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Caro petrolio, caro energia, quali soluzioni?
di Stefano Minguzzi · 14 Luglio 2008
Il petrolio continua la sua scalata in direzione 200 dollari al barile, la benzina sfonda quota 1,60 euro/litro, le bollette energetiche (luce, gas e riscaldamento) volano e di conseguenza si alzano i prezzi di tutti quei beni alimentari che vengono trasportati da lontano. Siamo arrivati ad un punto di svolta? Oppure è solo una delle tante recessioni energetiche dalle quali usciremo prima o poi? Ma soprattutto quanto questa situazione pesa sui consumi e sulle scelte di vita?





Commenti
Un articolo interessante che rimbalza in rete in questi giorni è quello di Grove (lo stesso della legge di Grove che prediva la crescita di velocità dei processori in funzione del tempo). L’ex CEO della INTEL su American scrive un articolo sul nostro futuro elettrico (http://www.american.com/archive/2008/july-august-magazine-contents/our-electric-future) che in sostanza sposta l’attenzione dall’indipendenza nazionale (USA) nella produzione di elettricità a quella di “resilience”. In sostanza Grove sostiene che la cosa migliore è utilizzare l’energia elettrica come uno standard energetico invece di usare come fonti di energia carbone o petrolio. Perché? Non sono sicuro di aver capito il ragionamento di Grove, ma mi pare che il punto sia che l’energia elettrica è più “compatibile” di altre forme di energia in quanto la si può ottenere da altre fonti energetiche realizzando un mix.
Interessante l’idea della distribuzione della produzione di elettricità. L’idea di base è quella di avere una moltitudine di punti semi-autonomi invece che pochi punti che producono ed una miriade di punti che consumano. E’ ovvio che per far andare una acciaieria (o alimentare un treno) comunque serviranno delle centrali, ma indubbiamente questo approccio ha il pregio di rendere consapevoli i consumatori di energia del costo della produzione e riduce i costi di rete (un elettrodotto che arriva in cima alla montagna non è gratis).