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pubblicato il 26 Aprile 2005 · 3,003 letture

Paesi in via di sviluppo sostenibile

di Stefano Minguzzi

I paevi in via di sviluppo potrebbero non essere obbligati a seguire lo stesso sentireo verso l’industrializzazione del mondo occidentale.

Su SciDev.net di questo mese due articolo molto interessanti su che strada possono/devono seguire i paesi in via di sviluppo (PVS) per chiudere il fossato che li tiene ben lontani dai nostri standard di vita.

Nel primo (Poor nations ‘rich in renewable energy potential’) si sottolinea l’enorme potenziale che i PVS hanno in termini di applicabilita’ e sviluppo delle energie alternative. L’ipotesi dell’UNEP (agenzia dell’ONU) e’ che i PVS potrebbero ricavare gran parte dell’energia necessaria dalle fonti rinnovabili (eoliche o solari) superando il gap costituito dalla mancanza di infrastrutture e di grossi centri finanziari in grado di creare ex-novo reti distributive importanti.

Nel secondo articolo invece si sottolinea quanto i PVS abbiano piu’ bisogno di democrazia a livello sociale che di un modello neolibersita dell’economia (African S&T needs social democracy not neoliberalism). Il ragionamento e’ il seguente: se esistono centri di eccellenza nei campi scientifici (ad esempio in SudArfica) e’ anche vero che mancano ancora Istituzioni solide che possano dare continuita’ e mettere a frutto il lavoro di questi centri. L’Unione Europea ed il mondo occidentale in genere non dovrebbe concentrarsi solo sulle eccellenze, ma contribuire a rendere piu’ solido il contesto in cui queste si devono muovere.

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