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pubblicato il 27 Febbraio 2007 · 3,156 letture

Il marchio “it” non affronta i reali bisogni del turismo

di Stefania Di Vittorio

by Savio PalmerstonLeggo con costernazione la notizia del rilievo dato da parte del governo italiano (nelle persone del presidente e vicepresidente del consiglio) alla creazione del marchio “It” per promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo e dare impulso al turismo.
Tale notizia può forse risultare credibile, o neutra, ai non addetti ai lavori. Per chi lavora nel turismo suona invece come una presa in giro o, quel che temo e che � peggio, una totale mancanza di consapevolezza di quanto si va affermando. I giornali riportano la seguente affermazione di Prodi: �l�immagine di una nazione si gioca anche su fatti immediati, ha bisogno anche di simboli�. Simboli? Scherziamo o siamo seri?
Una nazione, per puntare ad avere una fiorente industria turistica, ha bisogno di due elementi: cose belle da far vedere e un adeguato settore professionale.
L�Italia, indiscussa prima al mondo per quanto riguarda il primo elemento, al mondo stesso si presenta in modo penosamente ridicolo per quanto riguarda il secondo.
Ora, se per quanto riguarda splendidi paesaggi e meraviglie artistiche, si tratta di tesori che ci si ritrova nel cassetto senza merito di nessuno (nessuno che sia vivo oggi, per lo meno), la totale mancanza di professionalit�, lo sbando dell�industria ricettiva e alberghiera, la mafia che regola il mondo dei �pullmanari�, delle guide, degli operatori del settore, l�abbandono in cui versano monumenti che sarebbero considerati il fiore all�occhiello di molte medie nazioni europee, l�incompetenza del personale, il far west delle tariffe degli alberghi e dei servizi turistici, il trattamento economico inadeguato, lo sfruttamento perpetrato da parte di moltissimi (non tutti) datori di lavoro del settore � che se fosse riservato ai metalmeccanici sarebbe gi� scoppiata la rivoluzione � l�affidamento all�entusiasmo fors�anche ingenuo dei lavoratori che si trattengono fino alle otto in ufficio senza che gli siano pagati gli straordinari, il vuoto legislativo per la tutela, lo stimolo e la creazione di professionalit�, la mancanza di una qualunque pianificazione per far fruttare quel tesoro inestimabile che la storia ci ha lasciato e la natura ci ha regalato sono invece seria e gravissima responsabilit� dei governanti di un paese in cui, se si fosse fatto fruttare quel tesoro, non si pagherebbero le tasse.
Riposando sul richiamo enorme che il Colosseo, San Pietro, Venezia-che-muore, il campanile di Giotto e la costiera amalfitana esercitano da secoli (e da millenni, se pensiamo ai pellegrinaggi, la storia del �turismo� verso l�Italia inizia l�!), abbiamo ritenuto inutile creare un�industria turistica seria, dimenticando prima di tutto quanto altro ha l�Italia da proporre al mondo e ritenendo che un portiere d�albergo maleducato e che parla bene il romano e discretamente l�italiano come seconda lingua si far� dimenticare di fronte alla meraviglia di un tramonto sui fori ( il �breathtaking sunset�, nei d�pliant americani). E si � vivacchiato su questo, tanto il Colosseo sta l�, e chi ce lo tocca! E noi le camere le facciamo pagare quanto ci pare come ci pare quando ci pare, tanto il Colosseo � nostro e comandiamo noi.
L�immagine l�Italia ce l�ha, cari i nostri governanti. Il mondo sa bene che siamo il paese pi� bello del mondo e verranno sempre. Il loghetto �It� non serve a niente, abbiamo ciecamente seguito i nostri amici americani ai quali s�, che serve, quando ci propongono di visitare l�Iowa o il Nebraska (e come lo fanno bene: chapeau!), senza criterio e senza considerare il contesto completamente diverso � nihil novi sub sole.
Se proprio si cercava un esempio, ne abbiamo uno molto vicino a cui ci dovremmo inchinare e che dovremmo imitare, un paese che si � affacciato alla democrazia e al mondo trent�anni dopo di noi e che ci ha di gran lunga superato in questo (ma non solo) settore: quella Spagna che compra ferrovie e promulga leggi che non piacciono al papa, nei cui alberghi il livello di professionalit� cortesia disponibilit� e organizzazione ci dovrebbe far almeno arrossire � visto che non sappiamo imparare.
C�era bisogno di ben altro, di qualcosa di completamente diverso, non d�immagine e di forma, ma di sostanza, di qualcosa che costa di pi�, � pi� difficile, pi� costoso, pi� lungo da realizzare. C�era bisogno di un piano quinquennale e si propone un disegnino.
Meno male che non ci hanno messo il Colosseo.

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