pubblicato il 13 Marzo 2002 · 2,547 letture
Le ragioni di chi non partecipa
di Clelia Bartoli
Perché non partecipi al forum sociale?L’egoista razionale
“Perché dovrei sprecare tempo ed energia con voi, che senso ha che mi dia pena per un mondo migliore; se mai qualcuno riuscirá a sollevarne le sorti, ne godró anche se non mi sono dato da fare? Impegnatevi voi in questa opera e io me no sto qua ad attendere di godere il frutto del vostro lavoro gratuitamente. E non mi venite a fare il discorso che se tutti la pensassero come me allora il mondo andrebbe a rotoli, di fatto la maggior parte la pensa come me, e non vedo perché proprio io dovrei essere quel fesso che fa il primo passo. Fatelo voi che vi diverte, io aspetto; se fallite non ho perso niente e se riuscite tanto meglio anche per me. Sarò egoista, ma razionale”.
La madre
“Perché non ho tempo. Frase banale, ma cosa vi volete aspettare da me: la perfetta italiana media, cultura media, reddito medio, altezza e intelligenza media, famiglia nella media. Ho due figli, due maschi per l’esattezza, faccio la spesa al supermercato e mi addormento davanti la televisione.
Il punto é che non ci incontriamo mai, forse mi passate accanto ma ci ignoriamo. Le nostre vite sono scandite da preoccupazioni troppo diverse.
No, non potete accusarmi di egoismo, di menefreghismo verso l’umanitá, con
tutta la cura che metto per quella piccola fetta di umanitá che mi é stata
assegnata, con quel poco tempo che mi rimane per me stessa, non sarebbe
giusto che mi diceste egoista.
Non leggo i vostri giornali, vedo la televisione, le mie paure e le mie
speranze sono diverse dalle vostre. Anche se ci incontrassimo non ci
capiremmo”.
L’immigrato
“Ho sognato a lungo l’Italia, l’Occidente. Mi piace la vostra civiltá. La
gente sta bene? o comunque sta meglio. Il mio paese é arretrato, é misero,
triste. Ho voglia di dimenticarlo.
Vorrei dimenticarmi la povertá, vorrei poter avere e dare, e smettere di
dovere dire grazie. Quando sto con voi, voi continuate a chiedermi del mio
paese, della cucina, delle feste, della lingua. Ma io ne sono fuggito, e a
fatica riesco a stare qua. E voi, tanto ospitali, mi ricacciate a fare lo
straniero, simpaticamente esotico. Voglio essere italiano, voglio comprare
e consumare, voglio le scarpe nike e il cellulare ultimo modello, non ho
voglia di rinunciare a qualcosa che non ho ancora avuto”.
La commerciante
“Sapete cosa significa tenere un negozio? Compromessi. Piccoli, grandi,
medi, ma giornalieri. Vendi la marca della multinazionale crudele, non
metti in regola il dipendente? non subito almeno, e per il controllo
sanitario devi interpellare qualche conoscente alla ASL. Questi
compromessi, piccoli, grandi, medi, inizialmente fanno male alla coscienza.
Non dura a lungo, peró, diventi facilmente avvezzo, l’assopisci. Le
responsabilitá della famiglia, la necessitá di campare nell’unico modo che
sono in grado di concepire, la normalitá di tutto ció agli occhi di amici e
parenti, questo spazza rapidamente via gli scrupoli, e ti costruisci
un’altra morale per sentirti a posto, una morale meno idealista, e forse
piú matura.
Come potrei mettere in discussione tutto questo? Frequentando i vostri
discorsi finirei per dovermi sentire sbagliata in tutto quello che faccio,
nel lavoro, nella famiglia, con gli amici, e perché dovrei poi mettere in
discussione tutto, senza che alcuna prospettiva sostitutiva mi si offrisse
come praticabile?”
La volontaria
“Perché dovrei partecipare al forum? Per il bene del mondo?
Io faccio volontariato, vado a trovare gli anziani che abitano da soli, gli
faccio un pó di compagnia, sbrigo qualche faccenda. Sono sicura che quello
che faccio diminuisce di una piccolissima frazione il dolore nel mondo. Che
certezze ho invece nel forum che quello che faccio dará qualche vantaggio?
Impiegando in questo modo quel pó di tempo libero che ho a disposizione,
sono sicura di essere utile a qualcuno; perché dovrei impiegarlo
diversamente?
La studioso sensibile
“Passo le mie giornate a studiare con attenzione le dinamiche sociali, le
virtú e le trappole della comunicazione, le categorie vecchie e nuove della
politica. Faccio questo con scrupolo, lo ritengo utile, importante per
un’azione nel sociale che sia coscienziosa. Ma questo mio lavoro non sembra
interessarvi, anzi con facilitá mi additereste come l’intellettuale in
poltrona che pensa molto e non fa. Fate bene voi, invece, ad agire senza
consapevolezza né riflessione, senza preoccuparvi di dar valore a quel
lavoro di sentita ricerca che molti studiosi hanno condotto in risposta a
esigenze reali, concrete, politiche. Sinceramente non partecipo perché mi
fate sentire inutile”.
L’esteta irrazionale
“È una questione di gusto se non partecipo. Non mi piace il clima,
l’ambiente, il tipo di persone. Non so darvi una ragione precisa. È una
sensazione che ho a pelle. Non mi piace la musica etnica, mi annoiano i
film impegnati, non mi entusiasma il look trasandato.
Tutto questo non c’entra gran che con la politica, oppure sí. Infondo le
nostre scelte non hanno quasi mai la loro radice in motivazioni razionali.
Forse anche voi pensate quello che pensate, o buona parte di quello che
pensate, perché vi trovate a vostro agio con il tipo di persone che la
pensano come voi. Credo che anche qualche importante sociologa l’abbia
sostenuto, le idee sono solo questioni di gusto”.
Il giovane di destra
“Ho 21 anni, voto a destra. Perché non saprei dirlo. Per quieto vivere in
famiglia forse, poi non é che me ne intenda gran che di partiti.
A volte penso all’ingiustizia, all’inquinamento e a tutti quegli altri
problemi e mi piacerebbe poter fare qualcosa. Ho anche pensato di venirvi a
trovare, ma ho paura che mi guardereste con sospetto, che mi dareste dello
stupido. Mi sentirei sotto processo, e non sarei nemmeno in grado di
difendermi, perché a destra ho sempre votato cosí, senza pensarci troppo”.
E voi come gli rispondereste?













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