ago 25
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Quello che è successo in Georgia, al di là delle colpe, dei meriti e delle competenze dei soggetti in campo, è la riproposizione della strategia dei due blocchi. Siamo ancora ad uno stato larvale, ma da un lato le “democrazie occidentali” capeggiate da USA e UE si sono mosse in difesa di un paese ex satellite sovietico in nome dell’autodeterminazione democratica dei popoli. Dall’altro la Russia, capofila delle nuove autocrazie che si comportano da democrazie moderne fuori dai propri confini e nei mercati, ma poi al proprio interno sono vere e proprie dittature (l’altro campione è la Cina, ma la lista è lunga dal Pakistan dell’ex-Musharaf alla maggior parte dei paesi mediorientali ed africani).
La contrapposizione tra democrazie e autocrazie è al momento un’ipotesi tutta da verificare, ma permetterebbe di uscire dall’empasse che si è aperta nel 1989 con la scomparsa del blocco sovietico. Ovviamente una svolta del genere avrebbe molte conseguenze sia sulle alleanze a livello internazionale, sia sulle politiche interne: si pensi ai cambiamenti di sistema di governo in Zimbabwe, Ucraina, Georgia, Pakistan, Libano, etc. Anche in Italia non sarebbe pensabile una riproprosizione di schieramenti da guerra fredda, il che contribuirebbe a rafforzare un sistema democratico mai uscito dallo shock del ’92.
dic 05
Presentazione del volume Dopo la democrazia? Il potere e la sfera pubblica nell’epoca delle reti a cura di Derrick de Kerckhove e Antonio Tursi
Presso la libreria Rinascita (Viale Agosta, 36 — Roma) sarà presentato il volume Dopo la democrazia? Il potere e la sfera pubblica nell’epoca delle reti (a cura di Derrick deKerckhove e Antonio Tursi).
Il volume raccogli saggi di: Alberto Abruzzese, Sara Bentivegna, Franco Berardi Bifo, Derrick de Kerckhove, Pierre Lévy, Michele Prospero, Stefano Rodotà, Luca Toschi e Antonio Tursi.
Quali sono le prospettive future per le forme della mediazione democratica sinora esistenti? È possibile il riemergere di forme dirette di democrazia? Quali sono le nuove configurazioni istituzionali delle entità politiche (Stati-nazione e oltre)? Si sta formando un’opinione pubblica globale? E in quali settori? Quali sono le nuove forme di mobilitazione politica? È ancora possibile individuare un ambito definibile con il termine “politica”? E caratterizzato da quali soggetti? In tutti questi processi quale ruolo giocano i media? E, in particolare, i nuovi media di rete?
Presentano il volume:
Emiliano Ilardi
(dottorando in Scienze della comunicazione presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino)
Rony Medaglia
(dottorando in Analisi delle politiche pubbliche presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Roma “La Sapienza”)
Vincenzo Rosito
(dottorando in Filosofia politica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”)
Coordina: Matteo Domenico Recine
Intervengono: Alberto Abruzzese; Sara Bentivegna; Massimo Canevacci; Stefano Cristante; Fabio De Nardis; Massimo Ilardi; Pio Marconi; Alberto Marinelli; Maria Luisa Palumbo; Renato Nicolini; Michele Prospero; Paolo Virno.
apr 26
La diffusione e l’impiego di saperi complessi impongono l’affermazione della relazionalita’: il lavoro mentale sta passando da logiche lineari e settoriali ad articolate logiche d’insieme e non puo’ essere piu’ limitato a minoranze specializzate, ma distribuito (“disseminato”) nella popolazione per la realizzazione di una cittadinanza attiva ed aperta per un verso, consapevole e coltivata, per un altro. E questo modello di cittadino ha reso desueta la separazione delle tre forme di educazione (formale, non formale e informale) e, con essa, la gerarchizzazione e la non comunicazione tra i sistemi di formazione (istruzione, formazione professionale, educazione non formale). Viene a galla un bisogno inedito di conoscenza e di apprendimento di nuove conoscenze che non accetta piu’ di relegarsi a momenti e spazi delimitati e altri rispetto al vissuto esperienziale, adibiti ad esso, ribaltando completamente la logica e l’assetto della formazione nella vita dell’uomo. Di ogni uomo, per tutto l’arco di vita: lifelong learning for all, appunto. Continue reading »
giu 29
Il messaggio americano trascura del tutto il concetto di limiti fisici del mondo. Il mondo é finito, solo l’Universo é infinito. Se qualcuno sale, qualche altro scende. Non c’é posto per due soggetti dominanti, né é possibile costruire un’alleanza di interessi fra Stati Uniti e Unione Europea che gravi sul resto dell’umanitá. Mancano le risorse materiali, questo patto scellerato condannerebbe metá mondo ad una terribile schiavitú. Continue reading »