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pubblicato il 05 Gennaio 2008 · 3,169 letture

Caramel: “à mon Beyrouth”

di Letizia Tavani

BeirutIn una Beirut fatiscente e anarcoide, fatta di insegne cadenti, militari che fermano coppie di ragazzi per “oltraggio al pudore” e cinture di sicurezza non indossate, cinque donne, cinque amiche, cinque storie, si intrecciano: i loro sguardi, i loro capelli, i loro corpi, i loro vissuti e i loro segreti. Dipingendo universi relazionali e stereotipi di genere con una gentilezza mai banale, come una carezza amorevole ad una cosa “Si belle” (come si chiama l’Istituto di Bellezza di Layale), dove diversi credi religiosi si mescolano sotto lo stesso tetto con naturalezza e i militari sembrano una presenza rognosa ma gestibile, un’eco un po’ lontana ma sempre fastidiosa, da schernire e da non accettare.

Un istituto di bellezza, Si belle, diventa lo scenario dove cinque donne si incontrano con le loro storie, fatte di pettinature e voluttuose cerette al caramello. Layale, la proprietaria, (interpretata dalla regista Nadine Labaki) bellissima e logorata dall’amore per un uomo sposato; Nisrine, che sta per sposare un uomo senza potergli dire che non è più vergine; Rima, un maschiaccio non molto consapevole delle sue tendenze omosessuali; Jamale, infelice madre di due figli e aspirante star, ossessionata dal proprio aspetto e dall’età, tanto da fingere le mestruazioni; e Rose, la sarta, che ha sacrificato e continua a sacrificare la sua vita e i suoi sogni prendendosi cura della sorella pazza, splendida macchietta del film. Le presenze maschili per lo più sono aleatorie, impalpabili, ma, fatta eccezione per l’amante di Layale, non negative: rese grazie agli sguardi e ai pensieri delle protagoniste, sono a seconda dei loro umori, dei loro progetti e dei loro desideri, un poliziotto romantico, un vecchio signore straniero che non potrà essere il principe azzurro, un fidanzato ostinato ma dolce.

Storie del Libano di oggi: fatto di cristiane che vivono con la famiglia finché non si sposano, di madri di famiglia che vivono per apparire e vogliono una vita autonoma, brillare ed esistere, fatto di giovani che si cercano senza avere forse alle spalle quella consapevolezza nella società in cui vivono che permetterebbe loro di accettarsi; fatto di ragazze con costumi da ragazze che coprono se stesse, i corpi come le loro scelte più intime, con le loro famiglie e i loro uomini. In una fotografia che sembra acquerellare le scene e una colonna sonora che ci coinvolge come fossimo anche noi un po’ lì, un po’ loro, quelle donne lontane.

Storie raccontate con una semplicità e una gentilezza incredibili, con sequenze deliziose come quella della telefonata in cui Layale parla con il suo amore aprendo spiragli tra le veneziane del negozio, come un gioco, e il poliziotto le parla come fosse lui al telefono, come fosse lui il suo amore mentre contempla “una bella ragazza alla finestra che mi guarda senza vedermi” e scene sensualissime come quelle in cui Rima fa lo shampoo alla sua cliente, la sua amata, facendolo diventare il loro appuntamento, silenzioso e delicati, la loro intimità fatta di sorrisi e massaggi amorevoli ai capelli.

Storie in cui tutti i temi sociali sono il contorno sfumato ma realissimo della verità e insieme universalità di ogni donna libanese di oggi e del suo mondo.

Scheda del film

Regia: Nadine Labaki
Produzione: Francia - Libano 2007
Distribuzione: Lady Film
Cast: Nadine Labaki, Yasmine Al Masri, Joanna Moukarzel, Gisèle Aouad, Adel Karam, Siham Haddad.

Sito ufficiale: http://www.bacfilms.com/site/caramel/

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