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pubblicato il 13 Maggio 2008 · 667 letture

Le note intime de “La Banda”

di Letizia Tavani

La Banda della Polizia di Alessandria d’Egitto, invitata a suonare all’inaugurazione del Centro di Cultura Arabo di un moderno e vitale paesino Israeliano, si perde in una remota e desertica cittadina, istaurando con essa, con i suoi abitanti, con quello in cui sta inciampando di Israele un delicato quanto intimo rapporto fatto di umanità ed ironia…

Nonostante l’ambientazione, infatti, che potrebbe far pensare al più succoso e cinico umorismo noirpolitik, La locandinaBanda si afferma sui nostri sorrisi grazie ad una sottile ironia che accompagna azioni e percorsi - in alcuni casi vere e proprie gag - di tutti i personaggi e, soprattutto, perché abdica ai temi dello scontro di civiltà, della rivalità politico-religiosa, lasciandoli come soffuso sottofondo che da una parte tenga altissima la nostra curiosità, dall’altra non disperda l’intenzione dell’autore di fare di questo film una sorta di viaggio esistenziale alla scoperta dell’uomo e dell’amore. In tutta la sua banalità e bellezza.

Dove la musica è quel gesto, più o meno sonoro, che permette agli uomini di raccontare se stessi e di avvicinarsi all’altro oltre le parole dette; che consente a delle anime di passaggio di rivelare, in una sera soltanto, il proprio intimo, “come un concerto che finisce di colpo, né triste, né allegro”.

Ecco allora che la narrazione si colora di momenti di delicata e toccante intensità come nella danza delle mani del colonnello che mostra alla locandiera come si dirige un’orchestra e cosa si prova. Oppure nella gag dell’approccio all’altro sesso di due ragazzi israeliani guidato - a suon di gesti ed esempi senza farsi scoprire - da Haled, che si scopre, quindi, insieme Don Giovanni e Cupido.

And so on.

Un film intimo, quindi - ma non introvertito - delicato e toccante ma anche profondamente ironico, dove la dialettica dell’esistenza umana sembra giocarsi tra il mettersi e non potersi mettere in posa, le proprie divise bluastre e sgualcite sempre ben calzate e il proprio ruolo preservato e mai tradito, riservando ai silenzi, alle pause e, soprattutto, alla musica la propria più incoffessata e privata espressione di sé come essere umano.

SCHEDA FILM

Titolo originale: Bikur Ha-Tizmoret
Regia: Eran Kolirin
Sceneggiatura: Eran Kolirin
Fotografia: Shai Goldman
Musiche: Habib Shehadeh Hanna
Montaggio: Arik Lahav Leibovitz
Anno: 2007
Nazione: Israele / Francia
Distribuzione: Mikado
Durata: 90′
Data uscita in Italia: 21 marzo 2008
Genere: commedia

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