Newbrainframes - blog metropolitano

tag: , , , , ,

coprifuoco, cenere, pogrom (chi non scappa brucia)

di Babsi Jones · 19 Marzo 2004

pogrom pó|grom s.m.inv. TS stor., spec. nella russia zarista, rivolta popolare antisemita spesso incoraggiata dal potere centrale, accompagnata da saccheggi, devastazioni, massacri | CO estens., violenta persecuzione contro una minoranza etnica o religiosa.(questo articolo e’ stato pubblicato su www.exju.org)

coprifuoco in kosovo. sperando che i morti non raddoppino, triplichino. li conto. li conto a caso, refreshando i.net, unica agenzia che non ha smesso di funzionare. 31 morti e oltre 500 feriti in appena 48 ore. 34 soldati della kfor e 61 agenti di polizia fra i feriti. li conto, annoto i nomi, senza un ordine preciso; so che non servirá a niente. peter jovanovic e i suoi tre nipoti, una bomba li ha fatti a pezzi oggi a gnjilane, che si direbbe ormai interamente ridotta in cenere: i serbi di gnjilane sono stati evacuati a silovo e koretiste, ma questa via crucis non porterá a nulla. come agnelli al massacro scappano, di villaggio in villaggio, i terroristi albanesi li ritrovano e li incendiano: chi non scappa esplode, chi non scappa brucia. conosciamo il copione: é solo che i giornali di mezzo mondo quei terroristi li chiama ancora “dimostranti”. coprifuoco: pare che l’onu stessa sia asserragliata, in questo pogrom pianificato e coordinato a perfezione. una strage, villaggio per villaggio, strada per strada. battaglia nel cuore di prizren, 48 abitazioni di serbi carbonizzate, quattro chiese, un monastero e il palazzo episcopale: oggi gli albanesi hanno attaccato il comando onu che, dice ansa, ha fatto il possibile. ma cos’é il possibile in questa carneficina impossibile? ho perso il conto delle agenzie, si accavallano. arde anche svinjare, poco distante da mitrovica. coprifuoco, coprifuoco totale, nella speranza che non si moltiplichino i morti, i feriti. ma siamo alla guerra civile, ed é guerra civile a senso unico: un pogrom, appunto, ché i serbi in kosovo non hanno con cosa difendersi o chi li difenda. le forze serbe - che in base alla risoluzione 1244 delle nazioni unite potevano e dovevano rientrare - sono a disposizione: potrebbero proteggere la popolazione, evitare lo scempio: il no secco della nato é arrivato oggi. unica misura straordinaria, 700 soldati britannici e 170 dirottati su pristina dalla bosnia (fra cui 100 carabinieri italiani) di rinforzo, che sembrano una goccia d?acqua in un mare di sangue: suppongo che la differenza fra 20mila e 21mila soldatini di piombo, ostaggi (compiacenti?) dell?irredentismo albanese, sia nulla. quanto é preparato e premeditato, questo pogrom? totalmente, si direbbe dall?organizzazione e dalle reazioni pseudoparlamentari. la folla imbestialita é in realtá un esercito compatto, armato di tutto punto di granate, molotov e bombe a mano, come é immaginabile che accada in una regione il cui unico corpo di polizia (sic) é il TMK, ovvero il riciclaggio legalizzato dell?UCK, la formazione terrorista poi sdoganata dalla nato (provvisionato lo spiega meglio di me). ogni albanese, in kosovo, puó o deve far parte di questo mastodontico tritacarne antiserbo, ed ogni albanese puó e deve domandare una sola opzione: indipendenza, via i serbi dalla regione, via i serbi per sempre: vivi, sotto forma di profughi, o morti. é quello che hanno domandato, con un tempismo fatale e assassino, i deputati kosovari albanesi oggi pomeriggio. indipendenza: non vogliono altro, non sentono altro. ancora fiamme a mitrovica, a caljavica, a obilic e lipljan, dove facendosi strada con il lancio di bottiglie incendiarie gli albanesi vanno verso la chiesa ortodossa. e sono 14, le chiese e i monasteri perduti stanotte, di cui non rimane che cenere: compreso il complesso antichissimo di djakovica dedicato all’ascensione e che fino a ieri sera i paracadutisti italiani della folgore avevano strenuamente difeso dopo aver portato in salvo le quattro anziane suore che vivevano all’interno, scrive ansa balcani. e la chiesa di sveti ilija a vucitrn (che voi forse chiamate skanderaj, in albanese, non so). giá, mi accorgo che farete fatica a riconoscere la toponomastica: io adopero i termini costituzionali, ufficiali, in serbocroato: ormai i giornali adottano soltanto quelli albanesi, peje, obiliq, gjakove, perché la puzza d’indipendenza comincia ad alzarsi fortissima: questa settimana sembra essere il finale d’una partita che i serbi hanno perduto quando hanno scelto di difendersi con l’evidenza della veritá e non con gli assegni staccati alle agenzie di propaganda internazionale. i giornali li chiamano scontri, parlano solo di violenza interetnica: menzogne. questo é un pogrom. la folla albanese é armata fino ai denti, le azioni erano programmate; come dice nebojsa covic, affinché si parli di scontri é necessario che vi siano due parti a combattere: se solo una combatte, e l’altra soccombe o scappa, puó chiamarsi soltanto massacro. ieri sera a belgrado un gruppo di facinorosi ha tentato di dar fuoco alla moschea, per reazione, per rabbia (sono stati fermati, si ricostruiranno le parti danneggiate, la moschea é ancora lí): sono passate meno di venti ore, e il ministro dell’interno jocic ha comunicato di aver giá arrestato tutti i responsabili dei vandalismi: sono ottantanove, e naturalmente verranno processati. per la notte dei cristalli, la kristalna no? che sta radendo il kosovo al suolo, non ci saranno processi. non ci saranno funerali, non ci saranno colpevoli, non ci saranno rimpianti. ma ci saranno altre guerre, credetemi. ovo je balkan.

ps. benvenuta, repubblica, é suonata la sveglia in ritardo? l’attacco ai serbi é scattato improvvisamente in tutto il kosovo, il comandante delle truppe italiane: “serviva solo un pretesto, era tutto programmato, questa é pulizia etnica, gli albanesi vanno di casa in casa per uccidere, anche il personale onu é in pericolo. pronta l’evacuazione.

aAAAAA
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

Commenti