Comunicazione autorganizzata, Precari dell’informazione, Collaborazione creativa, Pirateria di massa, Copyleft e Cocktail “YOMANGO”!
P2P FightSharing
Il reader ed il dvd sulle lotte sociali ed i progetti di comunicazione del movimento nascono dall’esigenza di mettere a tema e condividere una riflessione ampia sulla dimensione politica della comunicazione, esigenza che si basa fondamentalmente sulla percezione di un bisogno comune, che è quello di costruire uno spazio di confronto e condivisione tra le singole esperienze di produzione comunicativa, siano esse telestreet, radio, siti web, riviste, video e quant’altro. Il progetto è partito da una seri e di incontri tra soggetti che animano la produzione culturale e comunicativa all’interno del movimento, e si è sviluppato nella preparazione e nel la partecipazione all’incontro di realtà alternative del dicembre scorso a Ginevra sul Summit Mondiale della società dell’informazione (WSIS), occasione per cui sono stati realizzati la prima pubblicazione e il primo dvd, a cui hanno fatto seguito quelli realizzati per la Mayday.
Il reader, anche se contiene contributi internazionali, nasce da un percorso territoriale tentando di dare un corpo fisico ad una rete internazionale che si è costruita sulle strategie della comunicazione indipendente e del lavoro del cognitariato. Ma questa rete rischia di diventare un entità astratta se nessuno dei suoi agenti la riporta mai ad un livello di realtà territor iale, cittadina, locale. Per questo abbiamo cominciato a incontrarci tra realtà romane, e per questo abbiamo inserito l’articolo sull’esperienza del Tess uto Connettivo Metropolitano a Milano e del progeto ‘Reload’. IL tcm è un esempio di come la condivisione di saperi e la produzione immateriale non debbano restare relegate a gruppi disconnesi o ad elite, ma debbano diventare parte integrante della vita territoriale. In una realtà sempre più frammentata una strategia di comunicazione orizzontale possibile è quella che si basa sulla decentralizzazione dei luoghi di produzione e sulla messa in rete consapevole delle diverse realt? locali.
Nel percorso che si è finora tracciato non è stato tanto importante i l confronto tra i diversi progetti, quanto l’individuazione di tematiche che fossero di interesse trasversale alle diverse pratiche comunicative, come a definire in questa relazione di trasversalità il campo in cui esperienze anche molto diverse potevano trovare immediato interesse a giocare. Andiamo ad illustrare le aree tematiche e riflessioni specifiche..
Lavoro e comunicazione
Si ? iniziato a prendere in considerazione come campo di intervento specifico il lavoro nella comunicazione e nell’innovazione tecnologica, a partire dalla sua dimensione di precarietà.
Innovazione delle forme di lotta, capacit? di rovesciare la cooperazione messa al lavoro in aggregazione vertenziale autonoma, necessità di rompere la frammentazione e l’individualizzazione contrattuale e di allargare ad una dimensione pubblica i fronti conflittuali, possibilità di mettere a servizio dei precari le virtù mediattiviste, sono alcuni dei temi usciti dalla discussione. L’agenda prevede iniziative concrete relative ad una pratica di videoinchiesta e di una più generale capacità di operare un lavoro di collegamento tra gl i ancora timidi segnali di conflitto nelle fabbriche dell’innovazione tecnologica, della comunicazione e del marketing diretto, dentro lo spazi o politico aperto dalla May Day.
Processi di attenzione
In cui si ragiona della necessità di processi collettivi, aperti e condivisi, di selezione delle informazioni, in un’epoca in cui troppo s pesso l’eccesso comunicativo depotenzia la diffusione dell’accesso. Migliorare il segnale e diminuire il rumore in forma pubblica, facendo dell’attenzione un bene comune oppure sperimantare l’ibridazione tra tattiche di comunicazione guerriglia e strategie di marketing testandone i risultati in termini di messa in crisi dei processi comunicativi verticali?
Saperi liberi e media comunitari
Ragionare sulla comunicazione significa anche confrontarsi sulla questione dei saperi, nell’epoca in cui questi divengono la principale forza produttiva. Nello spazio della produzione, diffusione ed innovazione dei saperi emergono contraddizioni fortissime tra le tendenze alla cooperazio ne, che alludono ad uno statuto pubblico dei saperi, e le esigenze del capita le a riprodursi dentro relazioni di comando e di regime proprietario dei saperi. E’ a partire dalla questione delle licenze pubbliche e dell’acc esso ai media comunitari (televisioni di strada, wireless networks) che si è aperto un terreno di lotta: si tratta di capire come estendere ed intensificare conflitto e riappropriazione su questo piano specifico. Sen za dimenticare il processo di frammentazione e professionalizzazione dei sap eri che i vari governi di centro sinistra e di centro destra stanno disastrosamente mettendo in atto all’interno delle universit?.
Il convincimento degli attivisti che hanno portato avanti questo percorso è che queste, e altre, questioni relative alla comunicazione non siano più da confinare in un ambito separato dall’agire politico, ma debbano essere considerate a pieno titolo come punti centrali nell’agenda dei movimenti.
D’altro canto, bisogna cercare di superare quegli ostacoli costituiti dalla virtualità dell’agire comunicativo e da una certa tendenza all’ “autonomia del tecnico”, che contribuisce a processi di delega e marginalizzazione di questo tipo di tematiche. Su questo si invita a discutere e a partecipare , in forme aperte e da definire comunemente, affinchè le pratiche di condivisione e decentramento, di conflitto e riappropriazione sul terreno comunicativo divengano capaci di incidere concretamente sul tessuto connettivo, politico, delle metropoli contemporanee.