pubblicato il 04 Maggio 2007 · 2,234 letture
Caro Osservatore Romano
di Stefania Di Vittorio
Pubblichiamo la lettera che la “nostra” Stefania ha inviato all’Osservatore Romano a seguito delle accuse di “terrorismo” che il quotidiano vaticano ha rivolto alle frasi pronunciate dal palco del concertone del primo maggio.
Caro Osservatore Romano,
che succede? Voi, usare i toni e i termini di un politicante di Forza Italia! Scadere nel grido scomposto e nel parolone, nel “dagli all’untore” di moda, nel più bieco e giornalisticamente insulso mestare nel torbido! Avete problemi di budget e fate scrivere i titoli da ragazzini inesperti? Ma no… Suppongo e temo che sia una scelta pensata, quella di dare del terrorista a chi ha parlato ieri dal palco a San Giovanni, e se tale è, è una scelta che non è degna di voi e della chiesa che rappresentate. Io della chiesa non faccio parte, ciò non toglie che, non parlando d’altro, riconosco ai suoi membri l’attenzione alle parole che è propria degli uomini che delle parole conoscono l’importanza. Una caduta di stile veramente avvilente, che paradossalmente non sarà rilevata e stigmatizzata che da qualche ateo come me, lontano da voi per tanti rispetti, ma a voi vicino per l’attenzione all’importanza delle parole e allo stile e all’eleganza del confronto dialettico. Vedervi precipitati nella gara a chi la spara più grossa e sparare inelegantemente paroloni e parolacce abusate dalla stampa è un (brutto) segno del tipo di scelta. Che rispetto e neanche commento. Quanto al modo, che dire? Peccato.
Cordialmente,
Stefania Di Vittorio
Roma













Commenti
1 commento per il momento.
SONO UN DISABILE DELLA SICILIA, CON ALTRI DISABILI SI VORREBBE FARE UNA VISITA A SANTO PADRE E VISITARE ALCUNI MONUMENTI DELLA CITTA’. IL NOSTRO ORGANIZATORE, CIA’ DETTO CHE IL PULMA DA LEI TROVATO, UNICO IN SICILIA,CON PEDANA SAREBBE TROPPO VECCHIO E A ROMA NON LO FANNO ENTRARE, IO MI CHIEDO SE E’ POSSIBILE QUESTA COSA COSI’ COME MI LANNO DETTA?
VI RIGRAZIO PER UNA VOSTRA RISPOSTA
IN FEDE
Angelo Di Cara