nov 22

contro la violenza sulle donne
24 novem­bre 2007
ore 14.00 a piazza della Repub­blica (Roma)

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No Responses to “24 novembre — manifestazione contro le violenza sulle donne”

  1. saltando di palo in frasca. ricordo alle riu­nioni del social forum la tesi che se il mondo fosse stato gov­er­nato da donne non sarebbe esis­tita la guerra. oggi mi viene da rispon­dere: prendi un’assemblea porta le donne al 50% e loro chi ti votano? Zin­garetti! Non è la dif­ferenza di genere a fare la differenza.

    PS
    a breve un pezzo sull’ultima con­ver­sione mist­ica, quella del lid­er­mas­simo… :-O

  2. semmelweis scrive:

    per­fet­ta­mente dac­cordo!
    l’assurdità di non far parte­ci­pare gli uomini alla man­i­fes­tazione, aggiunta agli slo­gan del tipo “la vio­lenza maschile non è malat­tia, ma sana edu­cazione patri­ar­cale” dimostrano che questo “vetero“femminismo è stu­pido e intoller­ante e sot­tin­tende l’idea che l’uomo sia il vio­lento per natura e la donna sia non solo diversa, ma addirit­tura inc­on­cil­i­a­bile all’uomo, a cui può rispon­dere solo estromet­ten­dolo e cre­ando comu­nità fem­minili di esclu­sione. si nega cioè la pos­si­bil­ità di un rap­porto uomo/donna. Mi sem­bra davvero stu­pido, apri­or­is­tico e piut­tosto reli­gioso questo atteggia­mento. Lo definirei piut­tosto di destra, nello speci­fico fascista! non si sa dis­tinguere l’uomo malato da quello sano, ed ugual­mente non si ipo­tizza (anche se meno evi­dente e meno “fisica”) una vio­lenza fem­minile o meglio non si con­cepisce che la vio­lenza non è ses­su­ata ma a-sessuata, cioè è la con­seguenza di un’incapacità di rap­porto col diverso. che è malat­tia, non nat­u­rale pre­dis­po­sizione di uomini o donne…

  3. Sono sbalordito dalla stu­pid­ità delle per­sone. Il vet­ero­fem­min­ismo è duro a morire (con­sid­er­ato che ha perso tutte le sua battaglie e la par­ità tra i sessi sta seguendo un’altra strada).

    Ges­tione della man­i­fes­tazione da invasati…

    (per chi non sa cosa è suc­cesso:
    http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2705957.html?ref=hpsbdx3)

  4. 25 NOVEMBRE, GIORNATA MONDIALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA SULLE DONNE.

    DUE INIZIATIVE DI AMNESTY INTERNATIONAL: ‘SCUOLE SICURE PER TUTTE LE BAMBINE’ E UN APPELLO AL GOVERNO ITALIANO PER RATIFICARE LA CONVENZIONE EUROPEA SULLA TRATTA

    In occa­sione del 25 novem­bre, Gior­nata mon­di­ale per l’eliminazione della vio­lenza sulle donne, la Sezione Ital­iana di Amnesty Inter­na­tional pro­muove due inizia­tive. A par­tire da oggi, giovedi’ 22, fino al ter­mine della set­ti­mana, le attiviste e gli attivisti dell’organizzazione per i diritti umani sol­le­cit­er­anno il gov­erno ital­iano a rat­i­fi­care la Con­ven­zione euro­pea sull’azione con­tro la tratta di esseri umani. A quasi due anni e mezzo dalla firma, infatti, l’Italia non ha ancora deposi­tato gli stru­menti di rat­i­fica del primo, fon­da­men­tale, testo europeo che intro­duce ele­menti di pro­tezione e tutela delle vit­time della tratta e un quadro nor­ma­tivo per ren­dere effi­cace la lotta a un crim­ine ampia­mente dif­fuso anche nel nos­tro paese. ‘La tratta di per­sone e’ una grave vio­lazione dei diritti umani, tra cui quelli alla dig­nita’, all’integrita’ fisica e psichica, alla lib­erta’ di movi­mento, alla lib­erta’ dalla tor­tura e, nei casi piu’ gravi, dello stesso diritto alla vita. Il gov­erno ital­iano deve col­mare un ritardo di oltre due anni e dotarsi degli stru­menti adeguati ad assi­cu­rare pro­tezione e rispetto dei diritti delle per­sone vit­time di tratta, com­p­rese le donne e le bam­bine costrette alla pros­ti­tuzione’ — ha dichiarato Cecilia Nava, vicepres­i­dente della Sezione Ital­iana di Amnesty Inter­na­tional. Sem­pre in occa­sione del 25 novem­bre, Amnesty Inter­na­tional ren­dera’ noto un pro­gramma d’azione in 6 punti denom­i­nato ‘Scuole sicure per tutte le bam­bine’. L’organizzazione per i diritti umani chiedera’ a tutti i gov­erni di attuare questo pro­gramma. In tutto il mondo le bam­bine fanno i conti con la vio­lenza men­tre si ded­i­cano alla loro istruzione. Alcune subis­cono danni a lungo ter­mine alla loro salute fisica e men­tale. Molte hanno paura di andare a lezione. Il risul­tato e’ che numerose bam­bine sono allon­tanate dalla scuola, la abban­do­nano o non parte­ci­pano pien­amente alla vita sco­las­tica. I loro diritti umani – il diritto di essere libere dalla vio­lenza, il diritto all’uguaglianza e all’istruzione – sono vio­lati. I diritti delle bam­bine sono defin­iti dal diritto inter­nazionale dei diritti umani e dalle leggi nazion­ali. I gov­erni sono obbli­gati a rispet­tarli, a pro­teggere le bam­bine dagli abusi e a fare in modo che i loro diritti siano trasfor­mati in realta’. Gli inseg­nanti e il per­son­ale sco­las­tico agis­cono per conto dello Stato e per questo con­di­vi­dono tali respon­s­abilita’. Anche altri soggetti hanno un ruolo da gio­care in questo con­testo. Gen­i­tori, leader di comu­nita’ e Orga­niz­zazioni non gov­er­na­tive pos­sono sostenere gli sforzi del gov­erno e della scuola col­lab­o­rando a piani d’azione, denun­ciando la vio­lenza e for­nendo for­mazione e servizi basati sui diritti umani. Per fer­mare la vio­lenza con­nessa all’ambiente sco­las­tico e’ nec­es­sario com­bat­tere la dis­crim­i­nazione all’interno delle scuole stesse e nell’ambito piu’ ampio della comu­nita’. Occorre dare ascolto alle voci delle bam­bine e pren­dere in con­sid­er­azione le loro espe­rienze quo­tid­i­ane e i loro bisogni. Amnesty Inter­na­tional chiede quindi alle autorita’ di gov­erno e agli enti pub­blici, tra cui le scuole, di intrapren­dere imme­di­ata­mente, in col­lab­o­razione con tutti gli altri soggetti coin­volti, sei azioni. Non pos­sono esserci scuse, ne’ eccezioni, ne’ ritardi. 1: Proibire ogni forma di vio­lenza con­tro le bam­bine, com­p­rese le punizioni cor­po­rali, gli abusi ver­bali, le molestie, la vio­lenza fisica, gli abusi psi­co­logici, la vio­lenza e lo sfrut­ta­mento ses­suale. Varare e attuare leggi, politiche e pro­ce­dure adeguate. 2: Ren­dere la scuola un ambi­ente sicuro per le bam­bine attra­verso l’attuazione di piani d’azione nazion­ali che affron­tino la vio­lenza con­tro le bam­bine in ambito sco­las­tico. Tali piani dovreb­bero com­pren­dere linee guida per le scuole, una for­mazione obbli­ga­to­ria per gli inseg­nanti e gli stu­denti, la nom­ina di un fun­zionario di gov­erno respon­s­abile e fondi pub­blici adeguati. Assi­cu­rare che le scuole abbiano servizi igien­ici sep­a­rati per sesso, dor­mi­tori sicuri e strut­ture sportive e per il gioco sorveg­li­ate. 3: Rispon­dere agli episodi di vio­lenza con­tro le bam­bine attra­verso mec­ca­n­ismi di seg­nalazione e denun­cia ris­er­vati e indipen­denti, indagini effi­caci, pro­ced­i­menti penali lad­dove appro­priati e for­ni­tura di servizi per le vit­time e le sopravvis­sute alla vio­lenza. Assi­cu­rare che tutti i casi di vio­lenza con­tro le bam­bine siano denun­ciati e reg­is­trati e che le per­sone accusate di stupro, vio­lenza ses­suale o altri reati penali ai danni di minori non siano imp­ie­gate nelle scuole. 4: Fornire servizi di sostegno alle bam­bine che hanno subito vio­lenza, com­presa l’assistenza socio-psicologica, le cure mediche, le infor­mazioni su Hiv/Aids, i far­maci e i servizi di base, le infor­mazioni com­plete sui diritti ses­su­ali e ripro­dut­tivi e il sostegno al rein­te­gro nel sis­tema sco­las­tico di bam­bine sieropos­i­tive, ragazze madri, in gravi­danza o sposate. 5: Rimuo­vere gli osta­coli per l’accesso delle alunne alla scuola elim­i­nando tutte le tasse, dirette o indi­rette, sulla scuola pri­maria, ren­dendo la scuola sec­on­daria acces­si­bile a tutte e svilup­pando pro­grammi che garan­tis­cano l’accesso delle bam­bine apparte­nenti a gruppi emar­ginati. 6: Pro­teggere le bam­bine dalla vio­lenza svilup­pando e attuando cod­ici di con­dotta ind­i­riz­zati a tutto il per­son­ale sco­las­tico e agli stu­denti. For­mare il per­son­ale sco­las­tico su strate­gie di inter­vento rapide che affron­tino le molestie e la vio­lenza con­tro le bam­bine nella scuola.

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