ott 04

Non è pos­si­bile andare avanti sem­pre così, vedendo con­tin­u­a­mente nuv­ole che pas­sano e a volte una colomba”.

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set 06

L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza

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Cor­reva l’anno 1970, con l’affacciarsi delle dit­tature in Sud Amer­ica di cui ancora tanto c’è da rac­con­tare. E cor­reva il Brasile di Pelè, pronto ad affrontare un cam­pi­onato storico, pronto a vin­cere. Mauro, una decina d’anni, un bam­bino come tanti, appas­sion­ato di cal­cio e di sub­bu­teo, gen­i­tori che lo ado­rano e un padre che nonos­tante si stia preparando a scap­pare si ferma per l’ultimo tiro in porta del figlio prima della loro “partenza per le vacanze”…

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ago 21

12: il nuovo film di un grande vecchio…

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“12 giu­rati russi tutti insieme si trovar,
tutti facili all’accordo,
solo uno s’alzò per dubitar”…

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lug 02

Sotto le bombe

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Sotto le bombe, una madre cerca suo figlio. Sotto le bombe, un uomo e una donna si sco­prono amarsi tra le mac­erie. Sotto le bombe, una donna di una delle città toc­cate dalla guerra indica una delle case squar­ci­ate da una bomba escla­mando “guarda la mia casa, si vede ancora il mio letto”. Sotto le bombe, un Libano lac­er­ato dall’assedio, dalla morte, da scheletri di edi­fici e di per­sone. Sotto le bombe, la morte dà solo false sper­anze, non conosce inno­centi tra le sue vit­time e non risparmia neanche i bambini…

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mag 22

Gomorra: tra corpi e rifiuti

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Io so e ho le prove. Io so come hanno orig­ine le economie e dove pren­dono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vit­to­ria. Io so cosa tra­suda il prof­itto. Io so. E la ver­ità della parola non fa pri­gion­ieri per­ché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare con­tro­prove e imba­stire istrut­to­rie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non con­danna in nes­sun gab­bio e i tes­ti­moni non ritrat­tano. Nes­suno si pente. io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei man­u­ali d’economia si dileguano mutando i loro frat­tali in mate­ria, cose, ferro, tempo, con­tratti. (…) Le prove sono inconfutabili per­ché parziali, riprese con le iridi, rac­con­tate con le parole e tem­prate con le emozioni rim­balzate su ferri e legni. io vedo, trasento, guardo, parlo, e così tes­ti­mo­nio (…). Io so e ho le prove. E quindi rac­conto. Di queste verità. (…)

Tutto nasce dal cemento”. (Roberto Saviano, Gomorra)

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mag 13

Le note intime de “La Banda”

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La Banda della Polizia di Alessan­dria d’Egitto, invi­tata a suonare all’inaugurazione del Cen­tro di Cul­tura Arabo di un mod­erno e vitale paesino Israeliano, si perde in una remota e deser­tica cit­tad­ina, istau­rando con essa, con i suoi abi­tanti, con quello in cui sta inci­ampando di Israele un del­i­cato quanto intimo rap­porto fatto di uman­ità ed ironia…

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mag 08

Juno

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Dialoghi col­oriti e dai ritmi ser­rati, una con­fezione tra il curato e il naif ma senza sba­va­ture, un’ottima colonna sonora, la scelta dona­tiva dis­in­ter­es­sata di una ragazz­ina di 16 anni nonos­tante le sfac­cettate e com­p­lessis­sime pieghe che può pren­dere la vita… met­tete insieme tutti questi ingre­di­enti e otter­rete Juno, film vinci­tore della II edi­zione della Festa del Cin­ema di Roma.

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mag 01

In un mes­si­cano pae­sag­gio di barac­che e povertà spicca una pic­cola isola di benessere, ordine e pulizia, cir­co­scritta da mura e tele­camere di sicurezza: la Zona. La vio­lazione del suo perimetro e della sua qui­ete ben­es­tante non può che scatenare nei suoi abi­tanti un bar­baro istinto di soprav­vivenza. A tutti i costi.

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apr 20

Nessuna qualità agli eroi

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Stac­chi decisi e accom­pa­g­na­menti sonori accen­tu­atis­simi, esagerati; la volontà di rac­con­tare una sto­ria senza rac­con­tarla, mostrando il malessere che può nascon­dersi dietro la più sof­ferta banal­ità, seguendo corpi, espres­sioni, sin­goli fatti las­ciando la ricostruzione allo spet­ta­tore. Questo, ritengo, il senso dell’esperimento “Nes­suna qual­ità agli eroi”. Con­tinue reading »

apr 11

“Stu­penda e mis­era città che mi hai fatto fare espe­rienza di quella vita ignota: fino a farmi sco­prire ciò che, in ognun, era il mondo” (Pier Paolo Pasolini)

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