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pubblicato il 04 Giugno 2005 · 2,935 letture

I conti in tasca

di Stefano Minguzzi

Grazie ad un utilissimo supplemento de Il Sole24Ore possiamo dare un’occhiata ai “numeri” dei bilanci delle principali aziende italiane.

Una sbirciata e poco piu’. Prima di tutto perche’ non sono un analista e di bilancio capisco poco piu’ di quel minimo che mi consente di porre l’azienda X nel macrocampo “positivo” piuttosto che in quello “negativo”.

Partiamo da Mediaset (e da chi se no?). Il titolo del rapporto del Sole e’ tutt’altro che interrogativo: Il miglior esercizio della sua storia. A parte le facili ironie sul contemporaneo ruolo di “mero proprietario” e presidente del consiglio del Cavaliere pare che la prima azienda mediatica italiana sia riuscita a ridurre il suo indebitamente, aver accresciuto ricavi e margini. L’unico neo e’ la crescita dei costi superiore del fatturato, ma e’ poca roba a fronte dei 2649 milioni di euro di ricavi (sopratutto grazie alla tv spagnola). Comunque Mediaset, a differenza del suo mero proprietario (che come tutti sappiamo e’ un teorico delle politiche espansive), ha adottato una politica di contenimento dei costi del personale che ha permesso un incremento notevole dei margini lordi. Siamo invincibili.

Andiamo dunque a vedere i rivali dell’editoriale L’Espresso (quelli di “sinistra”). Riprende a salire la pubblicita’ ci dice Il Sole. Il tutto per non dire che cosi’ come Berlusconi e’ un toccasana per la sua azienda e’ una jattura per le aziende concorrenti (incredibili coincidenze della mera proprieta’). Anche qui i costi salgono piu’ del giro d’affari. In pratica il polo di Repubblica e L’Espresso e’ al palo, ma riesce comunque a distribuire dividendi, ad aumentare gli stipendi (senza aumentare gli occupati pero’) ed a migliorare la propria sofferenza finanziaria. Ha da passa’ la nuttata.

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