set 01

Ecosfera 09/2007

By Stefano Minguzzi rubrica Add comments

Una notizia al giorno su ambi­ente, ecolo­gia, mobil­ità, sviluppo sostenibile.

Dis­trib­u­tori di idrogeno sulla A22

BOLZANO Entro il 2010, prima autostrada n Europa, l’autostrada A22 del Bren­nero intende attrez­zarsi con impianti di dis­tribuzione dell’idrogeno su tutto il tratto tra Mod­ena e Monaco.
Casello A22 a Bres­sanone sud, risana­mento delle aree di servizio, even­tuale uscita a Laives e soprat­tutto impianti per l’idrogeno: sono questi i temi dis­cussi in un incon­tro tra il pres­i­dente della Provin­cia di Bolzano Luis Durn­walder con il pres­i­dente di Auto­bren­nero Spa Sil­vano Grisenti.
“Il car­bu­rante sarà rica­vato da fonti di ener­gia rin­nov­abili, com­pi­endo un passo avanti sig­ni­fica­tivo nel con­teni­mento del con­sumo di ener­gia dal fos­sile”, fa sapere in una nota Durn­walder. Assieme all’Autobrennero e ad altri part­ner la Provin­cia ha già avvi­ato una speci­fica soci­età, l’Istituto per tec­nolo­gie inno­v­a­tive (Iit), cui sarà affidato il com­pito della pro­duzione e della dis­tribuzione dell’idrogeno. “Il cen­tro di pro­duzione sarà costru­ito in un’area dell’A22 a Bolzano sud, il primo impianto di dis­tribuzione sul grande parcheg­gio adi­a­cente”, dice Durn­walder. Il servizio, nelle pre­vi­sioni, potrà essere attivo già dall’estate 2008.

Treno a lev­i­tazione magnetica

BERLINO Il treno a lev­i­tazione mag­net­ica, in Ger­ma­nia, si farà: dopo anni di dis­cus­sioni e lunghe con­tro­ver­sie, é arrivato oggi da Monaco di Baviera il via lib­era a un prog­etto da 1,85 mil­iardi di euro che entro il 2014 farà entrare il Paese nell’Olimpo delle nazioni supertec­no­logiche del mondo, al pari di Giap­pone, Cina e Stati Uniti. Il disco verde è frutto di un accordo siglato tra le fer­rovie tedesche Deutsche Bahn, gli indus­tri­ali del set­tore e l’amministrazione regionale della Baviera, che segue l’accordo finanziario del 10 set­tem­bre scorso tra il gov­erno fed­erale e lo stesso Land. Si tratta della real­iz­zazione di un col­lega­mento super­ve­loce fra la stazione fer­roviaria di Monaco e l’aeroporto, che avverrà gra­zie a un treno a lev­i­tazione mag­net­ica –bat­tez­zato Tran­srapid — capace di ridurre a soli 10 minuti, dagli attuali 45 circa, il tempo di trasfer­i­mento dei viag­gia­tori lungo i 37 chilometri che vanno dalla cap­i­tale bavarese allo scalo della città.

Bike­Shar­ing a Roma

ROMA Par­tirà tra qualche set­ti­mana, con la sper­i­men­tazione nel cen­tro storico di Roma, il servizio di Bike Shar­ing nella cap­i­tale. “Con l’assessore all’Ambiente Espos­ito — ha detto Vel­troni– sti­amo pre­dispo­nendo un servizio di Bike Shar­ing che all’inizio sarà sper­i­men­tale, ma che spe­ri­amo di esten­dere anche al resto della città”. “Sarà pos­si­bile nel cen­tro storico tra qualche set­ti­mana — ha pros­e­guito il sin­daco — poter pren­dere la bici­cletta in certe postazioni e resti­tuirla in altre”. Il servizio, ha spie­gato Vel­troni, sarà gestito da un’impresa pri­vata. “Sti­amo vedendo con la Sovrin­ten­denza — ha aggiunto Vel­troni — gli aspetti orga­niz­za­tivi di questo servizio in un’area così particolare”.

Bus a metano

AOSTA Tra gli inter­venti per miglio­rare la qual­ità della vita nel con­testo urbano e con­tenere l’inquinamento atmos­ferico, l’assessorato regionale ai Trasporti ha stanzi­ato oltre 13 mil­ioni di euro per l’acquisto di auto­bus a metano. Pros­egue così la mar­cia della Regione Valle d’Aosta verso la qual­i­fi­cazione del trasporto pub­blico locale. Sec­ondo i dati dell’assessorato ai trasporti “l’elevato numero di automezzi Euro3 e l’età media del parco mezzi par­ti­co­lar­mente bassa sono tes­ti­mo­ni­anza della ten­denza ad avere mezzi poco inquinanti e con migliore rendi­mento”. Dei quasi 200 automezzi pub­blici in dotazione alle con­ces­sion­arie dei trasporti pub­blici region­ali oltre il 50 per cento sono Euro 3 e con una vita media di 6 anni.

Si degli europei ai mezzi pubblici

ROMA Anche se l’automobile pri­vata rimane il prin­ci­pale mezzo di trasporto, i cit­ta­dini Ue sono ben con­sapevoli del suo impatto sull’ambiente e sul traf­fico. Sec­ondo un’indagine di opin­ione dell’Eurobarometro la mag­gior parte degli europei è a favore di mis­ure che pro­muo­vano l’utilizzo dei trasporti pub­blici e per incor­ag­giare una mobil­ità più sosteni­bile. L’indagine di opin­ione dell’Eurobarometro è stata con­dotta nei 27 Stati mem­bri dell’Unione euro­pea su un cam­pi­one scelto a caso di circa 26.000 per­sone. Prima di tutto c’é una con­ferma: il trasporto motor­iz­zato pri­vato pre­dom­ina nell’Unione euro­pea. L’81% dei cit­ta­dini Ue possiede un’automobile nel pro­prio nucleo famil­iare. La mag­gio­ranza dei cit­ta­dini dell’Ue (51%) indica l’automobile come il prin­ci­pale modo di trasporto, seguita dai mezzi pub­blici (21%), dagli sposta­menti a piedi (15%) e dalla moto­ci­cletta (2%). Gli europei lo sanno: i miglio­ra­menti del trasporto pub­blico, quali ad esem­pio orari migliori (29%) e migliori col­lega­menti verso des­ti­nazioni abit­u­ali (28%) potreb­bero incor­ag­giare quanti uti­liz­zano prin­ci­pal­mente l’automobile per la mobil­ità quo­tid­i­ana ad uti­liz­zarla meno fre­quente­mente. Tut­tavia, una per­centuale sig­ni­fica­tiva (22%) di auto­mo­bilisti dichiara che in nes­sun caso sarebbe dis­posto a uti­liz­zare meno l’automobile. Tre cit­ta­dini Ue su quat­tro (74%) sono ben con­sapevoli che il tipo di auto­mo­bile e il modo in cui sono uti­liz­zate hanno un’influenza impor­tante sulla situ­azione del traf­fico nel loro ambi­ente imme­di­ato. La stra­grande mag­gio­ranza degli inter­vis­tati (90%) ritiene che la situ­azione del traf­fico nella loro area dovrebbe essere miglio­rata tramite un migliore sis­tema di trasporti pub­blici (49%), l’introduzione di restrizioni all’accesso al cen­tro città (17%), lim­iti di veloc­ità (17%) o
pedaggi (5%). Una esigua mag­gio­ranza di cit­ta­dini Ue è dis­posta a pagare di più per uti­liz­zare mezzi di trasporto meno inquinanti (54%).

Clima: cam­bia la geografia dell’Italia

I cam­bi­a­menti cli­matici hanno ridis­eg­nato il pro­filo dello sti­vale. Il 37% dei litorali sab­biosi è arretrato negli ultimi 35 anni. 1.500 chilometri di costa non sono più come erano stati dis­eg­nati nelle carte geogra­fiche e la loro linea dovra? essere nuo­va­mente trac­ciata. Cam­biano anche i con­fini delle città: il cemento ha invaso il litorale con un incre­mento delle zone costiere urban­iz­zate del 60% in soli 10 anni (dal 1990 al 2000). Le zone umide nell?ultimo sec­olo sono dimi­nu­ite dell?80% . Sono salve solo le lagune e zone costiere com­p­rese in aree pro­tette. Anche la geografia delle mon­tagne ital­iane appare diversa, con una dimin­uzione dei ghi­ac­ciai del 30% della loro super­fi­cie e del 50% del vol­ume negli ultimi cento anni. In crescita le foreste. L?allarme geografico mon­di­ale è stato lan­ci­ato dai car­tografi dell?Atlante edito da Collins, un punto di rifer­i­mento per le mappe a liv­ello mon­di­ale. Anche la carta dello sti­vale dovrà essere ricon­sid­er­ata alla luce del glob­ale effetto serra. Di come affrontare questi punti di crisi dis­cuterà la Con­ferenza nazionale sui Cam­bi­a­menti Cli­matici, voluta dal Min­is­tero dell’Ambiente e orga­niz­zata dall’Apat per il 12 e 13 settembre.

500 prog­etti per la mobil­ità sostenibile

ROMA — Sono 497 i prog­etti delle 379 le imp­rese che tra giugno e luglio hanno risposto alla con­sul­tazione pub­blica lan­ci­ata dal min­is­tero dello Sviluppo eco­nom­ico per la mobil­ità sosteni­bile e per muo­vere per­sone e merci in modo eco­logico e sicuro, eco­nom­ico e tem­pes­tivo. La via indi­cata è quella di favorire lo sviluppo e la real­iz­zazione di prodotti, pro­cessi pro­dut­tivi, metodolo­gie e servizi inno­v­a­tivi che abbiano un impatto sig­ni­fica­tivo sull’eco-compatibilità dei sis­temi di trasporto di super­fi­cie e dei rel­a­tivi pro­cessi pro­dut­tivi; sulla decon­ges­tione dei trasporti di super­fi­cie, inter­modal­ità e reti logis­tiche; sulla mobil­ità urbana sosteni­bile; sulla sicurezza di per­sone e merci nei trasporti di super­fi­cie; sulla com­pet­i­tiv­ità dei sis­temi di trasporto di super­fi­cie e dei rel­a­tivi pro­cessi. E’ stato gra­zie alla legge finanziaria per il 2007 che è stato isti­tu­ito il Fondo per la com­pet­i­tiv­ità e lo sviluppo, attra­verso il quale ven­gono atti­vati cinque grandi prog­etti di inno­vazione indus­tri­ale, con­siderati strate­gici per il rilan­cio della com­pet­i­tiv­ità delle imp­rese ital­iane, dei quali fa appunto parte quello sulla mobil­ità sosteni­bile. Si tratta di obi­et­tivi tec­no­logici e pro­dut­tivi impo­stati in armo­nia con quelli dell’Unione Euro­pea si in ambito indus­tri­ale che in quello della ricerca e dell’innovazione.

Gli USA pro­pon­gono di andare oltre Kyoto

TOKYO — Gli Stati Uniti provano a definire un approc­cio alter­na­tivo ai prob­lemi ambi­en­tali che si dis­tin­gua dal pro­to­collo di Kyoto, l’intesa inter­nazionale del 1997 finora mai rat­i­fi­cato. Il sot­toseg­re­tario amer­i­cano per i negoziati sulle mis­ure con­tro il riscal­da­mento glob­ale, Paula Dobri­an­sky, in vista di una con­ferenza inter­nazionale sul tema in pro­gramma a Wash­ing­ton il 27 set­tem­bre, ha detto che gli Usa inten­dono riferirsi alle prece­denti intese rag­giunte nell’ambito dell’Onu nel 1994, in vista degli obi­et­tivi defin­iti dal G8 per dimez­zare i gas serra entro il 2050. La Dobri­an­sky ha spie­gato che la strate­gia amer­i­cana tende a favorire “mis­ure dal basso” piut­tosto che dall’alto come invece ci si era sforzati di stip­u­lare a Kyoto e come preferireb­bero i paesi europei. Si ten­terà di par­tire da “approcci nazion­ali”, allo scopo di definire “set­to­rial­mente gli impegni a medio ter­mine” di cias­cuno e di trovare modi con­creti di mis­urarli. Alla con­ferenza dovreb­bero parte­ci­pare anche i nuovi giganti dell’industrializzazione asi­at­ica, a com­in­ciare da Cina e India. Sul riscal­da­mento glob­ale il Giap­pone, che è tra i paesi all’avanguardia nella lotta all’inquinamento, ha mostrato sol­i­da­ri­età con le posizioni europee, ma nel con­tempo ha cer­cato di pro­muo­vere un com­pro­messo in grado ottenere un allarga­mento della base di con­senso a par­tire dagli Usa.

Lo stato dell’ambiente in Italia

Ital­iani sem­pre alle prese con smog, rumore, reti idriche colabrodo e fiumi più magri. E’ quanto risulta dall’Annuario delle sta­tis­tiche ambi­en­tali, che si riferiscono a quindici set­tori negli anni 2005–2006: dall’aria all’acqua, dai trasporti all’energia. E sec­ondo la fotografia Istat del 2005, nei comuni capolu­ogo di provin­cia, ogni abi­tante ha con­sumato medi­a­mente 68,9 metri cubi di acqua, 429,1 metri cubi di gas metano per uso domes­tico e riscal­da­mento, 1.228,7 kilo­wat­tora di ener­gia elet­trica e prodotto medi­a­mente 626,8 kg di rifiuti urbani, di cui solo il 21,1% con la rac­colta dif­feren­zi­ata. Nel dettaglio:

- PIOGGE: Piog­gia da record in Cal­abria nel 2006, che segna con 1.893 mil­limetri nella stazione di Boni­fati (Cosenza) il liv­ello più alto di pre­cip­i­tazioni fra il 2000 e il 2006. Il liv­ello min­imo, a quota 200 mil­limetri, a Cata­nia Sigonella nel 2001;
ACQUA: Nel 2005 l’acqua ero­gata in Italia a scopo pota­bile è stata pari al 69,9% di quella immessa in rete, con una perdita del 30,1%. E sugli 8.101 comuni ital­iani, soltanto 4.567 pre­sen­tano un servizio di fog­natura con un grado di depu­razione com­pleto. Sul fronte fiumi, nel 2006 la por­tata del Po è dimi­nuita del 40% rispetto alla media degli ultimi 30 anni; forti riduzioni anche per il Volturno (-49,1%), l’Arno (-39,7%), il Sele (-24,2%) e il Tevere (-16,5%). In mare, il 6,4% della costa non è bal­ne­abile per motivi di inquina­mento;
ARIA: Nel 2004 in Italia sono state emesse oltre 384 mil­ioni di ton­nel­late di CO2, con­tro i 72 mil­ioni di ton­nel­late del 1980. Dal 1990 al 2004 ridotta l’emissione di met­alli e com­posti, uniche eccezioni l’arsenico (37 mil­ioni di kg nel 1990 e 42 mil­ioni nel 2004) e sele­nio (10 mil­ioni di kg nel 1990 e oltre 12 mil­ioni nel 2004); fra 2002 e 2004 ridotta l’emissione di ben­zene (dalle 13mila ton­nel­late del 2002 alle 11mila ton­nel­late del 2004) e PM10 (169mila ton­nel­late nel 2002, 166mila ton­nel­late nel 2004). Nel 2005 il 41,7% delle famiglie ital­iane dichiara prob­lemi rel­a­tivi all’inquinamento (record in Lom­bar­dia con il 56,6% delle famiglie) e oltre il 22% quella di odori sgrade­voli nella zona di abitazione (record in Cam­pa­nia con il 32,4%);
RUMORE: In Cam­pa­nia (50,8%), in Puglia (45,9%) e nel Lazio (44,6%) quasi una famiglia su due seg­nala dis­turbi da rumore.
ENERGIA E INDUSTRIA: l’energia con­sumata nel 2005 è derivata prin­ci­pal­mente dal petro­lio (43,1% del con­sumo interno lordo di ener­gia), dal gas nat­u­rale (36%) e, in misura minore, da fonti rin­nov­abili (6,8%). I con­sumi di ener­gia elet­trica: dagli oltre 245 mil­iardi di kilo­wat­tora del 1996 ai 309 mil­iardi del 2005. Per l’industria, al 7 feb­braio 2007 sono stati cen­siti 1.086 sta­bil­i­menti indus­tri­ali a ris­chio di inci­dente ril­e­vante, pre­senti soprat­tutto (27,7% del totale) nel set­tore chim­ico e petrolchim­ico; record impianti a ris­chio in Lom­bar­dia (23,%);
TRASPORTI: Nel 2005 il 65,6% delle merci è stato trasportato su gomma, il 17,6% via mare e l’11,6% su rotaia. Per il trasporto passeg­geri prevale il mezzo su gomma a quota 81,8%. A liv­ello nazionale il numero di autovet­ture a ben­z­ina è dimi­nu­ito dell’11% negli ultimi 7 anni a favore di altri tipi di ali­men­tazione (quali metano, gaso­lio, Gpl, fonti alter­na­tive); men­tre la per­centuale di auto catalitiche è pas­sata dal 41,4% del 1998 al 74,5% del 2005. Nel 2005 il parco veico­lare nazionale è cos­ti­tu­ito da più di 45 mil­ioni di veicoli, cor­rispon­denti a 77 veicoli ogni cento abi­tanti (nel 1985 erano 48);
NATURA PROTETTA: Le aree pro­tette sono pas­sate dai 2 mil­ioni di ettari del 1995 ai 5,7 del 2003. L’area più ampia rispetto alla super­fi­cie regionale la reg­is­tra l’Abruzzo con il
28,2%, con­tro il min­imo della Sardegna, con il 3,8% del ter­ri­to­rio di area protetta.

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  1. salvi­amo l’acqua è un bene prezioso

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