giu 12

La chiesa che prat­ica l?omertà nei con­fronti degli scan­dali ped­ofilia vs. uno stato ?laico? che pro­pone ricette gius­tizial­iste, nella totale assenza di ricerca sul fenom­eno ped­ofilia e sui suoi ris­volti psichiatrici

Se Santa Madre Teresa Vergine ha rimandato a dopo la res­ur­rezione l?esercizio dei piac­eri gen­i­tali, è ris­a­puto che ciò non vale per gran parte dei suoi col­leghi maschi, che anzi, in certi casi, impar­tis­cono ai mal­cap­i­tati cate­c­u­meni lezioni pratiche sul sig­ni­fi­cato del coman­da­mento n° 6.
Facendo una breve ricerca sul web ho trovato una pag­ina ove l?autore del sito ha cer­cato di rac­cogliere più casi pos­si­bile (di quelli in qualche modo pub­bli­ciz­zati dai media) di espo­nenti della Chiesa Cat­tolica proces­sati e con­dan­nati o in attesa di giudizio per vio­lenza su minori. La lista conta 16 con­danne negli ultimi 10 anni (di cui 12 negli ultimi 3 anni), quasi tutte pat­teggiate. E 22 pro­cessi in corso. L?ultimo è del 26 novem­bre 2005 a carico di don Pierangelo Bertagna, reo con­fesso di vio­lenze su 30 minori, la cui sto­ria si può riper­cor­rere sui numeri di Left ? Avven­i­menti n.16.

Un reportage de ?le Jene? del 15 mag­gio 2006 ha però evi­den­zi­ato in maniera inequiv­o­ca­bile che ad un caso denun­ci­ato ne cor­rispon­dono innu­merevoli ?silen­ziati? dalla stessa chiesa. Il servizio è nel clas­sico stile ?jenesco? (ma per una volta sor­vo­liamo sulla qual­ità del programma):Una tipa si è pre­sen­tata, con tele­cam­era nascosta, da un prete dicen­dosi madre di un ragazz­ino oggetto di atten­zioni da parte di un altro prete. Questo, ha pen­sato bene di scon­sigliarla dal denun­ciare il col­lega, e comunque di non par­larne al di fuori della chiesa, che se ne sarebbe occu­pata diret­ta­mente. Stessa scena e stessa risposta da altri 4 preti, se non sbaglio.

Don Mazzi, in stu­dio, avrebbe poi can­di­da­mente con­fes­sato di aver lui stesso invi­ato due par­roci ped­ofili in clausura e che questi avreb­bero lì espi­ato e si sareb­bero redenti. In prat­ica il buon teleprete li avrebbe cop­erti, in barba alla legge ital­iana (ma loro rispon­dono solo a Dio-Vaticano)
Purtroppo la reg­is­trazione del pro­gramma, che di solito è disponi­bile online sul sito delle jene, è stata cen­surata, e lo scan­daloso servizio non lo troverete!!

Questa prat­ica omer­tosa non nasce però solo dalla lib­era inizia­tiva cor­po­ra­tivis­tica di sin­goli preti, ma da doc­u­menti pon­tif­ici, come quello, dal titolo ?Crimen Sol­lic­i­ta­tio­nis?, emanato dalla Con­gregazione per la Dot­t­rina della Fede nel 1962 e pub­bli­cato dall?Observer nel 2003 in cui si dava chiara indi­cazione ai preti di tutto il mondo di fare il pos­si­bile per ins­ab­biare e coprire i preti. Si invi­tava ad “ammonire, cor­reg­gere e, se il caso lo richiedesse, a sospendere” i sac­er­doti messi sotto accusa. “Ma — si legge — tutti i prelati devono gestire questi casi con la mas­sima seg­retezza e vin­co­lati al silen­zio per­petuo”. Pena la sco­mu­nica.
Per inciso, il doc­u­mento risale al pon­tif­i­cato del tanto osan­nato Gio­vanni XXIII, papa delle riforme e del con­cilio Vat­i­cano II.
Cosa ancora più grave (che nell?articolo di Repub­blica non com­pare) è che negli Stati Uniti c?è un pro­ced­i­mento in corso a carico di Papa Ratzinger, per fatti avvenuti quando ancora rico­priva l’incarico di Prefetto della Con­gregazione per la Dot­t­rina della Fede e legati allo scan­dalo dei preti ped­ofili
In quanto “Capo di Stato in car­ica”, l’attuale Papa Benedetto XVI, accusato di com­plotto per coprire le molestie ses­su­ali con­tro tre ragazzi da parte di un sem­i­nar­ista, ha avan­zato richi­esta for­male d’immunità al Pres­i­dente degli Stati Uniti, che non ha ancora reso nota la sua deci­sione in merito.

La chiesa cat­tolica, quanto a diritti umani, ed in par­ti­co­lare di quelli dei minori non sem­bra andare oltre mere invet­tive. Eppure mi risulta che abbia sot­to­scritto la Con­ven­zione Inter­nazionale per i Diritti dell?Infanzia che, all?articolo 19 recita:
?Gli Stati parti adot­ter­anno ogni misura appro­pri­ata di natura leg­isla­tiva, ammin­is­tra­tiva, sociale ed educa­tiva per pro­teggere il fan­ci­ullo con­tro qual­si­asi forma di vio­lenza, danno o bru­tal­ità fisica o men­tale, abban­dono o neg­li­genza, o mal­trat­ta­mento , inclusa la vio­lenza sessuale?

A cosa va incon­tro un prete la cui con­dotta rimanga sec­re­tata in seno alla Chiesa?
La chiesa ascrive la ped­ofilia alla cat­e­go­ria dei pec­cati, senza speci­fi­care se veniale o mor­tale. La let­tura del Cat­e­chismo (sigh) in tal senso ci illu­mina:
art. 1857 ?Per­ché un pec­cato sia mor­tale si richiede che con­cor­rano tre con­dizioni: « È pec­cato mor­tale quello che ha per oggetto una mate­ria grave e che, inoltre, viene commesso con piena con­sapev­olezza e delib­er­ato con­senso »?
La prima con­dizione si ver­i­fica d?ufficio per effetto del 6° coman­da­mento, infatti:
art. 1858 ?La mate­ria grave è pre­cisata dai dieci coman­da­menti??
Per dare un giudizio defin­i­tivo occorre che:
art. 1859 ?Per­ché il pec­cato sia mor­tale deve anche essere commesso con piena con­sapev­olezza e pieno con­senso. Pre­sup­pone la conoscenza del carat­tere pec­ca­minoso dell’atto, della sua oppo­sizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un con­senso suf­fi­cien­te­mente libero per­ché sia una scelta per­son­ale.?
art. 1861 ?Il pec­cato mor­tale è una pos­si­bil­ità rad­i­cale della lib­ertà umana, come lo stesso amore?.Se non è riscat­tato dal pen­ti­mento e dal per­dono di Dio, provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno?

Insomma, il male è insito nel genere umano, con­cetto mai ripetuto abbas­tanza. Nella sostanza chi­unque potrebbe vio­lentare un bam­bino, si trat­terebbe di una scelta lib­era ma anche pec­cato mor­tale e dan­nazione eterna salvo pen­ti­mento.
Ecco quindi la scap­pa­toia per recu­per­are la grazia di Dio, e quindi la pro­pria fun­zione in seno alla Chiesa di cui ci parlava don Mazzi.
Ma chi decide se un prete è pen­tito, e su quali evi­denze? Tra i casi citati nella lista dei proces­sati e con­dan­nati ho notato un recidivo, un sac­er­dote di Gavi­rate, che era stato già prece­den­te­mente accusato di ped­ofilia e per­ciò trasfer­ito a dalla Curia a Gavi­rate. Aveva espi­ato anche lui?

Ma la domanda che mi vor­rei porre va un po? al di la dell?opportunità o meno di un provved­i­mento dis­ci­pli­nare della Curia vs. la reclu­sione inflitta da un giu­dice ?laico?.
Ancora oggi il carcere è inteso come becero stru­mento di espi­azione. E dopo 5 o 10 anni di carcere (mag­ari pat­teggiati a 2 mesi), cosa ci aspet­ti­amo, che il vio­len­ta­tore si sia pen­tito?
La polem­ica su D?Elia, in altro con­testo e per altri cri­m­ini, ha visto opporsi due fronti sim­ili nell?impostazione: e cioè se D?Elia avesse o no pagato il suo conto con lo Stato, se con il carcere e le buone azioni avesse cioè espi­ato la pena. Non ci si è chi­esti affatto se d?Elia sia guar­ito. In sede di Tri­bunale, l?arma che si oppone al per­don­ismo cat­tolico è un gius­tizial­ismo for­caiolo mit­i­gato dalla buona condotta.

L?opposizione è tra reato e pec­cato, o piut­tosto tra pec­cato veniale e cap­i­tale? Non sarà che c?è un?alleanza tra chi ascrive alla scelta delib­er­ata del male e demo­nio tutti i com­por­ta­menti devianti e vio­lenti e chi pensa che una per­sona che ha vio­len­tato un bam­bino sia sana di mente e quindi perseguibile?

Occor­rerebbe forse inter­rog­a­rsi sulla mente umana; sul pen­siero, o malat­tia del pen­siero che c?è prima e dietro a questi atti appar­ente­mente incom­pren­si­bili, sennò saremo costretti a credere nella morale cat­tolica, figlia della morale nat­u­rale, che anima i prelati e mag­is­trati in sede di giudizio.

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