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There is hope

di Annamaria Ciampaglia · 06 Ottobre 2005

Roger Waters presenta all’Auditorium CA IRA. In scena: gli attori della rivoluzione francese del 1789, la brutalità, i sogni, le bassezze e la grande forza rigeneratrice dell’evento che ha cambiato il mondo. Al titolo dell’opera segue il messaggio “There is hope…” La forza dei pensieri e delle idee, l’impatto travolgente di tutte le volonta’, puo’ fare luce nella notte, come tante piccole candele, unite insieme…Nella sala ospiti dell’Auditorium, in attesa di Roger Waters, non si parla dei Pink Floyd. Le locandine mostrano la bellissima copertina di CA IRA nei colori oro, rosso, bianco, argento e blu che verra’ presentato in anteprima mondiale proprio all’auditorium il 17 novembre. Si aspetta di capire, se Roger Waters, autore di un opera lirica in tre atti, sia lo stesso delle parole nere sul bianco del muro indimenticabile…

Arriva serissimo, in jeans, camicia chiara e giacca scura. Di persona sembra piu’ giovane rispetto alle foto e le interviste alla televisione, non sorride, ma non e’ infastidito dalla corte (in realta’ molto discreta e rispettosa) di fan e fotografi.

“Non presenterò CA IRA, ma rispondero’ soltanto alle vostre domande”, esordisce, dopo la presentazione degli organizzatori. La sensazione e’ quella di avere di fronte oltre che a un gigante della musica rock, un uomo dall’apparenza piuttosto fredda ma con dentro un vulcano in continua eruzione…

Ripercorre la storia di CA IRA, ricordando soprattutto il grande sforzo sostenuto per la traduzione in inglese delle parole del libretto. Poi a chi gli chiede come sia stato possibile partorire l’idea di un’opera sulla rivoluzione francese, risponde “una cosa, bisogna sentirla prima dentro, poi esternarla…, questo e’ il trucco”.

L’attualità della rivoluzione francese, spiega Waters, e’ fin troppo evidente: prima dell’abbattersi della ghigliottina e del Terrore, un popolo oppresso dall’ingiustizia e la poverta’ si ribella in nome di ideali di uguaglianza, liberta’ e fraternita’. Una grande onda rinnovatrice rovescia l’ordine costituito e ne fonda uno nuovo, basato sulla dichiarazione dei diritti dell’uomo, che e’ globale per la sua forza gigantesca, che si proiettera’ attraverso i secoli…. Questo e’ quanto potrebbe avvenire nel mondo oggi, se non si trova una via per conciliare le posizioni estreme e alleviare le esigenze dei piu’ poveri.

La vera rivoluzione per Roger Waters, matura dentro ognuno di noi, quando usciamo allo scoperto, sempre piu’ numerosi, fino a impegnare e costringere l’azione dei governi ad una lotta planetaria contro l’ingiustizia delle disuguaglianze. Una parte del libretto di CA IRA fa riferimento proprio alla possibilita’ che i governi agiscano per affrontare il dramma della poverta’ “Non bisogna essere una rock star, per capire queste cose, ma basta guardare il telegiornale” D’altronde, Waters dichiara di aver attinto e sviluppato la sua attenzione per la storia e le rivoluzioni dalla madre attivista comunista e il padre, sepolto ad Anzio durante lo sbarco del 1944.

Alcuni critici hanno attribuito l’idea di CA IRA a un capriccio dovuto all’approssimarsi della mezza eta’, una sorta di scelta tra lo scrivere un opera o comprare un auto sportiva “Chi ha detto questo” risponde Waters “e’ profondamente ignorante e non ha la minima idea di quanto sia duro e difficile creare qualcosa…”, poi finalmente sorride “e poi, la macchina sportiva gia’ ce l’ho”.

“Potrebbe esserci un altro evento storico in grado di scatenare la sua fantasia…?”

Roger Waters alza leggermente le mani e sorride ancora “La creazione….”

Quasi da copione arriva la domanda sulla possibile riunione dei Pink Floyd. Waters definisce l’esperienza del Live 8 molto emozionante ma apre non piu’ di uno spiraglio alle speranze dei fans “forse…”

Infine, rispetto a possibili critiche dei puristi della lirica risponde “non esistono i puristi della musica”.esiste la musica, che crea emozione…

aAAAAA
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