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Be kind Rewind, di Michel Gondry
di Letizia Tavani · 13 Giugno 2008
Il nuovo film di Michel Gondry, tra eccentrici omaggi al cinema e alla sua creatività fatta anche di niente, citazioni improbabili e spesso esilaranti, piccoli viedo-noleggi di quartiere e un duo di personaggi con dialoghi alla Kevin Smith… Una caduta di tono rispetto ai livelli a cui ci aveva abituato - cfr Eternal sunshine of a spotless mind e l’Arte del sogno - certo, ma se questa è una caduta di tono…
Un angolo che potrebbe essere tranquillamente di Orchard Street, Little Italy NYC, e invece è il Jersey o qualcosa di simile. Un negozietto, un noleggio di film in VHS come ne sopravvivono ancora pochissimi in giro per le città, il suo proprietario, un giovane dipendente che tratta come un figlio o un nipote e il suo amico, maniaco esaltato, ossessivamente fobico nei confronti delle radiazioni e della centrale elettrica del posto.
La storia, visto che si tratta di Gondry, non va ovviamente da sé: dopo un’introduzione un po’ fiacca, il plot prende la piega inaspettata:
- dello scimmiottamento della fantascienza di Serie B (?) con gli effetti delle radiazioni su Jerry; delle trovate immaginifiche per simulare effetti filmici, referenziando attraverso gli oggetti più impensati (una pizza per una chiazza di sangue, mani di bianchi e di neri per i tasti di un pianoforte etc…) il binomio indissolubile tra necessità/tentazione di realismo ed eimprescindibilità/bisogno di finzione del racconto cinematografico;
- delle citazioni strampalate, goffe e stupende allo stesso tempo, che manifestano quell’amore per il cinema così com’è, in tutte le sue forme, che forse stiamo tutti un po’ perdendo;
- dei video-noleggi di quartiere che soccombono alle leggi del mercato e dell’edilizia, alla concorrenza delle grandi catene e all’appiattimento dell’offerta;
- del bisogno da parte del pubblico, nel maroccare i film e poi nel crearne uno ex-novo che riscriva completamente la storia come la gente vorrebbe che sia andata, di riappropriarsi del messaggio filmico come cinematografico, del suo spazio e del suo tempo. Semplicemente, non per sentirsi ancora e ancora raccontato, ma finalmente raccontare. E raccontando, raccontare se stesso. Con le sue parole, le sue trovate da niente, i suoi effetti improbabili, i suoi soggetti discutibili, le sue bugie.
Certo le invenzioni immaginifiche non reggono il confronto con il sogno - mi si perdoni iil gioco di parole - dell’Arte del Sogno, i dialoghi soprattutto all’inizio stentano alla ricerca della battuta d’effetto, il soggetto in sé richiedeva forse un labor limae più minuto/minuzioso.
Eppure la genialità e il candore esilaranti con cui Gondry si avvicina a certi temi, e, attraverso di essi, si avvicina al cinema, come una carezza, ci raccontano la passione di un cinema e di un pubblico che, a breve, probabilmente, sopravviveranno solo in questo suo film.
Credo possa bastare… “e - quindi - smetto di scrivere perché smetto di scrivere”.
SCHEDA FILM
Regia: Michel Gondry
Sceneggiatura: Michel Gondry
Attori: Jack Black, Mos Def, Danny Glover, Mia Farrow, Melonie Diaz, Matt Walsh, Marcus Carl Franklin, Arjay Smith, Paul Dinello, P.J. Byrne, Dennis Albanese, Blake Hightower
Produzione: Partizan
Distribuzione: BIM distribuzione
Paese: USA 2008
Uscita Cinema: 23/05/2008
Genere: Commedia
Durata: 101 Min



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