COSA: V-DAY, Vaffanculo Day
QUANDO: Sabato 8 settembre 2007
DOVE: tutte le piazze italiane e non solo
PERCHE’: perche’ no? Perche’ non partecipare, perche’ non provare a veder cosa succede quando un’iniziativa popolare prende il sopravvento.
V-DAY, CI SEI O NON CI SEI?
Sabato 1 settembre 2007, il meetup di New York si riunisce per definire una strategia per il V-Day, partecipo volentieri al mio primo meeting e scopro da subito che un buon 70% dei presenti e’ un cervello in fuga, il restante 30% ne ha sposato uno…che tristezza!
Inutile dire che i discorsi sono sempre gli stessi…“Perche’ siamo venuti a NY”, “la qualita’ della vita e’ comunque piu’ alta in Italia”, “Si, ma non hai spazi ne’ soldi, se non quelli che erediti…”, incredibile ma vero, nonostante tutto, saremo di nuovo tutti in piazza, ancora una volta, anche se lontani, a cercare di cambiare le cose e per poter, chissa’, un giorno tornare a casa, (…o anche no).
Queste le nostre attivita’ e programmi per il weekend piu’ lungo, che magari siano di ispirazione per chi volesse partecipare/organizzare il V-DAY nella propria citta’.
Venerdi’ 7 settembre volantinaggio davanti al consolato italiano qui a New York con 2 poster giganti con i nostri parlamentari condannati per publicizzare il V-Day del giorno dopo con volantini bilingue.
Sabato 8 Union Square. 11.30–5.00. Stand del V-DAY, volantini bilingue, Grillo News e Onorevoli Wanted per spiegare la situazione del parlamento Italiano ai compatrioti e non. Putroppo per noi “fuori sede” non e’ possibile raccogliere le firme per le proposte di legge non essendo in territorio italiano. Abbiamo pensato di raccogliere comunque le firme in forma dimostrativa e di fare una foto coloro che firmeranno. Foto che saranno montate in un video-diario del V-Day di New York.
Inoltre raccoglieremo le firme per l’introduzione della Class Action in Italia. Queste invece saranno valide e spedite in Italia.Avendo la possibilita’ di collegarci ad internet, con un portatile trasmetteremo lo spettacolo di Beppe Grillo da Bologna in streaming. Come renderci riconoscibili tra i newyorkers? Of Course…bandiera Italiana, maglietta di Beppe Grillo e qualche bella canzoncina “contro”.
Io ci saro’ e tu?
Beh, io certo non pensavo di andare a Union Square a spiegare alla gente che ci sono delle persone disoneste in Parlamento e in Senato e stare preparando la strada ad un dittatore.
Secondo me fino al commento sui 3 punti tutto l’articolo e’ da buttare, perche’ il succo e’ che il giornalista-commentatore si erge al rango di filosofo e dalla sua posizione al di sopra della massa incolta (tra cui ci sono anche io) puo’ finalmente, anche se usando citazioni piu’ o meno appropriate, dire quello che pensa: “il popolo fa schifo. Io, Scalfari, e i miei amici potenti, siamo meglio del popolo di merda e quindi abbiamo il dovere di rimanere dove siamo, e poco male se l’esercizio di questo faticoso dovere comporta qualche effetto collaterale che la gente non capisce… tanto il presupposto e’ che la gente non capisce un cazzo comunque. Ecco perche’ un’iniziativa aberrante come questa ha successo”.
Beh, secondo me questa e’ una giravolta alla Barishinikov ma sempre da un presupposto dittatoriale parte. Anzi, oligarchico per essere precisi… oligarchico alla greca, nel senso dell’oligarchia dei colti e dei filosofi.
Beh io non ci ho mai creduto all’oligarchia. Nemmeno alla dittatura, s’intende. E mi sento veramente ancora una volta preso per il culo se qualcuno mi dice: “Senti, tu non capisci un cazzo, e la tua stupida tendenza a semplificare ottunde le tue capacita’ critiche. Quindi lascia che alle cose importanti ci pensiamo noi, che siamo filosofi e pensatori, e nel pieno delle nostre capacita’ critiche.”
Ora si che mi sento sollevato. Posso tornare a farmi i cazzi miei, che andra’ tutto bene perche’ c’e’ qualcuno piu’ colto di me che pensa per me. Oh, fatemi sapere quando Scalfari ha finito di cambiare l’Italia, che cosi’ ci torno.
salve. in ritardo — come al mio solito — mi intrometto in questa vostra discussione. rapida presentazione: sono un amico di stefano e nella fattispecie quello che gli ha rotto le scatole per mettere i link sul vday, ma non sono un grillino e manco uno dei meetup. l’iniziativa mi sembrava degna in sè, e quindi ho ben pensato di sfruttare le fatiche del minguzzi ;P. leggendo i commenti dei politici e dei commentatori, inclusi serra e scalfari, per me risulta chiarissimo perchè i 3 punti di grillo assumano un valore che va ben oltre la loro migliorabile validità. tutti i commenti a mio parere denunciano uno scarto mentale pauroso rispetto alla comprensione della realtà quotidiana, sia da parte dei politici che dell’intellighenzia (di sinistra in questo caso). la bindi che dice che bisogna monitorare le spese dei parlamentari, salvo uno stipendio base di 5000 euro che “va bene”(!). tutti che parlano solo del buffone grillo, oppure fanno delle casistiche minime per annullare l’indirizzo che i 3 punti vorrebbero indicare, tutti a dire che senno non avremmo avuto pertini o togliatti o de gasperi (mi chiedo le altre democrazie che hanno un turn over molto più spinto della nostra come facciano a non andare allo sbando!…) e nessuno che accenna alla sostanza dei punti. berty che dice che è d’accordo con grillo e vuole discuterne all’interno dei partiti (!) e che i cittadini seguono grillo perchè 1000 euro di stipendio sono pochi (qualcuno dovrebbe informarlo che ultimamente c’è molta gente che canta con silvestri “se potessi avere 1000 euro al mese”). tutti a discettare sul populoqualunquismo dei grillo, stella e travaglio e a dichiarare che ormai lo sanno che bisogna morigerare la politica, e poi gli unici tagli di cui si sente parlare davvero sono quelli delle auto blu mentre d’alema si offende con la forleo. veltroni che pure lui è d’accordo con grillo ma è stato 5 volte in parlamento e ora si è fatto ungere vincitore dalle segreterie ds e dl prima ancora delle primarie. insomma in breve (perdonate la logorrea) il problema è che questi non capiscono il nocciolo del livore di grillo e delle persone perchè ormai pur volendo non possono più, per età, per casta, per “conventicola”, per quotidiana disabitudine a vedere (non parlo di vivere) com’è la vita normale. e il nocciolo di quel livore non è livore, ma appunto, la vita normale, che si sta complicando anzicheno, anche per chi i politici che ha eletto se li merita.
C’è poco da fare, questo ragazzo ha classe da vendere…
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/grillo-v-day/invasione-grillo/invasione-grillo.html
rispondo a Daniele, io capisco benissimo il ragionamento che fai che non è assolutamente peregrino, però da questo discende una ed una sola conclusione: chi governa questo paese non sarà chi se lo merita di più e nemmeno chi ne ha più bisogno, ma solo chi ha maggior tempo da perdere. Il che rischia di essere ad essere un assegno in bianco a chi già detiene il potere.
Finalmente un articolo sul V-Day che sia almeno degno di essere stato scritto.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/09/grillo-parlamentari.shtml?uuid=47a3b54a-6031-11dc-8742-00000e251029&DocRulesView=Libero#
Ok siamo tutti d’accordo. Pero’ secondo me c’e’ ancora un punto su cui riflettere:
“Questa mentalita’ fa si che le migliori menti di fatto non parteciparanno alla vita politica se non con azioni sporadiche (e quindi crisi della classe dirigente a tuttti i livelli), in altri termini, rimango convinto che la vera partecipazione alla politica sia essenzialmente noiosa, quotidiana”
Sai che c’e’? A me la politica interessa molto, ma non faro’ mai politica nella quotidianita’ perche’ ci vorrebbe talmente tanto sbattimento per far capire chi sono a chi occupa posizioni piu’ in alto delle mie all’interno delle gerarchie partitiche che dopo un po’ di tempo perderei di vista il fine.
Tutto il modello sociale italiano si regge sull’esercizio del potere tout court e non sul merito: come si conquista il potere non interessa a nessuno, se per meriti meglio ma non e’ necessario.
E questo e’ senz’altro figlio della pervasivita’ della politica che filtra in qualunque sfera della vita dei cittadini, esercitando il suo potere e costringendo la gente a servirsi di essa per fare passi nella scala sociale.
A me questa cosa fa vomitare. E, peggio, credo che l’unico modo per cambiarla sia farne parte, piegandosi a questa logica per conquistare il potere necessario a cambiarla. Io lo stomaco per questo non ce l’ho.
i partiti non funzionano e dentro c’è gente che non sa più come funziona la società. Peggio degli statali!
quindi per far funzionare un partito bisogna inventarsi qualcosa ed è meglio partire da quello che c’è fuori rispetto a quello che trovi là dentro.
Detto questo oggi come oggi io sono di un partito e quindi nel dibattito società civile si/no, o in quello Veltroni buono/cattivo non posso far finta di non essere iscritto ai DS e lavorare per il PD. Ovviamente cambia la mia situazione.
Ok, ma se stai dentro e parli un’altra lingua, chi è che ti dovrebbe capire, seguire, appoggiare? La famosa gente? è una specie di rivoluzione bianca? I partiti sono lì, chiunque voglia può iscriversi e avere un ruolo attivo, ma a quel punto ne diventi parte, con le tue idee e il tuo linguaggio, ma anche con le loro dinamiche, inevitabilmente. diventa una scelta di campo, ammirevole anche. Ma perché sbandierare la propria diversità o la propria superiorità rispetto a “loro”?
nel senso che stai dentro ad un partito nell’azione quotidiana, ma cerchi di ragionare non come un burocrate di partito, ma come una persona “normale”, come se stessi ancora fuori da quel manicomio che sono i partiti politici.
Ariclap, ariclap, ma l’ultima frase di Stefano non mi è chiara. Se sei dentro con il corpo, sei dentro anche con la testa. E poi “partiti” e “politica” non sono parolacce, sono gli strumenti attraverso i quali si realizza la nostra democrazia. Con la testa, allora, bisogna starci dentro eccome. Ma forse, prima di partire con una delle mie supercazzole isteriche, sarebbe meglio aspettare un chiarimento di Stef…