pubblicato il 24 Gennaio 2002 · 2,633 letture
La controinformazione è morta. Comunicato messianico
di Clelia Bartoli
Dopo la morte di Dio, un altro avvenimento sbalordisce: la morte della controinformazione!
A decretarla é stato il gruppo nazionale comunicazione del Forum Sociale.
Infatti lí, in quel covo di contestatori di professione, di antagonisti per vocazione, di bastian contrari per indole si é liberato il canto di requiem per la defunta e compianta controinformazione.
La buonanima, effettivamente sorpassata, non aveva ancora trovato eredi a cui consegnare il suo mandato, ossia evitare che una comunicazione egemone, faziosa, stupida e instupidente avesse sempre l’ultima parola.
Pare peró, adesso, che un erede si prospetti?
Dalle parole scritte che trattengono i discorsi di quel 18 gennaio, emerge un sentimento comune a molti, o meglio un’intenzione: il rifiuto di competere con i grandi media.
Non imbrogliamoci peró, non é umiliante rassegnazione o sconsolato scetticismo. È quel pessimismo della ragione a cui, come insegna Gramsci, segue subito l’ottimismo della volontá.
Una lucida consapevolezza mostra l?incommensurabilitá delle forze del movimento contro quelle dei media istituzionali. E un laico opportunismo prescrive che si approfitti delle competenze e delle risorse sviluppate altrove.
Erede della controinformazione sará quindi:
- la ricerca di vie di comunicazioni non istituzionali, focalizzate sulle relazione personali, efficaci quanto solo la viva presenza degli interlocutori puó essere.
- lo stringere rapporti di collaborazione e di reciproca formazione/informazione con i professionisti del comunicare, per costruire un?immagine condivisa del movimento, che esplicandosi si chiarisca.













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