p2p fightsharing (2004)

Comu­ni­cazione autor­ga­niz­zata, Pre­cari dell’informazione, Col­lab­o­razione cre­ativa, Pira­te­ria di massa, Copy­left e Cock­tail “YOMANGO”!

P2P Fight­Shar­ing

Il reader ed il dvd sulle lotte sociali ed i prog­etti di comu­ni­cazione del movi­mento nascono dall’esigenza di met­tere a tema e con­di­videre una rif­les­sione ampia sulla dimen­sione polit­ica della comu­ni­cazione, esi­genza che si basa fon­da­men­tal­mente sulla percezione di un bisogno comune, che è quello di costru­ire uno spazio di con­fronto e con­di­vi­sione tra le sin­gole espe­rienze di pro­duzione comu­nica­tiva, siano esse telestreet, radio, siti web, riv­iste, video e quant’altro. Il prog­etto è par­tito da una seri e di incon­tri tra soggetti che ani­mano la pro­duzione cul­tur­ale e comu­nica­tiva all’interno del movi­mento, e si è svilup­pato nella preparazione e nel la parte­ci­pazione all’incontro di realtà alter­na­tive del dicem­bre scorso a Ginevra sul Sum­mit Mon­di­ale della soci­età dell’informazione (WSIS), occa­sione per cui sono stati real­iz­zati la prima pub­bli­cazione e il primo dvd, a cui hanno fatto seguito quelli real­iz­zati per la Mayday.

Il reader, anche se con­tiene con­tributi inter­nazion­ali, nasce da un per­corso ter­ri­to­ri­ale ten­tando di dare un corpo fisico ad una rete inter­nazionale che si è costru­ita sulle strate­gie della comu­ni­cazione indipen­dente e del lavoro del cog­ni­tari­ato. Ma questa rete rischia di diventare un entità astratta se nes­suno dei suoi agenti la riporta mai ad un liv­ello di realtà ter­ri­tor iale, cit­tad­ina, locale. Per questo abbi­amo com­in­ci­ato a incon­trarci tra realtà romane, e per questo abbi­amo inser­ito l’articolo sull’esperienza del Tess uto Con­net­tivo Met­ro­pol­i­tano a Milano e del prog­eto ‘Reload’. IL tcm è un esem­pio di come la con­di­vi­sione di saperi e la pro­duzione imma­te­ri­ale non deb­bano restare rel­e­gate a gruppi dis­con­nesi o ad elite, ma deb­bano diventare parte inte­grante della vita ter­ri­to­ri­ale. In una realtà sem­pre più fram­men­tata una strate­gia di comu­ni­cazione oriz­zon­tale pos­si­bile è quella che si basa sulla decen­tral­iz­zazione dei luoghi di pro­duzione e sulla messa in rete con­sapev­ole delle diverse realt? locali.

Nel per­corso che si è  finora trac­ciato non è stato tanto impor­tante i l con­fronto tra i diversi prog­etti, quanto l’individuazione di tem­atiche che fos­sero di inter­esse trasver­sale alle diverse pratiche comu­nica­tive, come a definire in questa relazione di trasver­sal­ità il campo in cui espe­rienze anche molto diverse pote­vano trovare imme­di­ato inter­esse a gio­care. Andi­amo ad illus­trare le aree tem­atiche e rif­les­sioni specifiche..

Lavoro e comunicazione

Si ? iniziato a pren­dere in con­sid­er­azione come campo di inter­vento speci­fico il lavoro nella comu­ni­cazione e nell’innovazione tec­no­log­ica, a par­tire dalla sua dimen­sione di pre­ca­ri­età.
Inno­vazione delle forme di lotta, capacit? di roves­ciare la coop­er­azione messa al lavoro in aggregazione verten­ziale autonoma, neces­sità di rompere la fram­men­tazione e l’individualizzazione con­trat­tuale e di allargare ad una dimen­sione pub­blica i fronti con­flit­tuali, pos­si­bil­ità di met­tere a servizio dei pre­cari le virtù medi­at­tiviste, sono alcuni dei temi usciti dalla dis­cus­sione. L’agenda prevede inizia­tive con­crete rel­a­tive ad una prat­ica di videoinchi­esta e di una più gen­erale capac­ità di oper­are un lavoro di col­lega­mento tra gl i ancora timidi seg­nali di con­flitto nelle fab­briche dell’innovazione tec­no­log­ica, della comu­ni­cazione e del mar­ket­ing diretto, den­tro lo spazi o politico aperto dalla May Day.

Pro­cessi di attenzione

In cui si ragiona della neces­sità di pro­cessi col­let­tivi, aperti e con­di­visi, di selezione delle infor­mazioni, in un’epoca in cui troppo s pesso l’eccesso comu­nica­tivo depoten­zia la dif­fu­sione dell’accesso. Miglio­rare il seg­nale e diminuire il rumore in forma pub­blica, facendo dell’attenzione un bene comune oppure spe­r­i­mantare l’ibridazione tra tat­tiche di comu­ni­cazione guer­riglia e strate­gie di mar­ket­ing tes­tandone i risul­tati in ter­mini di messa in crisi dei pro­cessi comu­nica­tivi verticali?

Saperi liberi e media comunitari

Ragionare sulla comu­ni­cazione sig­nifica anche con­frontarsi sulla ques­tione dei saperi, nell’epoca in cui questi diven­gono la prin­ci­pale forza pro­dut­tiva. Nello spazio della pro­duzione, dif­fu­sione ed inno­vazione dei saperi emer­gono con­trad­dizioni for­tis­sime tra le ten­denze alla coop­er­azio ne, che alludono ad uno statuto pub­blico dei saperi, e le esi­genze del capita le a ripro­dursi den­tro relazioni di comando e di regime pro­pri­etario dei saperi. E’ a par­tire dalla ques­tione delle licenze pub­bliche e dell’acc esso ai media comu­ni­tari (tele­vi­sioni di strada, wire­less net­works) che si è aperto un ter­reno di lotta: si tratta di capire come esten­dere ed inten­si­fi­care con­flitto e riap­pro­pri­azione su questo piano speci­fico. Sen za dimen­ti­care il processo di fram­men­tazione e pro­fes­sion­al­iz­zazione dei sap eri che i vari gov­erni di cen­tro sin­is­tra e di cen­tro destra stanno dis­as­trosa­mente met­tendo in atto all’interno delle universit?.

Il con­vinci­mento degli attivisti che hanno por­tato avanti questo per­corso è che queste, e altre, ques­tioni rel­a­tive alla comu­ni­cazione non siano più da con­finare in un ambito sep­a­rato dall’agire politico, ma deb­bano essere con­sid­er­ate a pieno titolo come punti cen­trali nell’agenda dei movi­menti.
D’altro canto, bisogna cer­care di super­are quegli osta­coli cos­ti­tu­iti dalla vir­tu­al­ità dell’agire comu­nica­tivo e da una certa ten­denza all’ “autono­mia del tec­nico”, che con­tribuisce a pro­cessi di del­ega e mar­gin­al­iz­zazione di questo tipo di tem­atiche. Su questo si invita a dis­cutere e a parte­ci­pare , in forme aperte e da definire comune­mente, affinchè le pratiche di con­di­vi­sione e decen­tra­mento, di con­flitto e riap­pro­pri­azione sul ter­reno comu­nica­tivo divengano capaci di incidere conc­re­ta­mente sul tes­suto con­net­tivo, politico, delle metropoli contemporanee.

con­di­vidi
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Digg
  • Ping.fm
  • Technorati
  • PDF
preload preload preload