Newbrainframes - blog metropolitano

pubblicato il 26 Ottobre 2001 · 3,017 letture

L’onda e la schiuma

di Stefano Minguzzi

C’é una grande onda che si sta per abbattere sulla scogliera.

Da quando, nel 1989, è finita la Guerra Fredda in molti si sono affrettati a dirci che era finita la storia (Fukuyama) perché erano finiti i conflitti possibili: senza comunismo si apriva la realizzazione del sogno democratico occidentale.

Questa posizione, come ci racconta in Internazionale della settimana scorsa Kapuscinski, ha di fatto creato il bisogno di una societá del divertimento, del loisir, come la chiamavano i vecchi critici marxisti della societá di massa.
Il Pensiero Unico nasce in questi anni: nella convinzione di essere davvero depositari della migliore modello sociale possibile, la democrazia, e di conseguenza anche del miglior modello economico, il capitalismo, capace di abbattere tutti i rivali.

l primo errore si fece praticamente subito: credere che il capitalismo dovesse essere solo ed esclusivamente espressione liberista. Tutte le resistenze che avevano permesso seconde e terze vie in occidente (dalla Comunismo di Berlinguer, ai Labour inglesi fino alle socialdemocrazie del Nord Europa) sono venute meno ed é parso ovvio ai piú che, senza il pericolo comunista alle porte il liberismo avrebbe potuto esprimersi al massimo producendo ricchezza per tutti, senza piú dover imporre lacci sociali per non rischiare di vedere arrivare un successo dei comunisti.

Il problema é che non funzionó nulla. Il ‘900 ha lasciato segni profondi nei bilanci degli Stati, i processi di unificazione e internazionalizzazione dei mercati portava a fare un pó di pulizia e gli Stati sono stati costretti ad un’opera di riordino che ha avuto un grossissimo impatto sui proprio cittadini e molto meno sulle imprese. La logica era: lasciamo libero il mercato, cosí la produzione di ricchezza compenserá i nostri tagli.

Logica perversa questa. Per tutti gli anni ‘90 tutti i governi dell’OCSE sono stati percorsi dal fuoco sacro dei tagli, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni in una corsa che spesso aveva solo il sapore della ricerca di un primato della modernitá. Quando alla fine degli anni ‘90, precisamente nel biennio 98-99, la neweconomy divenne protagonista di tutti i mercati mondiali ci si illuse che era arrivato il momento di riscuotere le ristrettezze passate. Questa impressione peró divenne certezza sull’onda dei consensi mondiali che gli stessi organismi internazionali davano. La spinta a ridurre l’intervento statale in settori chiave come le pensioni acceleró addirittura potendo ottenere una rivalutazione del 7% dei propri risparmi a fronte di un’inflazione poco inferiore al 3%!

Peccato che non si era fatto i conti con il resto del mondo. O meglio con il mondo. Quanto descritto finora é una piú o meno fedele ricostruzione degli articoli dei nostri quotidiani, delle nostre radio, tv e siti web. Ma il resto del mondo?

La fine della guerra fredda per loro ha voluto dire la fine dell’equilibrio del terrore. Lo scoppio nel giro di pochi anni di una serie di guerre locali che in nulla interessavano (ufficialmente) i governi europei e nordamericani é stata una diretta conseguenza del vuoto lasciato dai due grandi padrini politici. Le condizioni di vita in molti paesi del Terzo Mondo sono continuate a peggiorare, mentre si diffondevano nuove epidemie insieme a quelle vecchie (ebola e AIDS su tutte). I fenomeni migratori dalle societá della disperazione a quelle del divertimento diventa un fenomeno di massa negli anni ‘90, portando a reazioni xenofobe da parte della destra estrema.
Contemporaneamente proliferava il fondamentalismo religioso che dopo la vittoria del GIA in Algeria e il successivo annullamento delle elezioni diventava una bandiera per quell’ampia regione che va dal Maghreb fino al Medioriente, dal Marocco fino al Pakistan.

In Europa e nel Nord America si levavano i primi vagiti di un’ondata di protesta senza precedenti. La cosiddetta societá civile si é messa in moto: nata nelle battaglie dei diritti civili, dell’ambientalismo, del pacifismo, del lavoro e tradita dagli stessi partiti della sinistra, da sempre interlocutori di queste istanze, ed invece ora folgorata dal liberismo e dalla ragion di stato.
Un’onda che spontaneamente si é formata a Seattle, grazie al tam tam telematico e che ha travolto il Millenium Round del WTO, esaltando le contraddizioni e le vere e proprie bugie dell’organizzazione mondiale del commercio.
Da un lato si continnua a guardare il mondo con gli occhi increduli del 1989, dove tutto era Progresso, dall’altra ci sono gli occhi di miliardi di persone che non riescono piú a sopravvivere.

Una volta peró che l’onda é partita non é piú fermabile. Il mondo dell’equilibrio del terrore, che si credeva poter imporre un altro equilibrio basato sulla ricchezza é esploso, lasciando via libera alle anime piú nere, come un moderno vaso di Pandora. Bin Laden, i signori della guerra in Somalia, le fazioni in Ruanda, i martiri in America Latina, la pulizia etnica dei Balcani sono solo alcune parti di un mondo bloccato dal Terrore dell’atomica che una volta sbloccati hanno fatto vedere cosa era la pace della guerra fredda.

Il movimento di contestazione del modello economico occidentale é, ora come ora, la schiuma dell’onda. Un’onda che ormai é diventata un miscuglio di spezzoni del vecchio mondo, resti ancestrali, germogli di un possibile futuro. Dall’11 settembre si é giunti a fine corsa: é arrivata la scogliera, l’onda s’infrange e bisogna vedere cosa rimane dopo l’impatto.
La fine di questo periodo di interregno é probabilmente legata alla fine dei suoi protagonisti e di converso il nuovo mondo sará possibile solo con nuovi soggetti e nuovi interlocutori. Ma non facciamo l’errore di voler dichiarare morto una Civiltá cosí come appena 10 anni fa si fece per con la Storia.

Parole chiave

, ,

Commenti

Nessun commento per il momento.

  • Non ci sono ancora commenti, inizia tu!