Newbrainframes - blog metropolitano

pubblicato il 27 Febbraio 2008 · 2,161 letture

L’Assaggiatore - Febbraio 2008

di Semmelweis

peraSe il Popolo è Sovrano, chi tenterà di avvelenarlo? E come? Sarà una pietanza servita da una multinazionale, o, più sottilmente, un film d’autore, un caso di cronaca, un libro dalla copertina accattivante, un decreto legge? Dopo anni di mitridatizzazione, con questa rubrica mi presto a fare l’assaggiatore del Re, a mio rischio e pericolo. E comincio subito con un avvertimento: ciò che ingrassa ammazza!

UN’INIZIATIVA

good luck la Moratoria su Ferrara

Ecco una sana campagna di autotutela mentale: un anno senza di lui è possibile, senza le sue sparate integraliste e la sua furia misogina! A dir la verità temo che il malefico pachiderma sia destinato a sperimentare prima o poi il TSO, visto che ormai ce ne spara tali e tante e con tali toni da predicatore che il suo equilibrio mentale sembra appeso al filo di una ragnatela.ferrara baciapile In tal caso l’iniziativa promossa dal settimanale Left sarà stata superflua.

Nel caso in cui però dovesse durare nella sua lucida follia cacofonica, allora forse la firma per questa moratoria per la difesa della vita dei nostri neuroni dalla sua aggressione verbale, non sarà stata inutile! Firma anche tu inviando un’email a segreteria@avvenimentionline.it con oggetto: UN ANNO SENZA FERRARA È POSSIBILE

UN FILM

succosoSignorinaeffe - di Wilma Labate

Questo film è una piccola perla nel limitato panorama cinematografico italiano. E’ difficile riassumere la quantità di immagini, evocazioni ed idee che Signorinaeffe è riuscita a trasmettermi in 95 minuti: appassionate lotte di fabbrica, profonda trasformazione dei personaggi, aspettative, speranze, delusioni, illusioni, identità e volontà e solitudine di quegli anni ‘80, vissuti dai protagonisti dell’ultima grande battaglia a viso aperto tra patronato e classe operaia, conclusasi con la marcia dei 40mila colletti bianchi.

Da allora, e fino ad oggi, è scoppiata una guerra fredda del capitale contro la forza lavoro. Da allora e fino ad oggi abbiamo visto arretrare gran parte delle battaglie degli anni 60 e 70, in termini di salari, diritti, dignità, sicurezza sul lavoro e qualità della vita fino a livelli inaccettabili. Traditi dall’inadeguatezza e connivenza delle classi dirigenti, quella industriale, quella politica e quella sindacale. Complici e foglie di fico:la globalizzazione forzata, il fallimento del socialismo reale, il caropetrolio, ecc. ecc.

In Signorinaeffe il consumarsi questo tradimento è lo sfondo per una storia eccezionale: la storia di una donna che cerca di realizzarsi umanamente e professionalmente, senza che le due cose necessariamente entrino in conflitto. Ed infatti il conflitto nasce non per ragioni oggettive, ma per l’invidia, l’odio che scatena un tentativo di realizzazione. Il sistema qui non è un’astrazione, ma è il terreno di un continuo scontro dialettico, di un piegarsi, opporsi, violare e scegliere se e fino a che punto essere umani.

UN’ESPERIENZA

tutta salute

Gas – gruppi di acquisto solidale

Premetto… I GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) sono una rete di centri di acquisto di generi alimentari (e non solo) che saltano tutti i passaggi intermedi della filiera logistica dell’alimentare, permettendo a noi acquirenti di accedere a prodotti freschi e biologici a prezzi accettabili, cioè senza che troppi intermediari ci ricarichino sopra, e senza spreco di risorse, inquinamento, sfruttamento dei produttori ecc… Ma in termini pratici com’è l’esperienza di un Gas? Nel mio caso, sofferta e soddisfacente:

gasNel lontano settembre 2007 contattai un Gas e chiesi di farne parte. Dopo 2/3 mesi di peripezie (non entravo in mailing list, non mi arrivava la posta, ero in black list ecc, finalmente a dicembre ho potuto effettuare il mio primo ordine settimanale di frutta e verdura. dopo 2 giorni la merce era disponibile, ma sfusa e da smistare. Attività alquanto noiosa ma che si divide equamente tra i partecipanti (leggi: più il gruppo è nutrito meglio è!). Diciamo che il lusso di acquistare al mercato un po’ mi manca (la scelta, la disponibilità immediata dei viveri) ma è solo una questione di abitudine. Ora comincio ad apprezzare anche gli aspetti positivi di questa modalità di approvvigionamento.

Consiglio quindi caldamente a tutt@ questo sistema di approvvigionamento settimanale per frutta e verdura, ma anche conserve, vino, succhi, e un ordine mensile di parmigiano, carne, formaggi, frutta secca, latte crudo…. per trovare il gruppo più vicino o per maggiori informazioni http://www.retegas.org/. Altrimenti basta chiedere alla più vicina una bottega di commercio equo e solidale, in genere hanno un loro Gas.

UNA RICETTA

succoso

il felafel

Continuo ad appassionarmi al mediterraneo ed alle sue tradizioni sincretiche. Questo piatto semplice e gustoso è sicuramente di matrice araba e di origine egiziana, ma è stato adottato anche dagli ebrei e ormai è diffuso in tutta Europa ontinentale, paradossalmente invadendo l’Italia da nord, come Annibale. Io ad esempio l’ho scoperto a Berlino!

felafelIngredienti: 450 g di ceci o fave bollite, 2 spicchi d’aglio tritati,1 cipolla media, 2 cucchia di foglie di coriandolo e prezzemolo tritati, 1 cucchiaino di cumino, mezzo cucchiaino di pepe di Caienna, mezzo cucchiaino di lievito in polvere, succo di limone, due cucchiaini di tahini, semi di sesamo, olio per friggere, acqua, sale e pepe q.b.

Tritate i legumi fino ad ottenere una crema. Aggiungete tutti gli altri ingredienti. Lasciate riposare 15 minuti. con le mani fate delle polpettine e lasciatele riposare 15 minuti in frigo e spolverate con il sesamo. Friggete nell’olio in padella, passate su carta assorbente e servite calde con yogurt o salsa acida al formaggio e pane arabo.
BISBILLE’!!!!

UN FILM IN DVD (e in Divx)

non ingoiare

Mein fuhrer, la veramente vera verità su Adolf Hitler

Ho letto recentemente che Chaplin disse che se avesse saputo quello che veramente stava succedendo in Germania, non avrebbe girato “Il Grande Dittatore”, opera comunque eccezionale ed accettata da tutti proprio perchè sappiamo che fu girata prima che il mondo scoprisse la portata dell’orrore hitleriano. Forse è per questo che ho avuto da subito il mal di pancia a veder descritto un Fuehrer ridicolo, a tratti umano, ora depresso, ora rabbioso, ora pacato, diciamo “psicanalizzato” ed umanizzato per renderlo un personaggio. Mi ricorda quei tentativi di umanizzazione degli animali domestici che parlerebbero, capirebbero, proverebbero emozioni, tentativi che partono spesso da chi nega umanità agli umani o ad alcune categorie di essi.

hitlerper tutto il film ci si domanda: perchè l’hanno girato? Non può far ridere (sarebbe come ridere di uno schizofrenico), non ci si può immedesimare, non gli si può riconoscere niente. Che sia impossibile un “personaggio Hitler” lo ha ben rappresentato Genna nel suo Romanzo. Impossibile perchè non rappresentabile, perchè troppo altro da noi. E, paradossalmente, è roprio questo il messaggio finale del lungometraggio. Ma questa sottigliezza del film è appunto troppo sottile e non espressa se non alla fine e - subliminalmente - nel curioso titolo. Nel frattempo sono passati 90 minuti di raccapriccio.

UN SITO INTERNET

succoso

G2 - Generazioni Seconde

Quando ho scoperto questo sito, dedicato ai figli di immigrati, ai loro problemi anche pratici, (come il riconoscimento di diritti, il confronto con un razzismo soprattutto istituzionale), mi sono chiesto se avessi il diritto di iscrivermi: sono venuto moro, occhi marroni e carnagione olivastra, insomma potrei passare inosservato in gran parte dei paesi del sud europa e del medio oriente.

In effetti il mio DNA riporta fedelmente informazioni sulle etnie che hanno popolato il mezzogiorno italiano, probabilmente coloni greci dei tempi bizantini, vista la radice ellenica del mio cognome. Ma altrettanto presenti (anche se apparentemente invisibili) sono le caratteristiche slave e ugro-finniche che il ceppo materno mi ha trasferito. Mia madre ha avuto il passaporto italiano quando già camminava e parlava, e l’Italia è stata la sua patria di adozione. La sua lingua madre era il tedesco, ma la matrice culturale magno greca di mio padre ha avuto la meglio nella mia educazione, e così ormai solo il mio genotipo parla lingue diverse dall’italico. Non posso dirmi un G2, o forse sì?

Roma è una spugna che assorbe tutto quello che la circonda. Nella mia vita ho conosciuto un solo Romano G7, una mosca bianca, e la sua somiglianza con gli abitanti della città di Liquian (Cina occidentale) effettivamente era straordinaria. Dalla breccia di Porta Pia, gli “esterni” non hanno più smesso di penetrarne le mura: inizialmente i paesani dell’entroterra, poi l’effetto centripeto si è allargato a tutto il meridione, al nord’africa e alle sponde orientali del mediterraneo. Fino ai recenti flussi provenienti da sud est asiatico, sudamerica, cina, europa dell’est. Mi è sembrato naturale allora iscrivermi alla rete G2, che è una realtà inclusiva, nazionale e di respiro globale. http://www.secondegenerazioni.it/

Parole chiave

, , , , , , , , , , , , , , ,

Commenti

Nessun commento per il momento.

  • Non ci sono ancora commenti, inizia tu!