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pubblicato il 13 Giugno 2006 · 3,107 letture

Italia’05, l’anno dei teo-con?

di Stefano Minguzzi

A seggi ancora aperti mi permetto scorrettamente di rilanciare un dibattito appena abbozzato un paio di mesi fa: la crisi delle democrazie occidentali troverà risposta in una mutazione delle destre in chiave religiosa? In Italia la crisi del blocco sociale berlusconiano ha già prodotto un figlio?

E’ possibile che in questo referendum sia (ri)nata una nuova cultura politica di destra che ha rapidamente messo in piedi un blocco sociale alternativio a quello del berlusconismo? E’ possibile che le mosse di Rutelli, invece che motivate con la follia, “rispondessero”
ad un mutato quadro politico che permetterebbe nuove articolazioni dei poli? La mia ipotetica risposta è ovviamente affermativa.

Il 12 aprile di quest’anno scrivevo, a proposito dell’elezione del nuovo Papa: “Il risultato e’ Ratzinger candidato Papa (78enne e capo dell’ex Santa Inquisizione…) ed una Chiesa molto più interessata a lottare per non perdere potere in Occidente (ed in Italia) che a crescere nel resto del mondo”. Una illuminazione tutt’altro che paranoica con il senno di poi.

Soltanto dieci giorni dopo (il 22 Aprile) riprendevo l’argomento, rafforzando i miei foschi presagi: “poche sere fa si discuteva del rischio che l’elezione di papa Benedetto XVI potesse in qualche modo radicalizzare l’essere cattolici e quindi rivitalizzare di conseguenza tutte le questioni politiche inerenti alla sfera della coscienza e dell’etica. Il principale rischio era, a livello politico, che al populismo berlusconiano ormai agli sgoccioli si sovrapponesse e poi sostituisse una sorta di ritorno all’antico che potrebbe paradossalmente essere il cemento di un’alleanza tra nazionalisti, secessionisti e cattolici moderati. Una destra che da populista si trasformasse in identitaria sul piano dei valori piu’ che su quello politico potrebbe dare luogo ad un soggetto neo-conservatore all’italiana”. I famosi teo-con ribattezzata dal Manifesto nella campagna referendaria.

In seguito (23 aprile), in risposta a Daniele precisavo parlando degli USA (ma tramite loro di tutto l’Occidente inclusa l’Italia): “Il problema e’ che tutto si innesta su una società malata la cui libertà è ormai diventata l’imputata numero uno per tutti i suoi problemi. Cattolicesimo (ed ebraismo) conservatore, Islam e Ortodossi potrebbero trovare un incredibile terreno comune di invasione della sfera pubblica in nome di un bisogno di ordine tra i valori nella modernità.
Una forma di teocrazia che ha piu’ a che fare con la quotidianità che con le forme degli stati”.

Il dibattito e’ aperto.

Commenti

3 commenti per il momento.

  • di Stefano Minguzzi (23.01.2007 alle 17:09) Stefano Minguzzi Identicon Icon

    attendo la chiusura dei seggi ed il dato definitivo della partecipazione al voto per fare qualche valutazione politica. Nel frattempo mi sono andato a comprare la Buona Novella di Fabrizio DeAndre’ (remasterizzato, ottima edizione e costa pure poco) e me la sorbetto pian piano.


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  • di roberto maria (23.01.2007 alle 17:10) roberto maria Identicon Icon

    Stefano Minguzzi  ha scritto:E’ possibile che in questo referendum sia (ri)nata una nuova cultura politica di …..
    La tua analisi e’ corretta, anche se viziata da una visione troppo ancorata alle realta’ politiche oggettive odierne, la divisione tra conservatori e riformisti non regge piu’.
    Il polo Cattolico e’ pacifista, Ratzinger ha condannato da prefetto della congregazione propaganda e fede in maniera totale solamente il movimento di Lefebre e la chiesa ha scomunicato solo i cattolici tradizionalisti.
    In verita’ la battaglia non e’ politica nel senso cattocomunista democristiano radicale o fascista, la battaglia e’ ritornata nei principi etici!
    Filosofici e Teologici nel rapportare l’uomo al divino secondo il messaggio Cristiano. La battaglia e’ terzomondista perche’ la chiesa conservatrice e’ quella dei martiri africani e asiatici, dove i cristiani con la non violenza stanno crescendo in maniera esponenziale:
    150.000.000 di conversioni al cattolicesimo non sono bricciole!
    Autoeliminatasi l’ideologia comunista e fascista non puo’ vincere solo il capitale, deve vincere l’Uomo con la U maiuscola, fatto ad immagine e somiglianza di Dio che vive secondo natura, discute e coopera con i movimenti ecclesiali anche loro in crescita.
    Noi Cattolici siamo una minoranza, parte di noi e’ marcia (come detto da Ratzinger nelle meditazioni per la via crucis), ma la parte buona sta’ uscendo allo scoperto.
    Saluti vivissimi
    Roberto Maria Stranich fratello laico cattolico.


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  • di Stefano Minguzzi (23.01.2007 alle 17:11) Stefano Minguzzi Identicon Icon

    prima di tutto grazie di essere intervenuto.

    il tuo post e’ molto stimolante perche’ contiene in nuce una serie di questioni che io, da laico qual sono, non sarei mai riuscito ad evidenziare in quanto timoroso di avventurarmi in un terreno che poco conosco e che probabilmente equivocherei.

    Da un lato sostieni (probabilmente a ragione) che la mia visione sia troppo legata alle realta’ politiche odierne (conservatori vs riformisti). Dall’altro pero’ parli di un Polo cattolico pacifista e “ratzingeriano”. Piu’ che di un polo parlerei di una opinione pubblica: non penso che la lettura che dai, tratta evidentemente della tua esperienza, sia estendibile a tutta la societa’ italiana.

    Cioe’ non mi pare che si stia componendo in Italia un blocco politico (prima nella societa’ e poi eventualmente nei partiti che lo voranno rappresentare) “teologico” o comunque fondato sui valori di cui parli. Ovviamente questi valori esistono e sono anche alla base di alcuni ragionamenti politici dei “teo-con” (che e’ solo un modo per dare un nome a qualcosa che altrimenti sfugge), pero’ mi paiono troppo radicali per essere base di un blocco sociale maggioritario come la mia ipotesi prevedeva.

    Ad esempio non credo che la questione centrale sia:

    “rapportare l’uomo al divino secondo il messaggio Cristiano”.

    E’ probabile che la missione di Ratzinger sia scoprire la minoranza buona dei cattolici, ma questo riguarda appunto una minoranza e quindi e’ un fatto sociale, etico o anche filosofico, ma non di rilevanza politica sistemica. Non al punto da essere il cuore del problema.

    La mia ipotesi e’ che questa azione di Ratzinger, la caduta di Berlusconi, il disorientamento socio-economico del ceto medio, l’anomia sociale stiano portanto l’Italia ad abbracciare una visione teologica della politica. Un po’ come il neoliberismo abbracciava il darwinismo sociale.
    Il punto quindi e’ culturale.

    Nella societa’ odierna alla caduta delle alternative al capitalismo ha segutio un clamoroso fallimento del neoliberismo che aveva promesso di poter “governare da solo”. Un insuccesso al quale si puo’ rispondere in vari modi.

    Uno e’ quello di cui parli tu: “deve vincere l’Uomo con la U maiuscola, fatto ad immagine e somiglianza di Dio che vive secondo natura, discute e coopera con i movimenti ecclesiali anche loro in crescita.” Un visione che pero’ risolve il problema unilateralmente, a mio modo di vedere, senza preoccuparsi di cogliere una serie di distinguo cattolici o meno.

    I laici in questo quadro spariscono: o si autoannullano o si convertono. Credo al contrario che sia possibile costruire una visione alternativa laica. Un laicismo che non e’ anticlericalismo, ma semplicemente radicato nell’individuo piu’ che nell’Uomo. Nella comunita’ piu’ che nella chiesa.

    Saluti
    Stefano, fratello minore laico


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