“Non è possibile andare avanti sempre così, vedendo continuamente nuvole che passano e a volte una colomba“.
“Non è possibile andare avanti sempre così, vedendo continuamente nuvole che passano e a volte una colomba“.
Correva l’anno 1970, con l’affacciarsi delle dittature in Sud America di cui ancora tanto c’è da raccontare. E correva il Brasile di Pelè, pronto ad affrontare un campionato storico, pronto a vincere. Mauro, una decina d’anni, un bambino come tanti, appassionato di calcio e di subbuteo, genitori che lo adorano e un padre che nonostante si stia preparando a scappare si ferma per l’ultimo tiro in porta del figlio prima della loro “partenza per le vacanze”…
“12 giurati russi tutti insieme si trovar,
tutti facili all’accordo, solo uno s’alzò per dubitar”…
“Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E la verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo, contratti. (…) Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio (…). Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità. (…)
Tutto nasce dal cemento”. (Roberto Saviano, Gomorra)