pubblicato il 30 Gennaio 2006 · 1 letture
Veltroni e la quadratura del cerchio
di Stefano Minguzzi
Dopo un decennio di promesse mancate Veltroni si cimenta nella chiusura dell’anello ferroviario che dovrebbe circondare Roma e alleggerire un intero quadrante dalla morsa del traffico. Una sorta di nodo gordiano della mobilita’ romana che pero’ oggi ha qualche chance in piu’ di essere sciolto.Veltroni l’ha detto chiaramente: e’ come una nuova linea metropolitana. In effetti nella Roma dove le metropolitane sono impossibili o costosissime da realizzare manca una vera rete di superficie su ferro (treni e tram). I mozziconi che la storia ha lasciato li ad arrugginirsi non si possono certo definire una rete.
La nomina di Marrazzo alla presidenza della Regione ha sbloccato l’impasse. Se la giunta Storace nei fatti aveva lavorato poco o nulla sulla mobilita’ romana e laziale il monocolore Veltroni, Gasbarra, Marrazzo ha preso il toro per le corna.
Il rilancio dell’offensiva sul fronte della Cura del Ferro riapre le prospettive di crescita e sviluppo dell’intera area romana (ben al di la’ dei confini laziali). La riapertura delle trattative con RFI, proprietaria dei binari, da una posizione di forza apre nuovi scenari.
Era dal Giubileo che non si poteva piu’ parlare di una vera prospettiva di crescita della rete su ferro. Lo sblocco della vicenda dell’Anello Ferroviario pone la prima pietra per un reale cambiamento strutturale delle abitudine della citta’ eterna.
L’Anello Ferroviario e’ un progetto voluto ai tempi da Carraro per Italia ‘90 (sic!) che doveva circondare i quartieri semicentrali di Roma ed alleggerire il Centro dagli spostamenti periferia-periferia. L’Anello venne inaugurato, si fecero 2 corse, ci si accorse di gravi errori di progettazione e venne chiuso per sempre.
Quello che rimane dell’Anello e’ l’arco sud che va dalla stazione di SanPietro a quella della Nomentana passando per Trastevere, Ostiense, Tuscolana e Tiburtina. Alla fine degli anni ‘90, con l’ammodernamento della FR3 Roma-Viterbo, venne progettata una nuova stazione tra S.Pietro e Trastevere che collegasse il popoloso quartiere di Monteverde (Quattroventi).

Andiamo con ordine. Il quadrante Nord (Aurelia-Cassia) e’ da sempre una dei meno infrastrutturati e considerati dall’amministrazione comunale. Sara’ per il colore politico nerissimo, sara’ per la bassa densita’ della popolazione, da sempre e’ il fanalino di coda degli interventi a Roma. D’altronde pero’ negli anni era diventato il punto debole del sistema di trasporto romano.
Non e’ un caso che qui siano stati realizzati gli interventi piu’ importanti degli ultimi 10 anni a Roma: prolungamento della metro A da Ottaviano a Battistini, creazione del tunnel “passaggio a Nord-Ovest” sotto Montemario, l’ammodernamento della FR3 Roma-Viterbo lungo la Trionfale e il prossimo ampliamento del GRA con la creazione di nuove uscite per i quartieri di Roma Nord.
A questi interventi realizzati od in corso di realizzazione si aggiunge ora la chiusura dell’Anello. L’ultimo tratto, quello nella zona di Tor di Quinto si rendono possibili grazie alla soluzione trovata per lo spostamento delle attivita’ artigianali sorte abusivamente dopo la chiusura della linea del 1990.
L’investimento e’ notevole: 1,3 miliardi di euro per realizzare circa dieci chilometri di binario entro il 2010. Il progetto e’ articolato in tre fasi: il trasferimento delle piccole imprese ed aziende che sono insediate nella zona dove saranno impiantati i binari, la realizzazione dell’anello ferroviario e la costruzione di una struttura a Tor di Quinto in una logica intermodale. Le Ferrovie prevedono anche di smantellare l’attuale centro merci ubicato a Smistamento e di costruire un nuovo centro intermodale piu’ a nord, oltre Fiano Romano.
Tor di Quinto, quindi, diventa un incrocio tra l’anello ferroviario, le tratte ferroviarie di Roma nord gia’ esistenti e la futura linea C della metropolitana. Inoltre RFI realizzera’ anche un tracciato a sud della capitale che eviti l’ingresso in citta’ di numerosi convogli.
Molto prima del 2010, a luglio 2006, sul ramo a Sud dell’anello ferroviario, aprira’ la nuova stazione Quattroventi. La nuova fermata sulla linea FR3 dovrebbe consentire da un lato a servire meglio un quartiere finora isolato dalla rete metropolitana o ferroviaria, alleggerendo quindi i carichi del tram 8, dall’altro potrebbe consentire una aumento della frequenza lungo la linea FR3 appena il materiale rotabile lo consentira’. E’ probabile che i tempi di percorrenza in quel tratto per ora si allungheranno ulteriormente.
Cosa cambia quindi? La chiusura dell’anello a Nord permette una migliore redistribuzione dei treni finora costretti tutti ad intasarsi sul ramo sud. E’ probabile che sul ramo Nord non sia possibile costruire nuove stazioni (persino quelle realizzate nel ‘90 non e’ detto che possano essere recuperate) pertanto e’ probabile una divisione dei treni merci a Nord e di quelli passeggeri a Sud. Il nuovo ramo tra S.Palomba e Ponte Galeria inoltre consentira’ ulteriormente di decongestionare Roma da un traffico merci rallentato dai treni dei pendolari. Una migliore offerta su ferro per approvigionare il commercio romano.
Questa e’ indubbiamente la strada per ridurre l’inquinamento cittadino senza danneggiare il tessuto economico e sociale, ma anzi arricchendolo.













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