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pubblicato il 27 Aprile 2005 · 2,995 letture

Politologi dei mie stivali

di Stefano Minguzzi

Non e’ vero che il centrodestra perde consensi a favore del centrosinistra. Piu’ che una crisi di governo sarebbe piu’ corretto parlare di crisi di sistema. I due poli crollano nei consensi trascinati da Berlusconi e Prodi, leader finti, surclassati nei sondaggi da Casini e Veltroni. L’opinione pubblica viene costantemente manipolata a vantaggio delle due coalizioni.

Dagli ultimi sondaggi pubblicati sul sito della Presidenza del Consiglio (www.sondaggipoliticoelettorali.it) emergono alcune cose molto interessanti che dimostrano quando i nostri media non descrivano tanto una sitazione sociale, quanto piuttosto una serie di desiderata dei loro “patrocinatori” politici.

Fino alla noia ci viene riproposta la storia per la quale il governo e’ in crisi perche’ il suo blocco sociale si e’ sciolto (i voti sono passati da destra a sinistra!) e il centro sinistra con la sua coesione e’ riuscito a convincere l’elettorato moderato di essere una alternativa credibile.

Questa visione, oltre ad essere semplicistica, e’ pure falsa. Se andiamo a vedere i risultati del sondaggio Duello Prodi Berlusconi ci accorgiamo di una prima anomalia: gli italiani fino al voto delle regionali erano sempre meno convinti che Berlusconi fosse in crisi e che il centro-sinistra avesse in tasca le elezioni. Anzi a Marzo i due poli erano praticamente alla pari. Solo dopo aver votato se ne sono convinti e le quotazioni del centrosinistra sono schizzate, mentre quelle del Polo crollavano. Come mai?

E’ probabile che quando i media hanno coperto la campagna elettorale, a furia di par condicio e servilismi, hanno rappresentato un quadro che non aveva alcun corrispettivo nella societa’. Per cui ognuno singolarmente era convinto che mai avrebbe (ri)votato per questo governo, mentre pero’ era convinto dai media stessi che nel paese la sua fosse un’opinione minoritaria. Il fatto che i principali media siano in mano del Presidente del Consiglio non e’ ovviamente un caso.

Pero’ le note dolenti non sono tutte per il centrodestra. Da un altro sondaggio dell’Universita’ di Torino (ottobre-novembre 2004) si evince che il 19,2% dell’elettorato non si colloca ne’ a destra ne’ a sinistra ed il 41,9% non saprebbe se votare centrodestra o centrosinistra. Il che fa supporre che ci sia una larghissima fascia della popolazione che ha scarso interesse per la politica o che comunque le assegna un basso livello di importanza nelle priorita’ quotidiane. Certo e’ che non e’ in atto alcuna transumanza elettorale.

A conferma di una sfiducia piu’ nel sistema politico che nel solo Polo e’ il fatto che il 69,7% da’ una valutazione negativa (molto+abbastanza) dell’azione di governo, ma addirittura il 76,6% da’ un giudizio negativo all’opposizione. Pertanto l’opposizione va addirittura peggio della maggioranza: altro che coesione interna!

Se e’ vero quanto si diceva in apertura che sono i media ad impostare l’agenda delle “cose importanti” per l’opinione pubblica, non sorprendono i punti di forza individuati per maggioranza e opposizione: il governo porta avanti con “tenacia ed ottimismo le riforme” (10,1%), inoltre ha una forte coesione, stabilita’ e durata (!) per il 9,0%. Di converso l’opposizione per il 6,9% del campione fa bene l’opposizione (anche se la domanda prima il 76,6% aveva detto il contrario), mentre per il 6,5% il punto di forza e’ la coesione e la “voglia di migliorarsi” (manco stessimo parlando di uno studente svogliato).
Non sorprene pertanto che un terzo dell’elettorato non trova pregi ne’ a destra che a sinistra: il 30,1% per il Governo, il 29,9% per l’opposizione.

Concludendo possiamo dire che l’impronta mediatica e’ talmente forte da nascondere il paese agli stessi italiani: la rappresentazione dell’opinione pubblica e’ distorta sia a favore del governo che dell’opposizione questo anche grazie ad una scarissima professionalita’ dei giornalisti che sostituiscono la deontologia con l’ideologia e la professionalita’ con la militanza.

Ultimo schiaffo a chi va dicendo che le primarie non servono ed il paese ha ormai abbracciato le ragioni del centrosinistra. Nel sondaggio dell’Universita’ di Torino (gennaio-febbraio 2005) sui leader politici NESSUNO riesce a raggiungere la sufficienza. Solo Veltroni riese a sfiorarla (5,5), mentre Prodi sta al 4,8 con Berlusconi al 4,2. Meglio dei due candidati in pectore fanno, oltre Veltroni, Fini (5,3) e Casini (5,2).

Siccome su questi temi i pasdaran dell’informazioni non hanno ancora appestato il mediascape con i loro corsivi ecco le desiderata dei due elettorati. Per il centrosinistra il candidato ideale e’ Veltroni (59,4%) contro il 40,6% di Prodi. Per il centrodestra Casini al 70,3% contro il 29,7 di Berlusconi. Ovvio che quando andranno decise le candidature l’opinione pubblica verra’ adeguatamente “corretta”.

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