City of Gods, il presente e il passato, ciò che è stato e ciò che sarà
di Stefano Minguzzi · 07 Febbraio 2007
9 febbraio 2007, ore 19
via Morigi 8, Milano
Tutta la citt� l’ha letto e molti ne hanno parlato. Ha intrigato quella parte di Milano che produce tutti i giorni, per tutto il giorno, cultura, informazioni, flussi di conoscenza e che resiste ai riflussi di coscienza. Ha affascinato quella parte di Milano che ne ha compreso il senso profondo. Che non � disposta a rassegnarsi. Che non vuole farsi succhiare l’anima, farsi stressare i nervi, rovinarsi il fegato, il cervello e ogni sentimento. Il tutto rigorosamente al minor prezzo possibile.
Milano � un Olimpo rovesciato dove chi crea sta in basso nascosto sotto una fitta coltre di nuvole che lui stesso contribuisce a generare, il pi� delle volte senza accorgersene, altre volte ammaliato da luccichii di immaginari contraffatti e stereotipati, falsamente carrieristi.
La realt� � un’altra. Siamo noi gli dei della citt�!
Ogni giorno veniamo frammentati, sviliti, stressati, mentre le parti estraniate del nostro corpo - cervello, muscoli, cuore ed anima - alimentano un processo di produzione che edifica credenze, condizionamenti e asservimento mentale, ovvero controllo sociale e individuale.
La paura che percepiamo, i ricatti che subiamo, il silenzio che c’� imposto, la solitudine che pesa e la frustrazione che spacca sono il frutto perverso di questa tacita adesione.
Per giustificare tutto ci�, ci vengono propinate una serie di motivazioni che ci dicono insormontabili: i tagli, il mercato, la concorrenza, la competitivit�, � una congiuntura difficile, se oggi non ti lamenti domani… - come si crede a un/a compagno/a bugiardo, pur conoscendo intimamente la verit�.
Hai capito quindi che cosa � City of Gods , musa precaria nella citt� degli dei ?!
City of gods � un giornale, un free press ideato e autoprodotto da giornalisti precari, insieme ai ricercatori altrettanto precari, agli studenti,agli operatori sociali e ai precarizzati dello spettacolo.
Un giornale, per una volta, libero in tutti i sensi, davvero.
Che con parola di precari si rivolge a tutti.
Ma � anche un progetto in divenire, multiforme, duttile, flessibile, finalmente, a modo nostro. E’ capace di adattarsi alle circostanze, di cambiare forma, di adeguarsi alle necessit� della contingenza e del territorio. E’ un laboratorio collettivo che chiede complicit�, alleanze, interazioni, cooperazione delle intelligenze annichilite dal lavoro mentale per il semiocapitale.
I giornalisti precari sono tre volte di pi� dei giornalisti contrattualizzati. I ricercatori precari altrettanto. I precari dello spettacolo non sono disposti a tacere di fronte a un’offerta culturale impoverita dai tagli, subdolamente e tragicamente populista.
Tutti loro hanno preso parola costruendo il progetto City of Gods, nello spazio vuoto paradossale generato da chi, sindacati o istituzioni, continua a dirsi contro la precariet� ma che nei fatti si dimostra essere contro i precari/e, i loro diritti negati e la loro parola.
Se vi � qualcosa in quello che hai letto che pensi ti possa riguardare, se fra le righe si � annidata un’emozione, un assenso, un piccolo moto di rabbia, se sei precario/a o se temi di diventarlo/a, se mentre le lettere scorrevano ti si � insinuato un dubbio, sollevato un sospetto o generato un mostro, se non hai capito un cazzo allora hai un’opportunit� e potrebbe essere l’ultima.



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