GEORGIA rinascono i blocchi?">GEORGIA rinascono i blocchi?
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Quello che è successo in Georgia, al di là delle colpe, dei meriti e delle competenze dei soggetti in campo, è la riproposizione della strategia dei due blocchi. Siamo ancora ad uno stato larvale, ma da un lato le “democrazie occidentali” capeggiate da USA e UE si sono mosse in difesa di un paese ex satellite sovietico in nome dell’autodeterminazione democratica dei popoli. Dall’altro la Russia, capofila delle nuove autocrazie che si comportano da democrazie moderne fuori dai propri confini e nei mercati, ma poi al proprio interno sono vere e proprie dittature (l’altro campione è la Cina, ma la lista è lunga dal Pakistan dell’ex-Musharaf alla maggior parte dei paesi mediorientali ed africani).
La contrapposizione tra democrazie e autocrazie è al momento un’ipotesi tutta da verificare, ma permetterebbe di uscire dall’empasse che si è aperta nel 1989 con la scomparsa del blocco sovietico. Ovviamente una svolta del genere avrebbe molte conseguenze sia sulle alleanze a livello internazionale, sia sulle politiche interne: si pensi ai cambiamenti di sistema di governo in Zimbabwe, Ucraina, Georgia, Pakistan, Libano, etc. Anche in Italia non sarebbe pensabile una riproprosizione di schieramenti da guerra fredda, il che contribuirebbe a rafforzare un sistema democratico mai uscito dallo shock del ’92.
Brooklyn 4 Obama
Galleria fotografica sulle primarie democratiche a brookyln
[kml_flashembed movie="http://www.youtube.com/v/BI2VxIE6v6k" width="425" height="350" wmode="transparent" /]Nella Valle di Elah tra disumanità e patriottismo disperato
Disumanizzazione dei soldati — quei bravi ragazzi pronti a esportare la Democrazia in lande lontane e desolate, devastate dall’Uomo e dalla Dittatura, quei bravi ragazzi fiore all’occhiello dell’America di Bush ormai in declino – e patriottismo disperato, con quella retorica del dolore che si accanisce quando ha già consenso: ecco gli ingredienti principali dell’ultimo film di Paul Haggis, “Nella Valle di Elah”.
