pubblicato il 21 Dicembre 2007 · 3,697 letture
Kyoto for singles 2, the Christmas challenge
di Silvia Minguzzi
Eccoci di nuovo qui con la rubrica “Kyoto for singles”: semplici azioni quotidiane per aiutare a preservare l’ambiente e risparmiare energia allo stesso tempo. Quale periodo migliore se non quello Natalizio per dare qualche succoso consiglio?
Consiglio n. 1: Plywood tree: un albero di Natale veramente “verde”.
Ho trovato questo articolo su ecoblog.it, e devo dire che l’intero sito e ricco di consigli e spunti interessanti per chi non vuole rinunciare al design, risparmiando in energia e consumi e guadagnandoci in originalita’.
Ecoblog.it offre davvero moltissime idée, e quella che ho scelto per il consiglio n.1 e’ il Plywood tree un curioso albero composto da pannelli di CNC ripiegati, che offre i seguenti pregi:
- Si ripiega minimizzando l’ingombro (sia domestico che in fase di trasporto)
- Può ovviamente essere riutilizzato ogni anno
- Come si legge da un rapporto online, l’impatto ambientale (calcolato secondo opportuni criteri) del Plywood tree è 5 volte inferiore rispetto a quello causato da un albero vivente trapiantato nell’ambiente domestico.
…e se questo non vi basta
- Ha un design assolutamente originale
Consiglio n. 2: Cibo, avanzi, avanzi e ancora avanzi
- Natural Wave: Perche’ non sfruttare a pieno il calore del nostro termosifone? E’ dicembre e le case sono ormai ben calde. Il nostro Natale ci ha lasciato una quantita’ si avanzi incredibile fatta di panettoni, pandori, e chi ci viene in aiuto? Il designer Byung-seok You ha realizzato una sorta di vassoio in ceramica pensato proprio per adagiarsi perfettamente sulla struttura del radiatore tradizionale.
Si chiama Natural Wave e può contenere tazze e dolciumi che a contatto con la ceramica riscaldata si manteranno caldi (…vuoi mettere il panettone caldo??). Semplice ed efficace ci puo’ consentire di sfruttare il calore emesso dai regolari caloriferi e sfruttarlo doppiamente senza invece utilizzare forni e micronode consumando ulteriore elettricita’. Altre idee qui.
- E dopo I fritti del 24 che si fa con l’olio? Questo consiglio utile arriva dritto dritto da uno dei meetup di Beppe Grillo, per la precisione quello di Mantova che si e’ rivelato davvero sensibile a questo tipo di problematiche, bravi! Il consiglio di Salvatore e’ quello di lasciar raffreddare l’olio e versarlo in un contenitore da 5 litri posto sotto il lavello. Quando è pieno portatelo nei centri ecologici.

Consiglio n 3: ancora le solite buste di plastica
Buste di tela invece che di plastica: non so neanche piu’ in che lingua dirlo… Ma vi pare che siamo ancora e di nuovo a parlare di plastica? Perche’ e’ cosi’ difficile abbandonare quelle orribili buste di ci rifilano al supermercato e usare una borsa di tela? Proviamo di nuovo cosi’: pensate che UNA borsa di plastica in meno non cambi nulla? Forse, ma cosa ne dite di 300 in meno ogni anno? Moltiplichiamo per un periodo come 10 anni, 3000 in meno. Una borsa di plastica pesa circa 10 grammi. In 10 anni quindi potreste evitare di disperdere nell’ambiente qualche cosa come 30 Kg di plastica…che ne dite, potreste cambiare qualcosa?

E per finire un paio di campagne pubblicitarie che hanno fatto breccia:
La prima e’ “I’m not a plastic Bag” lanciata dalla designer londinese Anya Hindmarch’s approdata a Whole Foods, supermercato biologico iperfancy di New York. Per saperne di piu’ leggi l’articolo qui. Neanche a dirlo i newyorkesi son impazziti….
La seconda e’ una campagna creata da EDF (clicca sulla foto per ingrandirla) corredata di bellissime fotografie realizzate da Jean-Yves Lemoigne.
Buona parte di energia prodotta (anche in modo non sostenibile) finisce dissipata a causa di inefficienza nei sistemi di erogazione. Un’altra grossa fetta di sprechi è pero’ da imputarsi a noi consumatori privati (e non). Dunque è bene parlare ed educare al risparmio, ma perché proprio i grandi produttori di energia ultimamente hanno iniziato a farlo? Viene il sospetto che tutta questa propaganda sia principalmente indirizzata a dare una tiratina a lucido all’immagine decisamente poco trasparente di questi colossi energetico/finanziario. Staremo a vedere!














Commenti
3 commenti per il momento.
Allora io l’albero pieghevole ce l’ho, però non lo uso più perché non sono cattolico (e allora perché ho l’albero? perché sono stato cattolico!). Per altro il mio albero è più bello di quello in foto (anche se più piccolo). Il calore dei termosifoni non è molto riutilizzabile a casa nostra (se non per asciugare velocemente un paio di calzettoni o una maglietta), non ci siamo quasi mai ed avendo le valvole ai caloriferi possiamo spegnere completamente l’impianto come se fosse autonomo. Quello dell’olio è invece un riciclo interessante, ma devo scoprire dove dovrei portarlo, il rischio è avere diversi litri di olio esausto in giro per casa (!). I sacchetti di plastica in parte li riusi utilizzandoli per i rifiuti. A proposito: la carta da riciclare andrebbe buttata dentro un sacchetto di carta e non di plastica.
Beh l’albero di cattolico ha davvero pochissimo, avessi detto il presepe….ma vabbeh, assecondo la tua avversione al periodo Natalizio, anche se non condivido.
Per i termosifoni sono felice per voi, qui negli Stati Uniti funziona che ti becchi il caldo che decide il Super (che non e’ un supereroe, ma una specie di portiere) per il tempo che decide il Super, quindi ti assicuro che un aggeggio del genere e’ piu’ che utile.
I sacchetti di plastica? Anche li’, qui te ne danno due anche se copri solo un po’ di latte, ne mettono uno dentro l’altro e per 10 cose torni a casa con 12 buste, non abbiamo abbastanza spazzatura per tutti quei sacchetti! Comunque in Italia i sacchetti di plastica li paghi, quindi, spazzatura permettendo, usare borse di tela non fa male, e non parlo solo della spesa al supermercato, ma anche quella che fai ai negozi di vestiti, per esempio.
Qui la regola vuole che la carta e il cartone siano dentro una busta di plastica trasparente, devo ancora capire il motivo.
L’albero è, come il presepe, un simbolo religioso (prima pagano poi protestante quindi anche cattolico infine è il simbolo del consumismo natalizio al pari di Babbo Natale): http://it.wikipedia.org/wiki/Albero_di_Natale
In USA non esiste la riunione condominiale per decidere i tempi del riscaldamento?!? Non so se è quasi meglio…
PS
nessuna avversione x il Natale, per carità, l’ho festeggiato fino all’anno scorso. Solo che mi chiedo che senso ha festeggiare una cosa nella quale non si crede. D’altronde non ho alcuna avversione per il ramadam o il 4 luglio, anche se non li festeggio.