pubblicato il 15 Novembre 2000 · 3,257 letture
Rapporto Energia e Ambiente 2000
di Michela Missana
Il panorama economico internazionale é caratterizzato dalla persistente debolezza dell’euro rispetto al dollaro e da un forte rincaro delle quotazioni del petrolio.
Nel corso dei prossimi venti anni la domanda di energia procapite aumenterá piú rapidamente nei paesi in via di sviluppo, senza p e r a l t ro raggiungere i livelli dei paesi industrializzati. Si stima infatti che, a causa della crescita demografica e di standard di vita piú elevati, i paesi in via di sviluppo aumenteranno la propria quota di consumi di energia sul totale mondiale dall’attuale 30% al 50% circa entro il 2020.
Al momento le preoccupazioni per l’esaurimento delle risorse di energia sono limitate. Il petrolio continuerá a restare la principale fonte di energia primaria, mentre, in virtú di una buona efficienza e dell’impatto piú limitato sull’ambiente, il gas naturale conquisterá quote di mercato crescenti a scapito del carbone, il piú scomodo ed inquinante dei combustibili fossili. Il contributo dell’energia elettrica generata da centrali nucleari é incerto, ma si ridimensionerá visti gli alti costi di investimento, le preoccupazioni in o rdine alla sicurezza degli impianti, i problemi irrisolti della gestione delle scorie e, non ultimo, i lunghi tempi di realizzazione delle centrali. Secondo gli scenari convenzionali, che non contemplano bruschi cambiamenti nella pianificazione energetica, il contributo delle fonti energeticherinnovabili, anche se resterá esiguo nei prossimi vent’anni, diventerá sempre piú importante.
D’altra parte, dal lato dell’ offerta, a livello globale, non si puó essere eccessivamente ottimisti fin quando le fonti di energia utilizzate saranno quelle tradizionali. L’ estrema instabilitá delle quotazioni del greggio ci induce a pensare che le crisi energetiche non siano chiuse per sempre, anche se l’impatto é destinato ad essere sempre piú limitato.
Anche in Italia il settore dell’energia sta sperimentando forti cambiamenti a seguito del recepimento delle direttive comunitarie per l’apertura dei mercati dell’energia elettrica e del gas.
A quasi 40 anni dalla nazionalizzazione del settore dell’energia elettrica, il 16 marzo 1999 il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legislativo sul riassetto e la liberalizzazione del settore elettrico, recependo la specifica direttiva comunitaria .
Il decreto ha introdotto la concorrenza nelle fasi competitive quali la produzione e la vendita, permettendo l ‘accesso diretto al mercato final e ad una parte di consumatori idonei. L’ altro settore per il quale sono in vista imminenti radicali evoluzioni é quello del gas naturale. .
Il decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria del 1998 ha ap e rto il mercato alla concorrenza degli operatori di altri paesi europei (purché ció avvenga in condizioni di reciprocitá), ha rafforzato la sicurezza degli approvvigionamenti e ha introdotto maggiore competitivitá e trasparenza nel settore.
Con la legge finanziaria 1999, che ha istituito la cosiddetta “carbon tax”, le imposte erariali applicate ai prodotti energetici sono state rideterminate ad un valore superiore a quello in vigore, definendone un valore obiettivo da applicare dall’anno 2005.
Con la legge finanziaria 2001 il Governo dispone un intervento specifico per far fronte all’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi, a vantaggio sia delle famiglie che delle imprese. Di particolare rilievo l’iniziativa che, per favorire l’impiego di biocombustibili, riduce l’accisa sul bioetanolo ed elimina quella di un contingente di biodiesel. Inoltre, allo scopo di incrementare gli usi d i retti dell’energia geotermica, é previsto un contributo in conto capitale per ridurre i costi di allacciamento alle reti di teleriscaldamento sostenuti dall ‘ utente.
Tra gli interventi di maggiore rilievo della legge finanziaria 2001 c’é il mandato conferito all’ENEA (con un contributo complessivo straordinario di 200 miliardi, ripartiti su tre anni di attivitá) di attuare, anche in cooperazione con altri soggetti, un programma di ricerca, sviluppo e produzione dimostrativa alla scala industriale di energia elettrica da energia solare utilizzata come sorgente di calore ad alta temperatura. A questo proposito, giova ricordare che fra le tre differenti tecnologie analizzate attualmente nel mondo, i concentratori parabolici lineari sono quelli ad uno stadio di sviluppo piú avanzato: dopo un’esperienza di esercizio decennale, di continui miglioramenti tecnologici e riduzione dei costi, essi risultano, infatti, i piú affidabili e i piú promettenti in relazione ai costi di produzione dell’energia elettrica.
Si é confermata, nel 1999, una tendenza alla sostituzione dei prodotti petroliferi con altre fonti di piú agevole utilizzo e di minore impatto ambientale. La componente petrolifera ha ridotto il suo peso sulla domanda totale al 50,7% (2,2% rispetto al 1998) .
Durante il 2000 l’uso di petrolio, pur presentando un lieve aumento in termini assoluti (+0,5% sul 1999), scende di un ulteriore punto percentuale sul totale dei consumi.
Ha assunto sempre maggiore rilievo il gas naturale che, con 56 Mtep (Milioni di Tonnellate Equivalnti di Petrolio) nel 1999, ha contribuito alla copertura della domanda per il 30,6%. Le proiezioni attestano che nel 2000 si é verificato per il gas un incremento analogo all’anno precedente (8,8%).
Il contributo complessivo delle fonti energetiche rinnovabili al bilancio nazionale é cresciuto dai circa 14,5 Mtep del 1990 ai 18,4 Mtep del 1999 4 , con un aumento del 27%. Nel 2000, invece, l’impiego di energie rinnovabili é diminuito per un minore apporto dell’idroelettrico (in calo per le condizioni di idraulicitá meno favorevoli rispetto al 1999). Una recente proposta di direttiva Europea per l’uso di fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica - all’esame del Parlamento europeo nei prossimi mesi - fissa un traguardo specifico per ogni paese al 2010: per l’Italia, tale obiettivo é proposto nella misura del 15% escludendo l’idro di grossa taglia, il che equivale a un aumento di circa il 250% rispetto all’ attuale contributo delle rinnovabili “non tradizionali”, ovvero, in termini assoluti, ad un incremento di circa 25000 GWh di produzione annua in dieci anni, quindi una media annua di 2500 GWh/anno incrementali.
Inoltre, a decorrere dal 2002, per il decreto Bersani, tutti i produttori e gli importatori di elettricitá dovranno immettere in rete un quantitativo di elettricitá da Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) pari al 2%due per cento dell’energia prodotta (o importata) nell’anno precedente da fonti convenzionali.
Sostanzialmente stabili in termini assoluti i consumi di combustibili solidi con 12,1 Mtep, mentre le importazioni di energia elettrica dai 9,6 Mtep del 1999 sono aumentate fino a 9,9 Mtep nel 2000.
Trasporti: consumi ad alto impatto ambientale
Il settore dei trasporti é tra quelli che esercitano la maggiore pressione sull’ambient e.
la maggiore efficienza dei motori non sará sufficiente a compensare la pressione crescente sul consumo di energia causato dall ‘aumento dei passeggeri chilometro e dalla tendenza a utilizzare automobli sempre piú grandi . L’ incremento della domanda di mobilitá delle merci viene quasi compl etamente assorbito dal trasporto su strada: i trasporti su rotaia o per vie navigabili interne non decollano.
Dai dati emerge che i soli trasporti stradali hanno contribuito per il 72% alle emissioni complessive di monossido di carbonio in Italia, per il 52% a quelle di ossido di azoto e per il 46% a quelle di composti organici.
L’idrogeno vettore energetico per la riduzione dei gas serra
L’ idrogeno é un vettore ideale per un sistema energetico “sostenibile”, in quanto:
puó essere prodotto da una pluralitá di fonti (combustibili fossili, con separazione della CO 2 ; rinnovabili; nucleare), tra loro intercambiabili e disponibili su larga scala per le generazioni future;
puó essere impiegato in applicazioni diversificate (dal trasporto alla generazione di energia elettrica, per taglie dai watt ai milioni di watt), con un impatto ambientale estremamente ridotto sia a livello locale che globale.
Accanto agli indubbi vantaggi, l ‘introduzione dell’idrogeno come vetto re energetico per il lungo termine presenta peró nu m e rosi problemi connessi allo sviluppo delle tecnologie necessarie per rendere il suo impiego economico ed affidabile nelle diverse fasi di produzione, trasporto, accumulo, utilizzo.
Il solare termico
L’elettricitá da solare termoelettrico é la piú economica tecnica di produzione di energia solare oggi disponibile per applicazioni connesse alla griglia. Ampie opportunitá sussistono per ulteriori riduzioni sostanziali dei costi:
Il costo unitario dell’elettricitá prodotta (LEC) delle piú recenti installazioni di 80 MWatt elettrici di Specchi parabolici lineari (SEGS) é dell’ordine di 240 Lit/kWh. Esso é 1/2 a 1/3 del prezzo dell’elettricitá prodotta oggi da impianti fotovoltaici.
Le Torri solari con accumulo di energia promettono efficienze di conversione superiori e investimenti iniziali inferiori. Una serie di studi internazionali ha indicato costi, con proiezione a breve termine, dell’ordine da 160 Lit/kWh a 240 Lit/kWh. Essi prevedono che, a medio termine (2010), l’elettricitá prodotta dalle Torri solari avrá costi dell’ordine di 100 Lit/kWh.
Concentratori parabolici indipendenti sono oggi competitivi per la produzione di energia in una nicchia ad alto costo per installazioni non connesse al settore.
Miglioramenti nel progetto potranno ridurre i costi di operazione e di manutenzione (O&M), basati sull’esperienza acquisita, del 30 al 50% per tutte le tecnologie.
Il maggiore contributo al costo nei sistemi solari termici si identifica nella fabbricazione dei componenti solari, come ad esempio i concentratori, che rappresentano piú del 50% del costo di un impianto solare termoelettrico. Essi sono principalmente dovuti al piccolo volume di produzione attuale e rappresentano la principale barriera all’introduzione nel mercato di tale tecnologia. A tale riguardo:
* Una domanda forte e sostenuta per sistemi solari permetterá sostanziali economie di scala che dovrebbe ridurne i costi di un fattore almeno quattro rispetto a quelli attuali. * Nuove tecniche di fabbricazione dovrebbero ridurre i costi attuali almeno del 40% senza richiedere grossi capitali di investimento. I sistemi di produzione termoelettrica solare sono oggi una tecnologia largamente provata, con applicazioni commerciali dall’inizio degli anni 80. Specchi parabolici lineari sono oggi operativi con una potenza elettrica complessiva installata di 354 MWatt. Essi hanno generato ben 6 miliardi di kWh. Essi hanno dimostrato anche la longevitá degli impianti, specchi ecc.
Le stime del DOE si prevede che intorno al 2010 il costo del solare termoelettrico avrá raggiunto il costo dei combustibili fossili 1998.














Commenti
Nessun commento per il momento.