Newbrainframes - blog metropolitano

pubblicato il 22 Ottobre 2001 · 3,043 letture

Groove Armada live all’Horus Club di Roma

di Daniele Tavani

Ad ottobre di caldo a Roma quest’anno non c’é solo il clima: fin dall’inizio del mese il calendario degli eventi per il popolo dei club si presenta rovente. Si comincia con i Groove Armada, in tour per presentare la loro ultima fatica, “Goodbye Country (Hello Nightclub)”.

Un lavoro denso, con molti featuring, tra cui il grande Nile Rodgers (ex Chic), Richie Havens, Jeru the Damaja. La curiositá di ascoltarlo dal vivo é molta, e il locale é pieno. Apre la serata il dj set di Claudio de Tommasi, di Radio Centro Suono, sponsor dell’evento. Il concerto comincia all’una, subito l’elettronica la fa da padrona in una line-up molto interessante: basso, chitarra, percussioni, tromba voce & seconda chitarra, tastiere e trombone, macchine. Totale: 6 elementi sul palco, parte la cassa in quattro, si balla immediatamente. La qualitá del suono é piú che discreta, solo le congas soffrono di una sbagliata posizione del microfono. Un paio di tracce dei dischi passati (“I see you babe… shakin’ that ass”, tormentone nei club un paio di stagioni fa, accende la platea), lasciano gradualmente spazio ai nuovi brani: a poco a poco si riconoscono le note di Sountoucher, brano d’apertura del nuovo disco, che viene presentato in versione strumentale, senza il rap di Jeru the Damaja. L’atmosfera in pista é calda, la gente ascolta con attenzione, lo stile della band indiscutibile. Si prosegue con il techno-funk di “Raisin’ the stakes”: ritmo scarno, bassi enormi, riff di fiati alla Incognito, rap, lunghi assolo. Il pubblico romano apprezza, applaude, non smette di ballare neanche quando il ritmo rallenta. Il gruppo alterna sapientemente brani deep house come “Fogma”, dai loop ossessivi che lasciano spazio soprattutto alle macchine e ai filtri, a tracce ambient e downbeat, come la bellissima “Edge Hill”, o “Join Hands”;. Il ritmo continua fino ad una versione di venti minuti di “Superstilin’”, attuale singolo in rotazione sulle radio e su MTV, e per finire immancabile la loro celebre cover di “Move on Up” di Curtis Mayfield, che chiude il concerto.
Anche se gli importanti ospiti del disco sono rimasti a casa, le caratteristiche sonore dell’album ci sono tutte: ritmiche di chitarra nello stile inconfondibile di Nile Rodgers, fiati acid-jazz, efficaci loop di basso, percussioni dal sapore ora afro ora latino. Si sente forse un pó la mancanza di una voce femminile, che non consente di ascoltare una traccia densa di ritmo e di atmosfera come My Friend, ma il concerto scorre ugualmente fluido e groovy: i Groove Armada prendono per mano i clubbers romani, che non smettono mai di muoversi. Gianluca Civita, sempre da Radio Centro Suono, chiude con sonoritá house e garage una serata, per chi c’era, da ricordare.

Parole chiave

, ,

Commenti

Nessun commento per il momento.

  • Non ci sono ancora commenti, inizia tu!