giornata del non acquisto (2005)

Buy Nothing DayIl 24 e il 25 novem­bre — i giorni più impeg­na­tivi nel cal­en­dario dei negozianti amer­i­cani e l’inizio uffi­cioso della sta­gione inter­nazionale dello shop­ping natal­izio — migli­aia di attivisti e di cit­ta­dini impeg­nati di 65 paesi si con­ced­er­anno 24 ore di dis­in­tossi­cazione dal con­sumo nell’ambito del quat­tordices­imo Buy Noth­ing Day, fenom­eno glob­ale nato a Van­cou­ver. (traduzione dalla newslet­ter di Adbusters)

Dai cortei di zom­bie nei cen­tri com­mer­ciali, al taglio delle carte di cred­ito, ai gruppi per dipen­denti dello shop­ping, lo scopo degli attivisti di Buy Noth­ing Day ? quello di lan­ciare una sfida a s? stessi, alle loro famiglie e ai loro amici per elim­inare gli acquisti e ris­in­toniz­zarsi con la vita almeno per un giorno. L?evento mon­di­ale, segu?to negli ultimi anni da emit­tenti come CNN, Wired, BBC e CBC, viene cel­e­brato come una tran­quilla vacanza famil­iare, una festa di strada non com­mer­ciale e persino come una man­i­fes­tazione pub­blica politi­ciz­zata. Tutti pos­sono parte­ci­pare, ammesso che si impeg­nino a trascor­rere un giorno intero senza spendere.

I motivi per parte­ci­pare al Buy Noth­ing Day sono vari come la gente che decide di parte­ci­pare. Per alcuni rap­p­re­senta una fuga dal con­dizion­a­mento delle dinamiche com­mer­ciali e dalla fre­n­e­sia divo­ra­trice del con­suma­tore che ormai carat­ter­izza il peri­odo delle feste e la nos­tra cul­tura in gen­erale. Altri se ne ser­vono per evi­den­ziare le con­seguenze ambi­en­tali ed etiche dell?iperconsumismo.

inquinamento e consumismo

Recen­te­mente due impor­tanti ammon­i­menti hanno sot­to­lin­eato l?urgenza della nos­tra argo­men­tazione. Innanz­i­tutto il rap­porto, com­parso in otto­bre, dell?economista sir Nicholas Stern sul riscal­da­mento glob­ale in cui si stima che i muta­menti cli­matici con­dur­ranno al pi? mas­s­ic­cio ed esteso crollo del mer­cato cui si sia mai assis­tito. A questo ? seguito un altro stu­dio pub­bli­cato su ?Sci­ence? in cui si prevede il col­lasso quasi totale del mer­cato mon­di­ale della pesca entro i prossimi 40 anni.

La fila ad un centro commercialeSec­ondo Kalle Lasn, co-fondatore della Adbusters Media Foun­da­tion, gra­zie alla quale il Buy Nothin Day è diven­tato un evento annuale di ril­e­vanza inter­nazionale, “l’immersione totale verso il col­lasso eco­logico richiede un pro­fondo cam­bi­a­mento nel modo di vedere le cose. Le autovet­ture eco­logiche e la lim­i­tazione delle emis­sioni indus­tri­ali vanno benis­simo, ma non rius­ci­ranno a risol­vere il prob­lema se non si affronta la ques­tione cen­trale: dob­bi­amo con­sumare di meno. Questo è il mes­sag­gio di Buy Noth­ing Day.”

Il mes­sag­gio di Lasn è che il Buy Noth­ing Day non sig­ni­fichi sem­plice­mente cam­biare le pro­prie abi­tu­dini per un giorno, ma l’impegno a mutare stile di vita per con­sumare meno e pro­durre meno rifiuti. Su sei mil­iardi di per­sone, di cui il solo 20% con­suma l’80% delle risorse mon­di­ali, sono i priv­i­le­giati a dover dare per primi l’esempio.

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