­ato, teso, duro, a volte dif­fi­cile, cer­ta­mente bello.
Guarda il trailer e vari estratti del film su www.thewartapes.com nella sezione video.

Alcuni com­menti dalla stampa amer­i­cana:
-?Riv­et­ing! Com­pelling!… Gives a stronger taste of the Iraqi war expe­ri­ence than any film I can remem­ber.” — Stephen Holden, THE NEW YORK TIMES;
-?Remark­able. Very mov­ing. Very real.”- Mark Bow­den, Author of Black Hawk Down;
– “A film of rare hon­esty and power that exposes, from the eyes of those who fight the war, the revolt­ing and soul-numbing world of com­bat.” — Chris Hedges, author of the best­selling and National Book Crit­ics Cir­cle Award win­ning War is the Force that Gives us Mean­ing;
– “The sin­gle best doc­u­ment (book, film or arti­cle) you could see” on the war in Iraq John Fisher Burns, the New York Times’

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No Responses to “The War Tapes”

  1. Susan scrive:

    Un film di rara onestà visto da chi la guerra la com­batte davvero.
    Al di là dell’essere pro o anti Bush, questi tre ragazzi sono sol­dati che vogliono fare al meglio il loro lavoro, lon­tani dai tavoli della polit­ica.
    Con­sigliato a chi vuole capire davvero cosa suc­cede in Irak

  2. Deborah Scranton scrive:

    Thank you so much for writ­ing about our movie and help­ing to spread the word! Each and every one of us can help in these sol­diers’ voices being heard.

    Gra­zie mille!

    Deb­o­rah Scran­ton
    Direc­tor
    THE WAR TAPES

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