pubblicato il 17 Febbraio 2004 · 2,891 letture
Media Connection - ottobre 2004
di Stefano Minguzzi
L’invasione della mente continua. Le prossime elezioni americane ci danno un saggio di come ormai il campo di battaglia politico-economico si sia ormai spostato dalla conquista dell’audience alla conquista della realta’.
Si avvicinano le elezioni americane ed il mediascape USA subisce la forza dell’impatto delle propagnade politiche dei due competitors. Al di la’ dei prevedibili schieramente all’interno del quarto potere proBush o proKerry i linguaggi sottostanti la comunicazione mediatica si stanno increspando.
Il primo segnale che avvisiamo e’ il cambiamento dei palinsesti. Nel momento in cui e’ in atto una riconfigurazione del mediascape i primi effetti sono infatti visibili nei mutamenti di share dei programmi generalisti. Il NewYorkPost, tra un insulto e l’altro a Kerry, ci informa che la sorta dei RealityTV e’ nelle mani del pubblico. Molte di queste serie sono in crisi, perche’ dopo il boom degli anni passati in TV c’e’ un eccesso di realta’ e siccome la realta’ non e’ mai particolarmente bella (soprattutto in questo inizio secolo) la disaffezione ha iniziato ad intaccare questi format (TV AUDIENCES DECIDE REALITY BITES).
Altro segnale da controllare sono le strategie della pubblicita’. Il marketing management ha la funzione dei topi nelle miniere: i primi a fiutare il pericolo ed a scappare.
In una fase di crisi di realta’ del mediascape i pubblicitari non vogliono piu’ essere intermezzo o sfondo alla comunicazione, ma hanno ora bisogno di essere LO spettacolo. Se lo spettacolo mediatico e’ la realta’, chi nella realta’ ci sta sul serio sotto forma di prodotti ha bisogno di riaffermare una sorta di iperrealta’ rispetto ai reality. Pertanto bisogna uscire dallo sfondo ed integrare i prodotti nello spettacolo (TV product placement moves out of background).
Allo stesso modo si muove la comunicazione politica sui media. A fronte di una realta’ depressiva la politica si sforza da un lato di costruire sogni e promesse di un futuro migliore, come nella piu’ classica delle tradizioni, ma dall’altro rivendica la realta’ come un risultato dell’avversario. La depressione l’ha creata l’Altro.
Cosi’ come Michael Moore ha costruito i suoi documentari (non film, si badi bene) come una ricostruzione fedele di cio’ che e’ stato (non di cio’ che il regista ha vissuto o interpretato) lo spregiudicato Sinclair Broadcasting Group ha deciso di raccontare un’altra realta’ in modo da dare “la possibilita’ di rispondere a Bush”. (Creeping Fascism at Sinclair).
In questa iperrealta’ mediatica pare quasi ridicolo il tentativo della FCC di ricondurre la questione alle normali regole di pari accesso ai media. Secondo Powell figlio la FCC non puo’ bloccare la messa in onda del documentario di Sinclair in quanto non ha i poteri per farlo. FCC Can’t Block Broadcast Of Anti-Kerry Film: Powell
Ma in una realta’ completamente nelle mani dei media ha senso ancora parlare di organi di controllo dei media? Oramai il livello di scontro e’ uscito fuori dalla scatola televisiva (o radiofonica o quant’altro) per entrare nelle nostre menti. Il campo di battaglia sono le nostre emozioni, sentimenti e convinzioni. Come nel film di Cronenberg eXistenz siamo difronte ad una realta’ piu’ vera del reale che esiste solo nelle nostre menti grazie ad un pesante stimolo mediatico. A quando il fronte dei Realisti?
La Fox del magnate Rupert Murdoch continua la sua opera di disinformazione in tutto il mondo ad uso e consumo del suo proprietario e dei suoi amici. Il sito web del canale tv USA ha prima pubblicato e poi rimosso una serie di dichiarazioni sessiste di Kerry. Ovviamente l’interessato non le aveva mai pronunciate, ma era solo un errore di trascrizione del reporter. Intanto pero’ il sasso e’ stato lanciato (Fox Web site pulls false Kerry story).
Problemi simili per il blasonato Financial Times che sta cercando di difendersi dalle accuse della Collins Stewart Tullett circa un articolo pubblicato in agosto dal quotidiano finanziario. Il Financial Times avrebbe sostenuto, grazie a documenti forniti da un analista della Collins Stewart Tullett, che la compagnia aveva sofferto di una grossa perdita tra il 2003 ed il 2004 che avrebbe compromesso le prosepettive future (FT asks judge to throw out bulk of claim).
Sempre in materia di dire cio’ che si vuole fuorche’ quel che non e’ lecito non stupisce la decisione dei grandi media USA di rifiutare gli spot dell’ultimo film di Michal Moore Fahrenheit 9/11 che dal 5 ottobre esce in DVD. Una decisione incredibilmente trasversale che coinvolge tutti i network (ABC, CBS e NBC). A difendere Moore ci pensa il suo distributore: la Sony. In questo surreale gioco delle parti si sfiora il ridicolo. In prima battuta i 3 network avevano rifiutato la pubblicita’ nei soli programmi informativi, senonche’ poi hanno esteso questa definizione ad una ampia varieta’ di programmi (When Big Media Turns Right)
Intanto esce sempre negli USA un documentario che spiega il Patrioct Act (che riduce sensibilmente alcuni diritti civili) agli americani. Uncostitutional illustra tutte le pieghe della legge che gli stessi deputati che l’hanno votato dichiarano di non conoscere. Robert Greenwald, gia’ producer di Outfoxed ed Uncovered sui buchi dell’informazione, produce un documentario che ricostruisce la storia di una legge finita fuori controllo e di tutte le ramificazioni che ne hanno fatto uno straordinario grimaldello in mano all’amministrazione Bush (Runaway Train: The True Story of the U.S. Patriot Act).
Chiudiamo in bellezza con un articolo di USA Today, il tabloid popolare nordamericano che solitamente taglia le notizie con l’accetta. La diffusa testata USA sostiene che ormai il web e’ passato, la Cosa Nuova e’ ormai un miscuglio di reti mobili e wireless, di canali satellitari e gadget. In perfetto neweconomy-style si profetizza l’avvento di questa Internet 2.0 che dovrebbe spazzare via la vecchia versione ormai obsoleta. In cosa consiste la novita’? La rete diventa un servitore dell’individuo (consumatore diremmo noi). Un mix tra vecchie utopie alla Negroponte, immaginifici futuri alla Rifkin e sogni di eterna crescita. La crisi deve essere piu’ dura di quanto Bush ammetta (Next big thing: The Web as your servant)
TV AUDIENCES DECIDE REALITY BITES
TV product placement moves out of background
Creeping Fascism at Sinclair
FCC Can’t Block...i-Kerry Film: Powell
Fox Web site pulls false Kerry story
FT asks judge to throw out bulk of claim
When Big Media Turns Right
Runaway Train: The Tr... the U.S. Patriot Act
Next big thing: The Web as your servant













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