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Nella Valle di Elah tra disumanità e patriottismo disperato

Posted by Letizia Tavani | Posted in recensione | Posted on 31-12-2007

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Nella Valle di ElahDisumanizzazione dei soldati – quei bravi ragazzi pronti a esportare la Democrazia in lande lontane e desolate, devastate dall’Uomo e dalla Dittatura, quei bravi ragazzi fiore all’occhiello dell’America di Bush ormai in declino – e patriottismo disperato, con quella retorica del dolore che si accanisce quando ha già consenso: ecco gli ingredienti principali dell’ultimo film di Paul Haggis, “Nella Valle di Elah”.

Hank Deerfield (Tommy Lee Jones), veterano di fanteria, come una doccia mattutina viene a scoprire non solo che il figlio era tornato dall’Iraq ma che era assente ingiustificato da diversi giorni. Inizia così la sua indagine personale, un viaggio, da casa verso la base, tra le cose del figlio, tra i compagni… Un’indagine fatta di false piste che ci fa credere, sperare che quel bravo ragazzo sia ancora vivo, stremato dall’Iraq, ma vivo. Quel ragazzo che documentava tutto con il suo cellulare, con un misto di leggerezza, di infantile incoscienza e la desolazione di chi ha visto il peggio dell’Uomo e del Mondo e si è specchiato in esso si sia nascosto per sfuggire a chissà quale complotto, una mente deviata ma recuperabile, in possesso di chissà quali informazioni. Un cerchio che si restringe e poi si allarga e poi si richiude verso la Base, verso i suoi compagni, verso il mondo dell’esercito, verso l’Iraq, disfacendo come una maglia ormai inutilizzabile, sfaldando, sotto gli occhi del padre come dei nostri, l’idea di bravo figliolo e devoto americano che investe un bambino iracheno e tortura i prigionieri atteggiandosi a “dottore” (Doc il suo soprannome tra i compagni), tira monete alle spogliarelliste, grida oscenità irripetibili e assume anfetamine, che cerca rissa senza motivo con i suoi compagni, con i suoi fratelli, “come tutti” dice a un certo punto con naturale amoralità uno di loro.

Noi con Hank vediamo tutto, vediamo il dolore della madre (una splendida, anche se fugace Susan Sarandon) e vediamo cos’è veramente l’esercito e l’intervento in Iraq: ragazzi che perdono la loro umanità, che pugnalano un amico perché quella sera gli girava male, per niente, che lo avrebbero anche seppellito ma avevano fame e se ne vanno a cena.

E vediamo anche di più: nella cronaca di una morte annunciata vediamo l’ennesimo veterano che non si riadatta, vediamo la diffusione della Guerra come un morbo che non lascia scampo, che corrode compromettendo non la farsa di valori espressi dalla propaganda governativa, ma l’identità stessa di chi si è prestato al suo gioco.

Vediamo anche di più grazie agli occhi di Charlize Theron, nel film Emily Sanders, poliziotto e madre di David, simbolo di quell’America scettica e antimilitarista che non dà risposte che non sa dare: al figlio che ascolta il racconto del Davide biblico e le chiede “perché hanno mandato un bambino contro un gigante” risponde semplicemente e drammaticamente“non lo so…”.

locandinaNell’insieme un buon film, confezionato con maestria e con un cast d’eccezione, nonostante un intreccio non facile e facile alla divagazione allusiva e retorica. Se, infatti trovo decisamente buono lo sviluppo dell’intreccio centrale, della decostruzione dell’immagine del figlio e con essa del mondo intero di Hank e molto forte la deviazione sulla storia della donna affogata dal marito veterano perchè non ascoltata quando quest’ultimo aveva ucciso nello stesso modo il loro cane sotto i suoi occhi; dall’altra la sceneggiatura un po’ smagliata che non porta da nessuna parte con quel dialogo in qualche modo buttato là tra la Sanders e il suo capo, che, con la storia della madre poliziotto, consente i riferimenti biblici alla storia di Davide, al gigante che perde contro il bambino, l’immancabile menzione della bandiera americana rovesciata a richiesta internazionale di aiuto che simboleggia il cambiamento di orizzonte del protagonista…

Insomma andatelo a vedere, commuovetevi… ma con le pinze perché ergersi contro l’intervento in Iraq adesso è di troppo facile consenso e una storia originale e dalla presunzione di universalità non ce lo deve far dimenticare.

Scheda
Titolo Originale: In the Valley of Elah
Produzione: Usa 2007
Distribuzione: Mikado
Regia e sceneggiatura: Paul Haggis
Cast: Tommy Lee Jones, Charlize Theron, Susan Sarandon

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