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Open Source vs Proprietà intellettuale: nuove battaglie legali

di Daniele Tavani · 11 Novembre 2001

Archiviata l’etá dell’oro del peer to peer con il passaggio di Napster dalla parte del “nemico”, il problema della diffusione dell’informazione e del copyright torna a presentarsi prepotentemente all’attenzione della comunitá globale. Da un lato il WTO si sta occupando proprio in questi giorni di definire i protocolli Trips, con particolare riferimento ai farmaci di prima necessitá; dall’altro sono in atto alcuni processi legali preventivi per impedire il diffondersi di nuove tecnologie che permettono la registrazione e lo scambio di immagini e video. Nella consapevolezza che la battaglia sui Trips é di gran lunga il problema maggiore, vorrei tuttavia soffermarmi sull’altra questione.

Si tratta di un nuovo sistema, chiamato Replay4000, prodotto dalla SONICblue, che dovrebbe essere presto messo in commercio. Esso utilizza un computer specializzato come supporto della televisione, che deposita i materiali registrati in forma di bit, su un hard disk. Inoltre con questo sistema ognuno puó farsi una mailing list e spedire loro una copia delle registrazioni, perché il computer é collegato alla rete, e i video sono codificati in formato compresso per occupare poco spazio. Non piú di 15 volte, peró, per evitare un numero infinito di copie. Ovviamente, la possibilitá di copie infinite di fatto non viene esclusa in alcun modo, perché grazie allo scambio in teoria é possibile andare avanti in progressioni geometriche con ragione 15. Per questo motivo infatti le tre grandi reti americane Abc, Cbs e Nbc hanno intentato una causa contro SONICblue: il sistema viola i diritti di dei titolari del copyright e inoltre li “depriva dei mezzi con cui venire retribuiti per il loro lavoro creativo”. Come giá per Napster, la tesi propugnata é che se la retribuzione per il lavoro creativo non é adeguata, non vi saranno incentivi sufficienti a svolgere attivitá di innovazione.

È chiaro che il conflitto ormai é allargato, e non riguarda piú la semplice questione etichette discografiche contro pirateria musicale: oggi gli autori sono contro i distributori, le compagnie di hardware sono contrapposte ai detentori dei contenuti multimediali. Talvolta il conflitto é all’interno della stessa casa: basti pensare alla Sony che da un lato ha a cuore la difesa dei suoi brani musicali dalle copie selvagge, dall’altro produce hardware per copiare musica e immagini, lettori mp3 ecc.

Del resto, come ormai é evidente, é il concetto stesso di rete che mette in crisi la proprietá intellettuale, soprattutto nei settori collegati alla tecnologia. È come se due differenti tipi di progresso si contrapponessero: da un lato l’open source in tutte le sue forme, che deriva dalla necessitá di allargare il campo dei soggetti in grado di veicolare e di fruire delle informazioni, dall’altro il progresso orientato al mercato, che trova nella remunerazione economica il modo di perpetuarsi. Queste due forme sono cosí distanti attualmente che la battaglia sará lunga e senza esclusione di colpi. Non sto qui sventolando l’una o l’altra delle due bandiere: semplicemente credo che sia necessario prendere atto di una modificazione profonda in atto, forse della piú importante questione sollevata dalla new economy a cui la societá deve trovare una risposta. Una risposta che dovrebbe guardare alla diffusione della cultura, e alla giusta (ma non piú di questo) remunerazione della capacitá innovativa.

Tra le pagine di questo sito traspare piuttosto chiaramente una certa avversione al copyright, almeno come regolamentato al momento attuale. Esso costituisce oggi molto piú una barriera alla propagazione del sapere di quanto non consenta il progresso.

La contrapposizione tra stato e mercato in questo ambito é evidente, il mercato non riuscendo da solo a consentire una distribuzione equa delle informazioni, che consenta un accesso diffuso. È questo un terreno fertile per l’intervento dello stato, anche se mi rendo perfettamente conto che al momento pensare ad una regolamentazione soddisfacente é pura fantascienza.

aAAAAA
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