pubblicato il 03 Aprile 2008 · 1,030 letture
Non è un paese per vecchi.
di Letizia Tavani
I grandi maestri sono quelli che riescono a muoversi tra i diversi codici e generi, a padroneggiarne registri affascinando il pubblico meno esperto, ammiccando allo sguardo più navigato, a piegarli per raggiungere lo scopo di narrarci insieme alla loro storia, ancora e ancora, la cruda assurdità del reale in tutta la sua bellezza.
Altman e Antonioni lo erano, grandi maestri: in modi ovviamente differenti e distanti tra loro, erano in grado di prenderci per mano e farci attraversare cliché disvelandoci di volta in volta una nuova porzione dell’essere e del comportamento umano. Lo sono stati, autori, grandi nomi del passato che il cinema non piangerà mai abbastanza. Lo sono ancora oggi Scorsese, Chabrol, Lynch… riesce - in parte - ad esserlo Tarantino.
Grandi maestri sono sicuramente Joel e Ethan Coen, tra i pochi veri autori del cinema di oggi e, da Fargo a L’uomo che non c’era, non è certo una novità.
E Non è un paese per vecchi, il loro ultimo lavoro, non è certo da meno. Qui una fotografia eccezionale, che sembra cercare nei paesaggi semi-desertici a ridosso della frontiera con il Messico il senso della presenza dell’uomo nel mondo, si accosta all’iperbole sfrontata, dell’uccisione, reiterata fino al non senso, dell’uomo sull’uomo con l’arnese con cui si fanno fuori gli animali da macello, della caccia all’uomo sfacciatamente inverosimile e, allo stesso tempo, all’istinto di sopravvivere per sopravvivere, alle false speranze di farcela che si scontrano con l’inesorabile destino di morte che aspetta persino l’uomo più tenace.
E lo lascia solo proprio nel momento più importante della sua esistenza: non ci fa assistere a quel momento, non ce ne fa conoscere i particolari, non ci permette di avvicinarci, manifestando un tatto e una delicata sensibilità per la comune vicenda umana che la scelta del grottesco non può inficiare. Neanche quando tinge questo brullo mondo di piccola provincia ai confini del mondo di improbabili nomi lunghissimi o doppi, né quando richiama, attraverso i suoi personaggi altri mondi filmici, facendo il verso ai loro personaggi drammatici, come nel caso di Tommy Lee Jones - già ex-militare protagonista ne La valle di Elah, dell’indagine più difficile, la scoperta di come può vivere e morire il proprio figlio - qui sceriffo ma soprattutto navigato e prudente spettatore della miseria e della violenza umana – senza per questo essersene assuefatto - ormai saggiamente pronto a dispensare consigli come ad andare in pensione.
Tratto dal celebre romanzo di McCarthy, candidato meritatamente a 8 premi Oscar, di cui ne ha vinti solo (!) 4, ci regala una splendida interpretazione di Javier Bardem (oltre alla sua grandiosa pettinatura) che, con il suo personaggio, ci ricorda fino ad esplicitarlo con il dialogo finale, in un lamento senza lacrime, del nulla senza passato, e senza quindi la dignità del vissuto, che è sempre lì pronto ad inghiottirci.
Scheda film
Titolo originale: No Country for Old Men
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Interpreti principali: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper
Genere: Thriller, colore 122 minuti
Produzione USA 2007
Distribuzione Universal Pictures













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