nov 05

nov 04

This is the day that changes every­thing”. Anche se in realta’ questa frase e’ presa da una serie amer­i­cana di poco suc­cesso dello scorso anno, “Day break”, trovo che rac­conti per­fet­ta­mente lo stato d’animo che ser­peg­gia almeno qui a NY.

Ieri ho pas­sato 4 ore a lavo­rare per “Cam­paign for Change Phone Bank” in una delle varie loca­tion in Brook­lyn, chia­mando centi­naia di per­sone in Indi­ana, Vir­ginia e Ohio, dan­dogli le ultime infor­mazioni per votare, aper­tura e chiusura dei seggi, ind­i­rizzo pre­ciso del seg­gio presso il quale recarsi a votare, di quali doc­u­menti essere muniti, se e come addirit­tura orga­niz­zare pul­mini che por­tassero gli elet­tori con dif­fi­colta’ di deam­bu­lazione o anche solo senz un’auto ai seggi. Con­tinue reading »

ago 25

GEORGIA rinascono i blocchi?">GEORGIA rinascono i blocchi?

By Stefano Minguzzi articolo Commenti disabilitati

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Quello che è suc­cesso in Geor­gia, al di là delle colpe, dei mer­iti e delle com­pe­tenze dei soggetti in campo, è la ripropo­sizione della strate­gia dei due bloc­chi. Siamo ancora ad uno stato lar­vale, ma da un lato le “democra­zie occi­den­tali” capeg­giate da USA e UE si sono mosse in difesa di un paese ex satel­lite sovi­etico in nome dell’autodeterminazione demo­c­ra­t­ica dei popoli. Dall’altro la Rus­sia, capofila delle nuove autocra­zie che si com­por­tano da democra­zie mod­erne fuori dai pro­pri con­fini e nei mer­cati, ma poi al pro­prio interno sono vere e pro­prie dit­tature (l’altro cam­pi­one è la Cina, ma la lista è lunga dal Pak­istan dell’ex-Musharaf alla mag­gior parte dei paesi medior­i­en­tali ed africani).

La con­trap­po­sizione tra democra­zie e autocra­zie è al momento un’ipotesi tutta da ver­i­fi­care, ma per­me­t­terebbe di uscire dall’empasse che si è aperta nel 1989 con la scom­parsa del blocco sovi­etico. Ovvi­a­mente una svolta del genere avrebbe molte con­seguenze sia sulle alleanze a liv­ello inter­nazionale, sia sulle politiche interne: si pensi ai cam­bi­a­menti di sis­tema di gov­erno in Zim­babwe, Ucraina, Geor­gia, Pak­istan, Libano, etc. Anche in Italia non sarebbe pens­abile una ripro­pro­sizione di schiera­menti da guerra fredda, il che con­tribuirebbe a raf­forzare un sis­tema demo­c­ra­tico mai uscito dallo shock del ’92.

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feb 07

Brooklyn 4 Obama

By Silvia Minguzzi articolo Commenti disabilitati

Gal­le­ria fotografica sulle pri­marie demo­c­ra­tiche a brookyln

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dic 31

Nella Valle di ElahDis­uman­iz­zazione dei sol­dati — quei bravi ragazzi pronti a esportare la Democrazia in lande lon­tane e des­o­late, dev­as­tate dall’Uomo e dalla Dit­tatura, quei bravi ragazzi fiore all’occhiello dell’America di Bush ormai in declino – e patri­ot­tismo dis­per­ato, con quella retor­ica del dolore che si accan­isce quando ha già con­senso: ecco gli ingre­di­enti prin­ci­pali dell’ultimo film di Paul Hag­gis, “Nella Valle di Elah”.

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