giu 30

La posizione del lib­ertino è la stessa da 2.300 anni. Michel Onfray nel suo libro ?Teo­ria del corpo amoroso? non fa che ripro­porre una ?ses­su­al­ità? clas­sica, recu­per­ata al cris­tianes­imo e al pla­ton­ismo e fal­lisce a pro­porre idee nuove sulla sessualità.

Titolo: Teo­ria del corpo amoroso
Autore: Michel Onfray
edi­tore: Fazi

Ammetto che Michel Onfray mi ha ingan­nato. Ma l?inganno è durato per le poche pagine dell?introduzione del ?Teo­ria del Corpo Amoroso?. Onfray si sof­fer­mava su con­fi­denze per­son­ali, pro­po­nendo idee a me care, quali la nascita come prima real­iz­zazione umana, il rap­porto uomo donna, la ricerca della diver­sità che inqui­eta e si nasconde, il con­fronto con l?immagine del corpo fem­minile. Le parole richia­ma­vano altri libri, altre teorie, altri amori.
Ma già nella stessa intro­duzione intravedo le dif­fi­coltà dell?autore nello svilup­pare questi spunti; dif­fi­coltà del pen­siero a lib­er­arsi dall?ipoteca di mil­lenni di cul­tura occi­den­tal. in par­ti­co­lare mi infas­tidis­cono:
L?idea biz­zarra di una dimen­sione mas­tur­ba­to­ria del feto, che così ?pren­derebbe coscienza? del suo corpo ses­su­ato già nel ven­tre materno.
L?ossessione mai risolta di una pre­sunta ferita sul corpo della donna che è poi l?idea vio­lenta della castrazione.

Ho sper­ato che queste dif­fi­coltà sareb­bero poi state affrontate e risolte nel testo.
Invece i temi non si svol­gono, non si svilup­pano, e il libro si riv­ela una sem­plice ripropo­sizione della ses­su­al­ità clas­sica, rive­duta e cor­retta ad uso dell?uomo mod­erno.
In questo sono recidivo però! Fui già fre­gato dalla ?Let­tera sulla Felic­ità? di Epi­curo per Stampa Alter­na­tiva. Ma lì la delu­sione mi è costata mille lire, sta­volta c?ho rimesso 14 euri!

In sin­tesi, l?autore pro­pone un lib­erti­nag­gio di stampo mate­ri­al­ista, riven­dica l?ateismo, e lo sostanzia in una visione mec­ca­nicis­tica dell?eros. Parte dalle pre­messe filoso­fiche ?deboli? nel pen­siero occi­den­tale, come la scuola atom­ista ed epi­curea, a suo dire com­ple­ta­mente annul­late da Pla­tone e dal Cris­tianes­imo. Trae le sue con­clu­sioni di edonista razionale e finisce per fare un trat­tato di fisica.
I corpi sul cui moto si dis­serta sono i molli (o duri) corpi umani.

Onfray, aiu­tato dai mate­ri­al­isti e atom­isti greci, com­in­cia un lavoro di dis­sezione dell?eros, nelle sue sin­gole parti. Prin­ci­pale avver­sario è Pla­tone con la sua teo­ria sull?eros e ovvi­a­mente la Chiesa che ne è l?erede attuale. Nel primo capi­tolo ci svela un primo grande seg­reto: fare l?amore o mas­tur­barsi è la stessa cosa. Sem­pre di frizione e sem­pre di emis­sione di liq­uido si parla: Ma a me ricorda un po? quelli che smon­tando la radio capis­cono che la musica è nelle pile.

Questo pre­sunto dis­in­canto, rispetto alle pos­si­bil­ità di rap­porto tra diversi, che nasconde a mio parere un pen­siero reli­gioso, riduce l?atto ses­suale a gesto di dis­per­ata soli­tu­dine e mas­simo iso­la­mento nei pro­pri sensi cor­po­rali. Prin­ci­pio del piacere come fine ultimo dell?atto umano, ricerca dell?utile e quindi sfogo di un bisogno.

Ma dico! Come si può ascri­vere alla cat­e­go­ria del bisogno la ses­su­al­ità umana? Nes­suno (credo) è mai morto per non aver sco­pato.
Gli manca la pos­si­bil­ità di dis­tinguere tra bisogni cor­po­rali ed esi­genze imma­te­ri­ali, esi­genze che pure pos­sono trovare nella fusione mente-corpo la loro mate­ri­al­ità.
Fa lo stesso errore della Chiesa, che lui vuole attac­care, di ricon­durre il sesso alla cat­e­go­ria dei bisogni. Per quest?ultima, bisogni da non sod­dis­fare, per antic­i­pare qui sulla terra quella con­dizione di a-corporeità che trova nella morte la sua realizzazione.

Il dibat­tito di Onfray con i vari dis­so­ciati neo­pla­tonici e cris­tiani assume a questo punto con­no­tati eto­logici. l?autore non può nascon­dere una nat­u­rale sim­patie per certi ani­mali, che più di altri sareb­bero ?liberi? di esercitare i piac­eri gen­i­tali. Ecco in sin­tesi la sua posizione:
Viva la jena sem­pre in calore!
Abbasso L?elefante cul­tore del mat­ri­mo­nio bianco!
Viva il pesce mas­tur­ba­tore!
Abbasso la sogli­ola che cerca la sua metà man­cante per ricreare l?androgino Pla­ton­ico!
Viva no anzi abbasso l?Ostrica e tutti i bivalvi e viva il Porco epi­cureo (quello si che se la spassa!!!)
Ma il bello è che sono 2000 anni che questi si bis­tic­ciano sulla bes­tia del cuore! E a nes­sun filosofo venne in mente la foca!
Tra l?altro (etolo­gia da inchi­este di Focus) sto porco del maiale ha un orgasmo di mez­zora!!!! E quindi, se cre­dessi alla teo­ria metem-psicotica di Pla­tone, pro­por­rei di rein­car­narci tutti in verri e troie. Scusate lo sfogo e tor­ni­amo alle cose ?serie?

Onfray ci pro­pone una riscop­erta semi­olo­gia del deside­rio (de-sidera): dis­togliere cioè lo sguardo dalla con­tem­plazione degli astri sider­ali e riv­ol­gerlo alle cose mate­ri­ali. Ma poi le cose mate­ri­ali diven­tano quelle nec­es­sarie, quelle della soprav­vivenza e del sod­dis­faci­mento degli ?istinti? e l?autore non dis­tingue il deside­rio dalla ricerca dell?utile.
La con­fu­sione ter­mi­no­log­ica è totale! come si fa a chia­mare deside­rio la fame, la voglia di pis­ciare, che rispon­dono solo alla mec­ca­nica dei fun­zion­a­mento bio­logico del corpo, che con­di­vidi­amo con il resto degli esseri viventi? Anche il bat­te­rio allora è mosso da ?desideri? di escrezione e incor­po­razione, e se ne fac­ciamo un ele­mento di dis­tinzione dell?umano, anche l?embrione esercita fun­zioni neu­ro­logiche volte al suo sviluppo fisico e comu­nica i suoi ?desideri? di sostanze chimiche al corpo della madre.

Per Onfray l?utile è il motore dell?uomo, nella ricerca del cibo, del benessere fisico, del part­ner, con il quale man­tenere un dis­tacco emo­tivo e scam­biarsi solo il bene in ques­tione. Alla pesante con­trat­tual­is­tica del mat­ri­mo­nio con­trap­pone il con­tratto light dello scam­bio di favori: il baratto come prima forma di lib­ertà ses­suale.
Ma, da buon econ­o­mista man­cato, ho imparato che l?efficienza di un?economia com­p­lessa basata sulla mon­eta è supe­ri­ore. Direi che, per riportare nell?era mod­erna la teo­ria del lib­erti­nag­gio di Onfray, il primo gesto di lib­er­azione è aprire Par­tita Iva.

Se poi cer­chi­amo con­fronti con i nos­tri cug­ini ani­mali, ?sco­pri­amo? che il vero utile per il genere umano, nascosto dietro al piacere dello sfrega­mento, è la ripro­duzione. Mi dispi­ace, Onfray, ma stando così le cose, sono sacrosante le prediche della chiesa per la castità al di fuori di tale fun­zione pro­cre­ativa. (ma mi leg­gerà mai?)
Del resto anche l?istrice (gran trom­bat­ore, ma che non ama le sman­cerie e le carezze per evi­denti ragioni mor­fo­logiche), eletto a reginetto dello zoo di Onfray, ha tragiche dif­fi­coltà nella con­trac­cezione (cazzo, ne ho bucato un altro!).

Il pen­siero di Onfray (che poi non è neanche suo), porta il filosofo a met­tere il corpo a dis­po­sizione della mente filosofica, che non deve essere per­tur­bata, e man­tenere dis­tacco e seren­ità. Ben vengano dunque tutte quelle pratiche che amman­sue­tano l?animale mani­aco che è in noi, se rius­ci­amo a farlo chirur­gi­ca­mente, aset­ti­ca­mente, svuotan­doci a dovere.

Nonos­tante il suo dis­prezzo per Pla­tone, il suo pen­siero è una diversa dec­li­nazione del cor­pus acca­d­e­mico, con la dif­ferenza che per Pla­tone prati­care il sesso por­tava, all?opposto, a perderla, ?sta seren­ità.
nonos­tante il suo ateismo mil­i­tante, il suo pen­siero è una diversa dec­li­nazione dell?ascetismo cris­tiano, che aus­pica e applica la totale dis­so­ci­azione tra corpo e ?anima? e che , come dice lo stesso autore, riduce il corpo a cada­v­ere. E asso­l­u­tizza il pen­siero ren­den­dolo divino, mai nato ed eterno. E? solo una ques­tione di obbi­et­tivi, la mente ricerca l?atarassia, la pace dei sensi e il dis­tacco dal pec­cato, il corpo è mero ese­cu­tore.
Ma il corpo è solo stru­mento nelle mani di un?anima div­ina??, è solo una macchina bio­log­ica, da uti­liz­zare nella ricerca del piacere o del dolore, alle­an­dosi ora col demo­nio ora con dio?

La fisica gioca implici­ta­mente un ruolo pre­dom­i­nante nella ?Teo­ria del Corpo Amoroso?.
Ma è la fisica New­to­ni­ana, che con­cepisce solo le due pos­si­bil­ità dell?essere e del non essere in chi­ave mate­ri­al­is­tica. Ciò che esiste è mate­ria, nulla si dis­trugge e nulla si crea.
Sec­ondo me il lim­ite dell?analisi è pro­prio qui, in una reli­giosità verso una scienza già super­ata.
Fisico oggi non sig­nifica più solo mate­ri­ale. Questo in sol­dini il sig­ni­fi­cato della mec­ca­nica quan­tis­tica. La fisica oggi ci pro­pone dimen­sioni poi­etiche nuove, pos­si­bil­ità del mate­ri­ale di farsi imma­te­ri­ale e viceversa.

Ma Onfray oltre al mate­ri­ale, al vis­i­bile, non va. Non riesce a fare la ?Teo­ria della psiche amorosa?:
Nell?assenza totale di anal­isi psichica del deside­rio e dell?identità, Onfray fa il verso a Deleuze. la figura da esaltare non può che essere il pazzo (cinico) che si mas­turba nella pub­blica piazza . Già visto! E? la solita ques­tione dell?ipocrisia, per cui è preferi­bile chi la sua pazzia la vive fino in fondo, libero, rispetto ai ben­pen­santi che lo osser­vano scan­dal­iz­zati, ma che sotto sotto?.
Onfray non si lib­era dei padri, clas­sici e mod­erni. Riven­dica una genealo­gia di mas­tur­ba­tori fisici, da opporre ai patrigni acca­d­e­mici segaioli men­tali. E l?immagine del diverso è annul­lata da una pre­sunta uguaglianza con l?altro sesso, guadag­nata attra­verso il rec­i­proco e libero uti­lizzo dei corpi.

Questa pochezza intel­let­tuale, che pre­tende di spie­gare il deside­rio in chi­ave razion­al­is­tica è il mas­simo che ci offre la filosofia lib­erale. La con­seguenza polit­ica del libro è che un altro mondo non è pos­si­bile. A ggente, so? cat­tivi! il mondo è una fogna. Si può cer­care la pro­pria felic­ità autis­tica, ma guai a farsi illu­sioni sul genere umano.

E? la pug­nalata finale della ?Teo­ria? Onfray alla sin­is­tra orfana di teorie, impo­tente, inca­pace di com­pren­dere la realtà umana.
A me sem­bra, se ne vogliamo uscire, l?ora di cer­care un laicismo di sin­is­tra. Come?
Pro­prio nella ricerca affasci­nante sulla realtà umana, quella psichica, imma­te­ri­ale, (evi­tando la dis­so­ci­azione reli­giosa), ma anche fisica (evi­tando il riduzion­ismo mate­ri­al­ista caro agli organicisti)?

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