ago 25
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Quello che è successo in Georgia, al di là delle colpe, dei meriti e delle competenze dei soggetti in campo, è la riproposizione della strategia dei due blocchi. Siamo ancora ad uno stato larvale, ma da un lato le “democrazie occidentali” capeggiate da USA e UE si sono mosse in difesa di un paese ex satellite sovietico in nome dell’autodeterminazione democratica dei popoli. Dall’altro la Russia, capofila delle nuove autocrazie che si comportano da democrazie moderne fuori dai propri confini e nei mercati, ma poi al proprio interno sono vere e proprie dittature (l’altro campione è la Cina, ma la lista è lunga dal Pakistan dell’ex-Musharaf alla maggior parte dei paesi mediorientali ed africani).
La contrapposizione tra democrazie e autocrazie è al momento un’ipotesi tutta da verificare, ma permetterebbe di uscire dall’empasse che si è aperta nel 1989 con la scomparsa del blocco sovietico. Ovviamente una svolta del genere avrebbe molte conseguenze sia sulle alleanze a livello internazionale, sia sulle politiche interne: si pensi ai cambiamenti di sistema di governo in Zimbabwe, Ucraina, Georgia, Pakistan, Libano, etc. Anche in Italia non sarebbe pensabile una riproprosizione di schieramenti da guerra fredda, il che contribuirebbe a rafforzare un sistema democratico mai uscito dallo shock del ’92.
lug 02
Sotto le bombe, una madre cerca suo figlio. Sotto le bombe, un uomo e una donna si scoprono amarsi tra le macerie. Sotto le bombe, una donna di una delle città toccate dalla guerra indica una delle case squarciate da una bomba esclamando “guarda la mia casa, si vede ancora il mio letto”. Sotto le bombe, un Libano lacerato dall’assedio, dalla morte, da scheletri di edifici e di persone. Sotto le bombe, la morte dà solo false speranze, non conosce innocenti tra le sue vittime e non risparmia neanche i bambini…
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dic 31
Disumanizzazione dei soldati — quei bravi ragazzi pronti a esportare la Democrazia in lande lontane e desolate, devastate dall’Uomo e dalla Dittatura, quei bravi ragazzi fiore all’occhiello dell’America di Bush ormai in declino – e patriottismo disperato, con quella retorica del dolore che si accanisce quando ha già consenso: ecco gli ingredienti principali dell’ultimo film di Paul Haggis, “Nella Valle di Elah”.
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nov 16
La Rete italiana Disarmo chiede al governo di sospendere le forniture al Pakistan in seguito alla sospensione della Costituzione ed alla proclamazione dello stato di emergenza da parte di Pervez Musharraf. Continue reading »
mar 26
Abbiamo lasciato Addis Abeba mentre gli italiani massacravano migliaia di civili inermi con bombe a mano e mazze di ferro. Abbiamo lasciato il viceré Graziani, mentre dava sfogo alla sua brutalità criminale mettendo in pratica quanto Mussolini gli ordinava da Roma: “radicale ripulisti”, cioè rappresaglia immediata e esecuzioni sommarie. Ma il peggio doveva ancora venire.
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mar 08
QUANDO: dal 13 marzo al 27 marzo
DOVE:libreria Odradek, via dei banchi vecchi 57, Roma Continue reading »
mag 11
Tre marines con la macchina da presa, location Iraq. Un documentario intenso, controverso, illuminante. Il primo film di guerra girato interamente dai soldati così Debora Scranton regista e ideatrice di the War Tapes parla di questo piccolo gioiello di 97 minuti che per tutte e tre le sue repliche al Tribeca Film Festival si è guadagnato la standing ovation dell’intero auditorium. Continue reading »
apr 06
Ho sempre la sensazione di qualcosa che non quadra, quando leggo i giornali (e i weblogs): e ne leggo tanti, e diversi fra loro. non so dire esattamente cos’è: la percezione di un disagio, di una truffa, del gioco delle tre carte. potrei fornire esempi, ma sarebbero banali: all’improvviso tutti i pitbull mordono, poi più nulla; all’improvviso tutte le bottiglie d’acqua minerale avvelenano, poi più niente. Continue reading »
mar 23
il partito diceva che l’oceania non era mai stata alleata dell’eurasia. ma lui sapeva che l’oceania era stata alleata dell’eurasia appena quattro anni prima. ma dove esisteva quella notizia? solo nella sua coscienza. (…) e se tutti gli altri accettavano quella menzogna che il partito imponeva, e se tutti i documenti riportavano la stessa menzogna, la menzogna allora diventava veritá e passava alla storia. chi controlla il passato, diceva lo slogan del partito, controlla il il futuro. (…) eppure il passato non era mai stato mutato. tutto ció che era vero allora rimaneva vero. quello che il partito richiedeva era una serie infinita di vittorie ai danni della propria memoria. “controllo della realtá”, lo chiamavano. (George Orwell, 1984) Continue reading »
mar 19
pogrom pó|grom s.m.inv. TS stor., spec. nella russia zarista, rivolta popolare antisemita spesso incoraggiata dal potere centrale, accompagnata da saccheggi, devastazioni, massacri | CO estens., violenta persecuzione contro una minoranza etnica o religiosa. Continue reading »