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pubblicato il 23 Ottobre 2006 · 3,132 letture

Black Gold - Wake up and smell the coffee

di Silvia Minguzzi

° c o f f e e b e a n s ° (° d i °)Milioni di sofisticati bevitori si gustano ogni giorno un buon caffè. Ma per ogni tazza (o tazzina) venduta a 3 dollari, solo 3 cents vanno ai coltivatori, la gran parte degli introiti, come da copione, va ai giganti che controllano il mercato dell’”oro nero”.

Il documentario “Black Gold”, segue passo passo Tadesse Meskela, general manager della Oromia Caffee Farmers Cooperative Union in Etiopia, nei suoi viaggi per il mondo con l’impresa rappresentare oltre 70.000 coltivatori.

L’intento di Black Gold è quello di seguire le traccie di un chicco di caffè: partendo dai coltivatori della cooperativa Oromia, passando per gli intricati meccanismi della vendita e della distribuzione su larga scale, incappando nelle ovvie difficoltà che una cooperativa africana deve affrontare, raccontando come i mercati internazionali si siamo attrezzati contro il sud del mondo escludendolo in definitiva dalle trattative sui prezzi, fino ad arrivare ai guadagni sulla vendita di oltre 2 miliardi di tazze di caffè che ogni giorno vengono consumate nel mondo.

Tadesse Meskela è un uomo con una missione: assicurare uno stipendio per i suoi 74.000 coltivatori che lottano contro il fallimento. Mentre i “farmers” si sforzano per raccogliere alcuni dei chicchi di caffè di più alta qualità, Tadesse viaggia il mondo nel tentativo di trovare compratori che vogliano pagare il prodotto ad un prezzo ragionevole. Tra Londra e Seattle, il dominio delle multinazionali sul commercio del caffè nel mondo diventa evidente. Infatti le multinazionali del caffè regolano i centri commerciali e supermercati e decidono di fatto il prezzo del caffè rendendolo il prodotto commerciale più importante del mondo dopo il petrolio. Ma mentre continuiamo a pagare i nostri “cappuccinos & lattes”, il prezzo pagato ai coltivatori del caffè rimane così basso che molti sono stati costretti ad abbandonare le loro piantagioni, o hanno provato a riconvertirle con qualche prodotto più remunerativo, ma con un mercato decisamente più circoscritto, quindi limitato nel tempo.

I commercianti di New York, gli scambi internazionali di caffè, i doppi rapporti d’affari tra ministri commerciali e WTO si rivelano in tutto la loro grettezza e la sfida di Tadesse per una soluzione di lunga durata per i suoi coltivatori diventa sempre più ardua. Dopo avere visto il BG, il caffè non avrà più lo stesso sapore.

Nick e Marc Francis, i due registi inglesi di Balck Gold raccolgono la sfida di girare un documentario itinerante, ormai abituati al genere che ha conosciuto la fama grazie al caro Michael Moore, forse Black Gold ci lascia un po’ in attesa del grande scoop, della menzogna resa spettacolo. Ma qui l’intento è davvero solo quello di rimarcare un problema ormai più che noto, ma poco considerato.

Dopo la visione del documentario abbiamo avuto l’opportunità di rivolgere qualche domanda a Tenesse che era presente in sala, e alcune obiezioni sono state indirizzate alla parte tecnica del documentario, Meskela si è limitato a dire che qui si tratta di due cineasti che lo hanno letteralmente solo seguito il tutti i suoi viaggi, in tutti i supermercati, in ogni fiera, filmando delusioni, discussioni, conquiste così come realmente sono accadute. Tutto sommato di documentario si tratta e forse renderlo meno “filmico” ha aumentato la crudezza dell’argomento, ampliando l’effetto drammatico della vicenda.

Per ogni informazione riguardo il film www.blackgold.com

Guarda il trailer http://www.blackgoldmovie.com/trailer.php

Ancora http://www.fairtradenyc.org/ movimento market-based di produttori e consumatori per creare rapporti più equilibrati fra i partner commerciali.

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