pubblicato il 03 Marzo 2008 · 1,904 letture

Cronache da Alkatraz 3 - E’ tutt’ok

di Annamaria Ciampaglia

Client chiama server. Io sono il client: il server non risponde. Server error: non c’è niente. Dove sei? Rilancio la query, sulla base dati in cerca di risposte. Sybase mi restituisce una riga bianca e immacolata. Riprovo, riprovo, riprovo. Nulla. Dietro la webfarm si stende una specie di limbo grigio, uno spazio virtuale sordo, muto e insensibile.

Client chiama server. Io sono il client: il server non risponde. Server error: non c’è niente. Dove sei? Alzo lo sguardo. C’è qualcosa sospeso nell’aria: è una tensione, una specie di vibrazione sotterranea, che via via che passano i minuti, cresce.

E ’il brontolio d’un tuono dietro le montagne. E’ notte. A tratti intravedo il paesaggio: lampi e squarci improvvisi di luce che illuminano gruppi di case asserragliate nella valle. Le nubi sono nere e scure: è ancora lontano, ma tu sai che quello è un nubifragio…. Cerco di sorridere. Il sorriso scaccia l’ansia, le voci, la paura e le domande.

Se sorrido, i pensieri s’acquietano e mi permettono di vivere.Ma non spariscono mai. Schizofrenia, paranoia, sindrome depressiva, mania di persecuzione. “Faccia di Luna di Piena” dice che tu non esisti e m’insegna a combattere come un guerriero apache.

Sto imparando. L’importante è blindarli nelle carceri sotterranee della mente.

Funziona, ma non sempre: a volte sono costretta a chiamare le sentinelle. Il loro capo si chiama “E’TUTTO SOTTO CONTROLLO”. Interviene solo nei momenti peggiori.

Quando i miei ricordi si ribellano e cominciano a sbattere le ciotole sulle sbarre e a raccontare senza sosta. Di quando io e te c’eravamo ed eravamo due persone vere.

In quei momenti io esco sul terrazzo, di fronte ad un’ Alkatraz grigia e smisurata: e di nuovo tutta presa nella trappola di questo deyavu eterno, inizio a contare e ricontare le file di finestre che si arrampicano lungo le pareti, dritte, squadrate come tante caselline ordinate, persa nel fumo della mia sigaretta.

Ripercorro senza sosta il cerchio infinito della mia prigione: fuori e dentro di me.

In questo momento però qui nell’INTERPRICE, c’è un altro sistema d’allarme in funzione, oltre il mio. Ancora non abbiamo capito cosa stia succedendo, ma ci sono delle anomalie, ce ne stiamo gradualmente accorgendo, mentre svolgiamo le operazioni di routine.

Il problema è semplice quanto sconcertante: digitiamo i codici dei pazienti nelle webfarm[1] degli applicativi intranet[2] e non riceviamo alcuna risposta.

Proviamo su quelli in locale: ambulatori, day-hospital: nulla. Sembra non esserci nessuno.

E contemporaneamente, i miei ricordi, si stanno agitando.

Non so bene di cosa debbo preoccuparmi di più: il Sistema Informativo che sembra all’improvviso sordo e muto o la mia testa che oggi si è messa a girare per conto suo seguendo, in parallelo, il breackdown informatico.

Grande Capo “E’TUTTO SOTTO CONTROLLO”, però sonnecchia ancora, (anche se so che il suo sonno è vigile). Ma non posso permettere alla mia mente di assentarsi ora: sguinzaglio le sentinelle. Una si chiama “SMETTI DI PENSARE” , l’altra “E’ TUTT’OK”. Camminano tra i corridoi della mia speciale, personale prigione, quella che hai costruito tu e recitano la formula magica che riporterà tutto a posto: “calmi, calmi…ora vi darò da mangiare il cibo, della dimenticanza, berrete l’acqua finta dell’illusione che non sia accaduto nulla”.

Il tenente Lola, intanto tiene gli occhi fissi sul monitor e ogni tanto scuote la testa. Le labbra sono strette in una piega perplessa. Alle mie spalle Raul risponde al telefono. Si arrampica sulle solite domande:

“errore?” . Silenzio.“possibile…? Nessun errore?”. Raul ha la sua solita aria un po’ strafottente e sbuffa ma incrocia lo sguardo allarmato e serissimo del tenete Lola, che lo convince a riprovare. Ha assunto una sfumatura drammatica. Davanti a me Mr Xatt e Liajane stanno riprendendo posizione dopo la pausa sigaretta.

Lei ha gli occhi così chiari che mettono i brividi, li fissa sul monitor: vedo che anche la sua testa, di fronte a me inizia a scuotersi debolmente: “No…guarda qui Xatt…che ne dici?”. Esco da Sybase[3] e ridigito a caso i tuoi dati in una delle maschere applicative. Stavolta sono sorpresa anch’io. Nulla. Eppure un’attimo fa eri qui.

Il sistema restituisce sempre i dati anagrafici e tutti i dati sui precedenti ricoveri dei prigionieri di Alkatraz. Ogni comando è una query diretta a una base dati che gira su un server. I servizi attivano le risposte e gli allineatori trasmettono i dati tra i server e tra le basi dati. Qualcuno ha attinto da una logica personale e allo stesso tempo fantastica i loro nomi: XXXer11, che allinea anche i tuoi dati, va da dedalus ad artemis. Tu eri nel day-service di oculistica e quindi XXXer11 come un trenino merci porta il tuo intervento di cataratta codificato secondo la nomenclatura ufficiale del nostro sistema sanitario e i simboli e i codici del nostro SISTEMA BASE, dal server dell’accettazione, dedalus, appunto, a quello del day-service, artemis. E quindi se io chiedo alla base dati su cui tutti i server girano di restituirmi il tuo falso nome, cognome e indirizzo, non puoi non comparire!

Attenta, una query non è come una formula magica. Queste sono tutte cose vere.

Qui non ci sono tracce. Neanche d’errori. Né lineare A né B…

“…Mio Dio, debbo chiamare il capo delle sentinelle”: la voce di “E’TUTT’OK è molto allarmata. Ha posato il manganello a terra, si è seduta su uno sgabello e scuote la testa tutta preoccupata. “Ma no” la rincuora “SMETTI DI PENSARE”: basta una pillola di Sedatol, il sorriso di Mr.Craig, il presente, la diagnosi di Faccia di Luna Piena e il suo percorso di risalita.

Sei telefoni squillano contemporaneamente. Le stanze segrete della mia testa si stanno riempiendo di domande.

Rispondiamo tutti. Alziamo le cornette all’unisono “errore?”

La caposala di ortopedia, il generale De Salaris di Cardiologia, l’addetto alla portineria, l’infermiere Patri dell’Emodialisi , la Caposala del Pronto Soccorso, il Caporal Maggiore Maricucci, rispondono in coro, sospesi in 6 posti diversi della stessa prigione ma tutti con lo stesso accento stupito, frettoloso e arrabbiato :

“Nessun errore…non ci sono dati…qui non c’è più niente”

Tutti e sei ci guardiamo negli occhi. Un istante di silenzio, poi, partiamo:“ricontrolliamo tutto: server, allineatori, macchine…”

Il tenente Lola tamburella una raffica di query sulla tastiera. Tiene la mano davanti alla bocca, appoggiata e con l’indice sfiora la punta del naso.

“E’ tutto in piedi” Ci guarda tutti e scuote la testa. Sono quasi sicura che stia per accasciarsi sulla tastiera.

Tutto il sistema è in piedi e perfettamente in funzione: solo che i vagoncini degli allineatori sono tutti vuoti e sono vuote tutte le basi dati.

In pratica è un involucro privo di senso. Paura…è proprio paura…fino a un attimo fa era solo preoccupazione…poi una serie di lucette nelle pupille del Tenente Lola sono passate velocemente dal verde all’arancione al giallo…al rosso fuoco…

“abbassate le cornette”. Restiamo immobili. “ho detto, giù…”

La sua voce sale di tono. Tremola. C’è un silenzio buffo, imbrazzato…mai esistito. L’Interprise sembra sul punto di esplodere.

“Mio Dio” dice il tenente Lola “ qui saltando tutto in aria….”

Le ciotole sbattono furiosamente contro le sbarre.

….Continua

[1] Le webfarm sono le schermate che si visualizzano per ciascun sistema di gestione delle aree dell’ospedale e su cui tutto il personale giornalmente lavora.
[2] Rete internet interna all’ospedale
[3] Sistema che si connette ai server e alle relative basi dati e permette di visualizzare e interrogare le basi dati attraverso un apposito linguaggio

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