Newbrainframes - blog metropolitano

pubblicato il 18 Aprile 2007 · 2,919 letture

L’Assaggiatore

di Semmelweis

sushiSe il Popolo è Sovrano, chi tenterà di avvelenarlo? E come? Sarà una pietanza servita da una multinazionale, o, più sottilmente, un film d’autore, un caso di cronaca, un libro dalla copertina accattivante, un decreto legge? Dopo anni di mitridatizzazione, con questa rubrica mi presto a fare l’assaggiatore del Re, a mio rischio e pericolo. E comincio subito con un’avvertimento: ciò che ingrassa ammazza!

UN LIBRO

succoso Il dottor semmelweis - di Louis-Ferdinand Céline

Un libriccino piccino ma dal peso specifico considerevole, se il protagonista ha provocato una crisi d’identità allo scrivente, e probabilmente anche allo scrittore, un giovane Céline laureando e sanguigno, che difende a spada tratta il suo coraggioso e folle e geniale
alter-ego!celine

Semmelweis è un titano, in grado di opporre la logica dell’umanità alla stolidità assassina di luminari della medicina, esseri vuoti e miseri. La sua rigorosa eziopatogenesi delle febbri puerperali si scontrò con un pensiero religioso che voleva le donne di strada e le ripudiate (le uniche a partorire in ospedale) predestinate a pagare con la vita i loro peccati. Fu incapace però di sostenere il peso della sua identità scientifica. Pretese di essere riconosciuto da chi aveva perso completemante la propria umanità, pagando con la sanità mentale e poi con la morte. Dovremo attendere Pasteur e centinaia di migliaia di altre vittime prima che la verità scientifica venga accettata.
Editore Adelphi 2006, pp.134, euro 9,50

UN FILM NELLE SALE

insipido

Centochiodi - di Ermanno Olmi

Raz Degan (lo ricordate?) è un giovane professore di filosofia, brillante carriera e fama internazionale, che fugge dalla sua terra d’adozione, la biblioteca di Bologna, senza lasciar traccia… se escludiamo il massacro dei libri manoscritti della “sua” biblioteca, inchiodati uno ad uno con grossi chiodi di ferro.

Finalmente crocefisso è il cristianesimo, e non cristo, prima vittima di un dio disposto ad uccidere i propri figli. Fugge dalla cultura fredda dei libri, delle miniature, dei teologi degli uomini di scienza che hanno perduto il rapporto interumano (“ci sono morti e feriti?” Chiede il carabiniere. “Peggio!” Risponde il bibliotecario). Si rifugia tra la gente “vera”, tra icentochiodi poveri di spirito, nella campagna Mantovana bagnata da un Po immenso. Ma non bastano i vecchi pescatori, o il fluire placido del Medio Po, né il flirt con la giovane fornaia a restituire umanità al figlio dell’uomo. La sua ribellione resta concettuale e fredda. Prima è l’algido e didascalico professorino che cita Jaspers. Poi è il pacato pastore di anime che, alla calda parlata emiliana, risponde per parabole, in un italiano perfetto.
Alla fine tradisce anche loro (e noi).
Italia 2007, 92 min, Colore

UNA RIVISTA

tutta salute

Left

Questo giovane settimanale prosegue il cammino di Avvenimenti, in una veste totalmente nuova che già dal titolo ci racconta di una speranza nella sinistra e per la sinistra: LEFT è infatti l’acronimo dei tre principi della Rivoluzione Francese, a cui si aggiunge una T, che sta per Trasformazione. Trasformazione della società, certo, ma anche e soprattutto dei rapporti umani.left

Left si propone oggi come un piccolo faro per i naviganti dispersi della sinistra. Nuova la direzione (Alberto Ferrigolo e Andrea Purgatori), Nuova la veste grafica, e soprattutto, nuovo è il modo di scrivere, svincolato da logiche di partito, da potentati economici, pronto all’inchiesta e all’approfondimento internazionale. Notevoli poi le rubriche del prof. Fagioli, Don Pasta, Diego Cugia. Last but not Least: nessun ammiccamento alle tonache, e di questi tempi è davvero tanto. Ah, navigando sul sito ho trovato i numeri arretrati, consultabili gratuitamente in formato pdf!

UN PIATTO

bottarfegato

Las Empanadas de Darío

Ogni famiglia porteña che si rispetti ha la sua ricetta speciale per le Empanadas, un piatto che deriva la sua forma dal calzone ripieno italiano, o meglio ancora dalle panadas sarde, ma che la terra argentina ha trasformato in qualcosa di nuovo negli ingredienti, nel sapore e nelle dimensioni! Così come capita che un cognome italiano, portato faticosamente oltreoceano tre generazioni fa, ripercorra i suoi passi eempanadas venga ad insegnare una lingua nuova a chi lo stesso cognome lo ha inchiodato ad un unico luogo; così, las empanadas ci raccontano delle nostre origini e al tempo stesso sono irriconoscibili e nuove.

Questa qui è la ricetta del mio amico Darío : 1kg di farina bianca, 200 gr burro, 1 kg di carne di manzo macinata, 1,5 litri di strutto di vacca (o di maiale), 1 kg di cipolle, un mazzetto di erba cipollina, 4 uova sode, 40 olive verdi snocciolate, 100 gr di uva passa, 1 cucchiaino di di cumino, 4 cucchiaini ají molido (o di paprika dolce), olio e sale qb.
Invitate 7-8 amici volenterosi. Preparate la salamoia, portando a ebollizione un litro d’acqua con due pugni di sale grosso. Mettete a riposare e fate un soffritto con le cipolle tritate e mezzo mazzetto di erba cipollina tritata. Aggiungete la carne e 1 dl. di strutto, quindi spegnete. Mescolate il tutto aggiungendo il cumino, il sale, l’ají molido e lasciate raffreddare. Adesso preparate l’impasto, mescolando la farina e il burro e aggiungendo la salamoia raffreddata, fino ad ottenere una pasta omogenea ed asciutta, che dovrete poi dividere in 40 palline delle dimensioni di quelle da golf. Con un mattarello spianate le palline ottenendo dei fogli circolari. Su questi poggiate l’impasto, cui avrete aggiunto la restante erba cipollina e le uova sode tritate, un’oliva e 3 chicchi di uva passa. Ora chiudete i foglietti “a calzone”, bagnando e ripiegando gli orli in modo che aderiscano ermeticamente. Scaldate In una pentola un litro di strutto e fate friggere le empanadas fino a che non sono dorate. Asciugate con carta assorbente e servitele caldissime!

UN SITO

succosoMappa del potere

Un’eccezionale tool online a cura di Casaleggio e Associati, sponsorizzato da Beppe Grillo. Esploriamo insieme il corpomappapotere inumano del sistema economico italiano: ricostruiamo la rete di relazioni e parentele che affossa l’economia italiana quotata in borsa. Scopriamo chi è l’amico dell’amico dell’amico che è seduto contemporaneamente su 2, 3, 10 poltrone.

Un modo semplice e intuitivo per sondare un sistema complesso, autoreferenziale ad alta entropia, fortemente interconnesso, fatto di uomini potenti, alcuni noti, altri semplici nomi alle orecchie dei più. Provatelo!

UN ARTICOLO

good luckCombattere il male riconoscendo che appartiene alla natura umana - di C. Dreifus

l’inserto del NYT su Repubblica del lunedì è l’occasione per confrontarsi con le idee della borghesia colta d’oltreoceano. Idee non sempre brillanti, anzi, spesso tristi e povere. Come quelle di un noto ricercatore intervistato da Claudia Dreifus, Philip G. Zimbardo, già presidente dell’American Psychological Association, che da 30 anni ricerca l’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia, o meglio ancora il paramecio.

Cominciò negli anni ‘70 sottoponendo i malcapitati studenti di un campus ad un esperimento che già nella sua ideazione non è imparziale (parteggia per la scimmia): giocare (ma non tanto poi) a fare aguzzini e carcerati, chiusi in un similpenitenziario.hellboy Durante l’esperimento i carcerieri mostrarono un sadismo e una ferocia inaspettatii verso i loro prigionieri. Persone all’apparenza “normali” si trasformarono in mostri da laboratorio. Tesi (la solita, scontata) è che il male è parte integrante dell’uomo, basta solo creare le giuste condizioni perchè si manifesti. Di conseguenza a Abu Grahib non è questione di poche mele marce, come sosterrebbe il Pentagono. E con queste idee Zimbardo (autore del libro “The Lucifer Effect: Understanding How Good People Turn To Evil”), si propone come perito per la difesa di un sergente di Abu Grahib. Ma dico: chi gioca sadicamente con gli altri manco fossero topi, come questo “scienziato”, può essere scientificamente credibile? e chi si presta a questi giochi, come i volontari del campus e i volenterosi dell’esercito, si può considerare persona “normale”?
The New York Times, lun 16 aprile 2007

Commenti

2 commenti per il momento.

  • di Stefano Minguzzi (26.04.2007 alle 11:28) Stefano Minguzzi Identicon Icon

    Bell’idea questa rubrica, vedo (ho i superpoteri da amministratore) che stai già lavorando alla prossima… Nel frattempo io ho aggiornato la mia ecosfera che ho un po’ trascurato questo mese.

  • di Semmelweis (2.05.2007 alle 22:23) Semmelweis Identicon Icon

    thanks, ma non ti azzardare a leggerla prima della pubblicazione!sto recensendo la kriptonite e tu rischi di perdere i superpoteri se sbirci!