pubblicato il 16 Agosto 1999 · 2,895 letture
Linee di intesa tra Istituzioni e Società
di Stefano Minguzzi
Il fallimento dell’Accordo Comune-Associazioni ha creato un vuoto nella scena telematica italiana: Roma da punto di interessante sperimentazione si è involuta fino a divenire terra di nessuno. A questo punto urge una nuova piattaforma con cui rilanciare la Rete Civica Romana e quindi tutta la telematica noprofit capitolina. Il rischio è che alla pubblicistica della new economy e dell’uso commerciale della rete non corrisponda nient’altro se non produzioni editoriali di dubbia portata.
LA SITUAZIONE
La concessione di spazio all’interno della rete civica � stata di regolamentata tramite una serie di norme di comportamento, volte a separare compiti e responsabilit� tra Comune e Associazioni. Allo stato attuale la Rete Civica � per� morta, incapace di attrarre a s� altri soggetti e di movimentare quelli attualmente presenti, questo a causa dell’Accordo stesso che la regola.
Ripercorrendo un percorso elaborato in passato si cerca di creare un collegamento tra le esperienze passate e situazione odierna. Un primo passo � quello di riunire le varie componenti della Rete Civica e stabilire una piattaforma di azione che serva a creare un progetto Rete Civica.
Cosa serve una rete civica? In primo luogo � un’opportunit� di aggiornamento per l’esistente. Mi spiego: un’amminitrazione, una citt�, un tessuto sociale o economico pu� sfruttare la telematica come potente motore di rilancio, imprimere quindi un’accelerazione che permetta di superare i tradizionali ostacoli.
1) Roma deve chiedere ad una rete civica prima di tutto un ammodernamento della macchina burocratica tramite le potenzialit� tecniche della telematica e su questo punto l’Assessore Gramaglia si sta muovendo bene. Piuttosto carente al contrario il dibattito su forme di democrazia diretta finora lasciate abbandonate all’applicazione delle Riforma Bassanini. Un impegno pi� forte e deciso da parte del Comune nei confronti di Universit� e Associazioni potrebbe aprire nuove prospettive e opportunit�.
2) Un secondo passo � quello di costruire un unico vettore per le varie esperienze nel campo della new economy: quindi aprire spazi non solo al mondo del noprofit, ma anche a quello del profit cercando di creare una serie di occasioni di incontro e crescita comune soprattutto sui temi della formazione e della ricerca.
Bisogna perci� definire una serie di utilities in grado di valorizzare i soggetti aderenti: penso ad uno spazio per la pubblicizzazione delle iniziative che ogni singola associazione realizza, non solo sul sito della Rete Civica, ma con un mirror anche negli spazi comunali.
La funzione delle utilities � fondamentale per creare un vantaggio visibile ed una attrativit� per le realt� telematiche presenti a Roma e finora sviluppatesi autonomamente.
Un secondo punto che evidentemente � da approfondire � l’interazione Eurolaboratorio-Rete Civica: al fine di creare un circolo virtuoso che permetta di sfruttare i singoli progetti europei per finanziare non solo l’implementazione della Sistema informatico comunale, ma anche per fornire un plusvalore tangibile al cittadino, finora del tutto indifferente alla Rete Civica.
Una volta definite le utilities e organizzato il motore che crei un flusso discreto di risorse economiche bisogner� organizzare una struttura permanente che sviluppi la rete civica (partendo prima di tutto dall’interfaccia). Sarebbe ottimale puntare su una Spa al 100% del Comune di Roma, stornando personale dalla Vicedirezione Generale e acquisendone eventualmente di nuovo per creare un soggeto in grado di muoversi pi� agilmente in un settore in movimento troppo rapido per essere governato da una struttura burocratizzata come quella comunale.
Questa Spa deve essere affiancata da una Consulta (vedi Statuto del Consiglio Comunale) che rappresenti in modo certo il punto di vista della societ� civile. In questo modo si va ben oltre al semplice Gruppo Cittadino e si inserisce questo organo di controllo e pianificazione in un quadro istituzionale certo.
La Spa formata dal Comune dovrebbe quindi svolgere funzioni di formazione, di promozione dei punti di accesso ad Internet gratuiti (eventualmente tramite prestiti d’onore) e sviluppo di progetti che sviluppino una visione noprofit della telematica anche facendo ricorso a figure professionali esterne.













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