pubblicato il 24 Maggio 2005 · 3,010 letture
Papua Nuova Guinea ci prova: “pagateci per produrre ossigeno”
di Stefano Minguzzi
Dall’emisfero australe una proposta insolta: le nazioni che inquinano devono pagare i paesi del sud del mondo che proteggono le loro foreste.
La proposta della Papua Nuova Guinea non si puo’ certo definire come folle. Anzi pare molto pragmatica. Mentre il Brasile di Lula decide di calpestare la difesa della biodiversita’ ed ogni intendo di riduzione delle emissioni inquinanti (Anche il Brasile inquina) la proposta di sussidiare la difesa delle foreste pluviali si inserisce in quel meccanismo complesso che e’ la borsa delle emissioni.
Se i paesi del Nord del mondo continuano ad inquinare o comunque riducono troppo poco le loro emissioni di gas serra, i paesi del Sud del mondo sono costretti a sacrificare aree sempre maggiori di territorio per compensare. Questo sacrifico deve essere ripagato.
D’altronde il portale di divulgazione scientifica SciDev rimarca che nell’ultimo report Ecosystems and Human Wellbeing: A biodiversity synthesis (Protecting biodiversity ‘may clash with pursuit of MDGs’) biodiversita’ e obiettivi di avanzamento economico dei paesi in via di sviluppo (PVS) collidono. Non e’ quindi possibile difendere la biodiversita’ e contemporaneamente produrre ricchezza.
Senza addentrarci nella questione (la ricchezza si produrrebbe sempre e solo secondo un paradigma neoliberista), pare evidente che non e’ pensabile che il Nord del mondo, dopo aver saccheggiato per anni materie prime e forza lavoro ai PVS ora pretendano che i costi della loro postmodernita’ li paghi il sud del mondo. Una forma di indennizzo e’ percio’ ovvia ed andrebbe, a mio modesto avviso, pagata in proporzione alla quantita’ di gas serra prodotti.













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