set 05

LIBRO Una caus­tica recen­sione all’ultimo libro di Zadie Smith, è il min­imo dopo averlo letto. Già, per­ché è vero che quasi sem­pre i crit­ici sono dei bas­tardi, ma anche gli scrit­tori, spesso, sem­bra che deb­bano pren­der­sela coi let­tori. In questo caso Zadie ci fa pagare con gli inter­essi tutto quello quello che ha dovuto subire da Edward M. Forster.

Titolo Della bellezza
Autore Smith Zadie
Anno 2006
Edi­tore Mondadori

Aaaarg!!!! Ulti­ma­mente non ne azzecco una in fatto di libri! Ho acquis­tato con leg­gerezza il pesante romanzo (515 pagine) di Zadie Smith , “della Bellezza”, e ho pas­sato gli ultimi 20 giorni a leg­gerlo pezzi e boc­coni , ma questi boc­coni non fini­vano mai, come fette di torta offerte da una dis­tinta sig­nora di Sheffield — che non puoi rifi­utare per corte­sia — accom­pa­g­nate da una tazza di Earl Grey.
Pec­cato! Eppure… quando, tre e passa anni fa, com­prai e lessi il suo “Denti Bianchi”, atti­rato anche quella volta dalla cop­er­tina, lo trovai un romanzo eccel­lente, geniale, sim­patico, caus­tico, leg­gero, grottesco, amaro. Lungo, sì, e meno male!

La domanda che mi fac­cio (sono un feticista della domanda retor­ica scusate) è: ma in questi tre anni, esat­ta­mente, cosa è suc­cesso? che Zadie Smith si è rincoglionita o che ero io il rincoglion­ito e me so rip­i­jato?
Accantono la sec­onda ipotesi (per­al­tro plau­si­bile). E argo­mento la prima: Zadie, a forza di fre­quentare le salme del cir­colo di Blooms­bury, deve aver esager­ato col the, e le si è un po’ ingial­lita la den­tatura smagliante di quando ci rac­con­tava il suo romanzo d’esordio, a “Denti Bianchi” appunto. Gra­zie a dio non si è abbuf­fata di pas­tic­cini, come ho potuto apprez­zare dalla sua splen­dida sil­hou­ette al Fes­ti­val delle let­ter­a­ture di Roma, a metà giugno. Il sospetto che avesse abusato di certa let­ter­atura mi è venuto pro­prio al fes­ti­val, sen­ten­dola par­lare di Edward M. Forster come di un punto di rifer­i­mento let­ter­ario. Lì per lì non volli dare peso alla cosa (il libro ormai l’avevo già pagato) ma, quando ho super­ato oltre metà del tomo, ho capito: la let­tura di Forster deter­mina l’interruzione delle fibre ner­vose che con­net­tono i lobi frontali. Si diventa degli automi comatosi. E non serve a nulla, per con­ser­vare la linea, buttare giù tra aspar­tame e sac­ca­rina. Il coma non è dia­betico.
Ma anzi, è da abuso di sur­ro­gati emotivi.

Qui non si parla solo di influenza let­ter­aria ma di vera e pro­pria perdita dell’identità.
Le tos­sine pen­e­trano nell’organismo leggendo. Le dita assor­bono ettolitri di inchiostro, la mente obnu­bi­lata cede facil­mente alle dol­ci­as­tre epiche famil­iari vec­chia Inghilterra, ai polpet­toni sen­ti­men­tali intrisi di spoc­chia. E accetta pas­si­va­mente tutti i mes­saggi sub­lim­i­nali dell’autore: l’amore è ban­dito, super­ato, sot­ter­rato da mille incom­pren­sioni, tradi­menti, ipocrisie, e al suo posto dilaga l’amicizia, che riesce a farsi strada ovunque, persino sotto le cop­erte. è l’amicizia, non l’amore, a farsi eterna, a super­are quel “finché morte non vi separi” causa di tanti uxo­ri­cidi.
Questo in sin­tesi il processo di degen­er­azione cui è andata incon­tro la povera gio­vane promessa della let­ter­atura inglese. Va detto che non si per­dono per questo facoltà quali la parola o il pen­siero logico, e persino una certa iro­nia depres­siva alla Woody Allen. Ma si perde inter­esse per la realtà, si vuol fare sog­giorni estivi nel sud Europa alla ricerca di sé stessi e si abban­dona ogni ardire letterario.

Alla Smith le è presa tal­mente brutta, (tutto era già stato scritto e riscritto) che ha rin­un­ci­ato del tutto a scri­vere un romanzo su idee pro­prie. E allora che ha fatto? ha foto­copi­ato “Casa Howard”, ha cam­bi­ato date, luoghi, nomi e cog­nomi e rispet­tivo col­ore della pelle, e ha mandato in stampa. Poi, per non sbagliare, dopo aver nascosto un libro di Forster den­tro alla bella cop­er­tina di “Della Bellezza” ha messo un altro libro den­tro al libro: andate a pag­ina 347, ed entrate in cucina. Accanto ad una scat­ola di bis­cot­tini (guarda caso!) tro­verete una copia di “Cam­era con Vista”. Atten­zione a non farla cadere!!!
Zadie ha deciso di trasferirsi in Italia per un po’. Spe­ri­amo che il bel paese, anzi un suo bell’abitante, le riscaldi il cuore davvero, e non tanto per fare curriculum.

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