“Non è possibile andare avanti sempre così, vedendo continuamente nuvole che passano e a volte una colomba”.
L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza
Correva l’anno 1970, con l’affacciarsi delle dittature in Sud America di cui ancora tanto c’è da raccontare. E correva il Brasile di Pelè, pronto ad affrontare un campionato storico, pronto a vincere. Mauro, una decina d’anni, un bambino come tanti, appassionato di calcio e di subbuteo, genitori che lo adorano e un padre che nonostante si stia preparando a scappare si ferma per l’ultimo tiro in porta del figlio prima della loro “partenza per le vacanze”…
12: il nuovo film di un grande vecchio…
“12 giurati russi tutti insieme si trovar,
tutti facili all’accordo, solo uno s’alzò per dubitar”…
Gomorra: tra corpi e rifiuti
“Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E la verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo, contratti. (…) Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio (…). Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità. (…)
Tutto nasce dal cemento”. (Roberto Saviano, Gomorra)
Le note intime de “La Banda”
La Banda della Polizia di Alessandria d’Egitto, invitata a suonare all’inaugurazione del Centro di Cultura Arabo di un moderno e vitale paesino Israeliano, si perde in una remota e desertica cittadina, istaurando con essa, con i suoi abitanti, con quello in cui sta inciampando di Israele un delicato quanto intimo rapporto fatto di umanità ed ironia…
Juno
Dialoghi coloriti e dai ritmi serrati, una confezione tra il curato e il naif ma senza sbavature, un’ottima colonna sonora, la scelta donativa disinteressata di una ragazzina di 16 anni nonostante le sfaccettate e complessissime pieghe che può prendere la vita… mettete insieme tutti questi ingredienti e otterrete Juno, film vincitore della II edizione della Festa del Cinema di Roma.
“La Zona” ovvero “chi segrega chi”">“La Zona” ovvero “chi segrega chi”
In un messicano paesaggio di baracche e povertà spicca una piccola isola di benessere, ordine e pulizia, circoscritta da mura e telecamere di sicurezza: la Zona. La violazione del suo perimetro e della sua quiete benestante non può che scatenare nei suoi abitanti un barbaro istinto di sopravvivenza. A tutti i costi.
Nessuna qualità agli eroi
Stacchi decisi e accompagnamenti sonori accentuatissimi, esagerati; la volontà di raccontare una storia senza raccontarla, mostrando il malessere che può nascondersi dietro la più sofferta banalità, seguendo corpi, espressioni, singoli fatti lasciando la ricostruzione allo spettatore. Questo, ritengo, il senso dell’esperimento “Nessuna qualità agli eroi”. Continue reading »
Roma “stupenda e misera”: una recensione di Cover Boy
“Stupenda e misera città che mi hai fatto fare esperienza di quella vita ignota: fino a farmi scoprire ciò che, in ognun, era il mondo” (Pier Paolo Pasolini)